Rocconi: nessuno è escluso dalla misericordia di Dio

vescovo Gerardo Rocconi 05/12/2009 - Mons. Gerardo Rocconi commenta il Vangelo di domenica 6 dicembre.

Dal Vangelo secondo Luca


Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetràrca dell’Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell’Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Càifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccarìa, nel deserto. Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaìa: \"Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato; le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie, spianate. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!\". Parola del Signore



Con grande solennità inizia il vangelo di oggi, seconda domenica di Avvento. La parola di Dio si manifesta in u momento storico preciso, in un ambiente preciso. I riferimenti di ordine storico ci riportano al 27-28 dell’era volgare. Luca fa una introduzione solenne e circostanziata perchè vuole che sia chiaro a tutti che non sta iniziando a raccontare una favola. L’intervento di Dio nella storia dell’umanità è accaduto in un tempo e in un luogo ben preciso. Il primo personaggio che si presenta è Giovanni Battista. In lui si manifesta la Parola di Dio.


E TUTTO ACCADE NEL DESERTO


Il Deserto: luogo di tentazione e di rifiuto ma anche luogo dell’esperienza forte di Dio. E’ nel deserto che si ritirano coloro che vogliono fare una forte esperienza spirituale o che vogliono sfuggire l’ipocrisia di una religione fatta di formalismi e pratiche puramente esteriori. Ma il deserto è anche luogo di tentazione e di aridità. Simboleggia anche il vuoto su cui la Parola di Dio cala, la durezza del cuore degli uomini, la situazione di peccato. Del resto la stessa descrizione storica è una descrizione di peccato. Giovanni dal deserto si sposta lì vicino, sul fiume Giordano: il punto, probabilmente in cui Israele aveva attraversato il fiume per entrare nella terra promessa. E Giovanni svolge il suo ministero, invitando ad un ritorno deciso al Signore. Giovanni è la voce che grida: presta la sua voce a Dio il quale grida sempre nel richiamare i suoi figli, non si stanca mai. Una voce che rappresenta la misericordia di Dio il quale vuole offrire il suo amore e la sua misericordia. Di fronte alla parola di Giovanni che chiede di accogliere il Signore ci può essere disinteresse, sfiducia, rifiuto, disturbo, stizza. Ma ci può essere una accoglienza profonda, docile.... con un risultato meraviglioso: ogni uomo vedrà la salvezza di Dio, sperimenterà il suo amore misericordioso.


PREPARATE LA VIA DEL SIGNORE


E cosa grida Giovanni? Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato; e vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie, spianate. E a questo rinnovamento è legata una promessa: Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio. I monti e i colli rappresentano nel linguaggio biblico la superbia, l’alterigia, l’arroganza di chi vuole imporsi, dominare sugli altri. Il Regno di Dio è incompatibile con questi atteggiamenti altezzosi e tracotanti, non può giungere là dove regna lo spirito competitivo, dove si cerca di sopraffare gli altri. Nel Regno entra solo chi cerca la logica apposta: il dono di sè, l’umile servizio reciproco, la ricerca dell’ultimo posto. Poi ci sono i burroni da riempire. Sono le disuguaglianze economiche denunciate dai profeti. Sono anche le lacune nella vita di ogni uomo: la mancanza delle virtù, la mancanza della preghiera, della fede, della speranza, della carità. Le vie tortuose e impervie sono le astuzie, le scelte insensate, le situazioni ingiuste che devono essere riviste e ripensate.


COSA VUOI , SIGNORE, CHE IO FACCIA?


La conversione che il Battista chiede è radicale. Ma accanto e prima della fatica dell’uomo c’è il dono di Dio. Di fronte ad un cuore che in verità vuole convertirsi e fa tutta la sua parte Dio stesso opera il miracolo della guarigione. Di fronte all’autentica volontà di conversione Dio dona un cuore nuovo. Ad ogni uomo per quanto debole, per quanto fragile, per quanto peccatore verrà offerta la salvezza. Nessuno è escluso dalla misericordia di Dio, La predicazione del Battista è esigente: vuole suscitare una domanda: Cosa dobbiamo fare? In altre parole l’esperienza di Gesù deve cambiare la vita. E allora chiediamolo al Signore: Cosa ti aspetti da noi, cosa ci chiedi? E’ una domanda che ci deve accompagnare in questi giorni di Avvento!






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-12-2009 alle 15:53 sul giornale del 07 dicembre 2009 - 1308 letture

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