Massaccesi: \'Il Pd non si sblocca\'

Partito Democratico 09/12/2009 - Che il drammatico problema della Sadam abbia portato l’amministrazione sull’orlo della crisi è un fatto che nessuno nega. La causa politica numero uno è da ricercarsi nel partito di maggioranza relativa – il Pd – che ha espresso il sindaco e che detiene 13 voti su trenta in seno al consiglio comunale.

Ma almeno tre di questi voti sono espressi da consiglieri che hanno esplicitamente dichiarato di non condividere l’orientamento del sindaco di accettare, sia pure dopo ulteriori trattative con Maccaferri per ottenere il massimo delle garanzie tecniche a difesa della salute dei cittadini, e propongono di voltar pagina. Sì alla riconversione, ma con progetto totalmente diverso da quello oggi sul tavolo. La rottura interna è ormai così radicata da spingere i responsabili a tentare un incontro con i massimi dirigenti regionali e provinciali allo scopo di ottenere un compromesso che possa ristabilire l’unità interna. Niente da fare.

Incontro fallito. Sentite qua: “La complessità della vicenda, negli aspetti occupazionale, ambientale, e della tutela della salute, richiede approfondimenti tecnici, come sono stati e come verranno ulteriormente portati avanti, serenità di giudizio e coinvolgimento dei soggetti interessati per favorire la partecipazione ed evitare inutili strumentalizzazioni”. E’ il primo paragrafo di uno scarno comunicato che dichiara il clamoroso fallimento dell’azione dei Pezzi Grossi ai vari livelli per sedare la situazione politico-amministrativa all’interno del Pd. Dopo due anni solo parole. Non un briciolo di novità, salvo l’esigenza di uscire dall’incontro con il minor danno politico possibile di fronte agli elettori.

Proprio non ci siamo. Che altri partiti siano più o meno divisi al loro interno, passi. Ma che il partito che ha ricevuto il maggior consenso dalla cittadinanza non riesca a trovare una via di composizione dimostra solo il desiderio di attuare alla lettera il metodo che dalla centrale romana del Pd, a cascata, giunge fino alla nostra piccola periferia. Veramente un cupio dissolvi. A me pare che chi ha la prima responsabilità debba fare un passo avanti aprendosi ad ulteriori possibili soluzioni. Il muoia Sansone con tutti i Filistei sa di egoismo verso la città che sta ricevendo benefici non indifferenti da questa stessa amministrazione che rischia di esplodere quando c’è più bisogno della sua presenza e della sua azione.

Anche il sottile gioco del rinvio di settimana in settimana rischia di far perdere sia la botte piena sia la moglie ubriaca.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-12-2009 alle 13:49 sul giornale del 10 dicembre 2009 - 1294 letture

In questo articolo si parla di jesi, partito democratico, Vittorio Massaccesi


Massimo Gianangeli

Scegliere di difendere proposte pressochè indifendibili sotto tutti i punti di vista crea inevitabilmente spaccature e lacerazioni, sia dentro i partiti, sia, purtroppo, in città.<br />
A volte, riconoscere di aver sbagliato (ci sono molti modi di farlo, con diverse gradazioni di gravità degli effetti collaterali conseguenti) può essere la via più giusta. Magari anche i cittadini e gli elettori gradiscono più chi riconosce gli errori di chi persevera nel continuare a compierli (Ancona docet)<br />
Cordiali Saluti<br />
<br />
MASSIMO GIANANGELI<br />
Comitato per la Tutela della Salute e dell\'Ambiente della Vallesina