Tragedia in superstrada: operaio 36enne jesino si getta sotto a un camion

superstrada 10/12/2009 - Dramma della disperazione induce un operaio jesino di 36 anni a mettere fine alla propria vita, gettandosi sotto a un camion. La tragedia si è consumata ieri mattina alle 5,20 lungo la superstrada 76.

Ha deciso di mettere fine al proprio dolore interiore nel modo peggiore, pianificando nei minimi dettagli le sue ultime ore. E’ uscito di casa ieri all’alba, L.B. 36enne jesino, operaio qualificato dipendente della ditta “Alta Definizione” di Mergo. Al volante della sua nuova auto, una Nissan Pixo, ha imboccato la superstrada 76 con direzione Ancona. Poi, ha accostato su una piazzola di sosta al chilometro 56+700, tra Cingoli e l’uscita Jesi-Ovest. E’ sceso dalla macchina, senza spegnere il motore, senza chiudere lo sportello. Pochi istanti irreversibili in cui la disperazione ha avuto il sopravvento. Ha atteso che un camion sopraggiungesse, poi si è buttato in mezzo alla strada. L’autocarro Volvo, carico di materiale edile, pur procedendo a una velocità moderata e regolare per quel tratto di superstrada, non ha potuto evitare l’impatto. L’autista, un 53enne di Gubbio (R.F.) si è visto quel ragazzo lanciarsi davanti al mezzo, senza esitazione ne paura. Non è riuscito a frenare in tempo. Travolto dal mezzo, il corpo del povero giovane è stato dilaniato dal violento impatto. E’ morto praticamente sul colpo. Sotto choc, l’autista ha dato l’allarme al 113. “E’ stato talmente improvviso che non ho potuto evitarlo, non sono riuscito a far nulla…”, avrebbe dichiarato il cinquantenne agli inquirenti giunti sul posto per i rilievi.

Oltre agli agenti della Polizia Stradale di Ancona e Jesi, sono intervenuti anche i vigili del fuoco per sistemare la sede stradale e il servizio necroforo per il recupero della salma del poveretto. Il traffico in quel tratto di superstrada è proceduto a senso unico alternato fino alla conclusione dei rilievi.

Sul cruscotto dell’auto ancora a motore acceso, un biglietto d’addio nel quale il giovane spiega il perché di quel drammatico gesto che getta nello sconforto i genitori e la fidanzata. Poche righe per chiedere perdono a quanti lo amavano, per confessare che non sarebbe stata la relazione sentimentale la causa della sua oscura disperazione. La lettera è ora in mano al pubblico ministero incaricato del caso, la dottoressa Santa Lebboroni, che coordina le indagini.

La salma è stata trasportata all’obitorio dell’ospedale al Viale della Vittoria di Jesi a disposizione dell’autorità giudiziaria che ha disposto per questa mattina una ricognizione cadaverica, prima di concedere il nullaosta e restituire i resti alla famiglia per procedere con la sepoltura.







Questo è un articolo pubblicato il 10-12-2009 alle 11:43 sul giornale del 11 dicembre 2009 - 3111 letture

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Desde

Stamattina a lavoro abbiamo appreso la notizia della dipartita del nostro collega Luciano e in azienda siamo tutti addolorati, ma anche scioccati, doveva attaccare con noi alle 6 ma non c\'era.<br />
Perchè invece che venire in azienda è andato verso Ancona? Come gli è venuto in mente di buttarsi sotto un tir? Perchè non attendere le altre cose belle che la vita gli poteva riservare?<br />
.... la depressione è una brutta bestia....ma questa tragica dipartita è ancora più scioccante.<br />
Un abbraccio a tutti quelli che piagono la scomparsa di Luciano.

Anonimo

Tutti i colleghi di lavoro sono addolorati, ancora non ci spieghiamo il perchè di questo gesto, era una persona solare e ci si parlava molto volentieri, molto bravo nel suo lavoro.<br />
Nessuno ancora ci crede , ci mancherà e rimarrà nei nostri cuori, era una bravissima persona.<br />
Mi auguro che l\'azienda gli dia rispetto sia come lavoratore e sia nel suo ottimo operato lavorativo dando le ore ai dipendenti per andare al funerale o almeno si fermi per 5 minuti per ricordarlo.<br />
Appresa la notizia l\'azienda ha fatto continuare a lavorare come se niente fosse.<br />
Molti operai preferiscono partecipare al suo funerale anche se l\'azienda non dovesse concedere le ore di permesso pur sapendo di prendere una lettera.<br />
Vorrei che non venisse considerato dall\'azienda come un numero.<br />
Questa tragedia poteva essere evitata.<br />
Un abbraccio a Luciano e a tutti quelli che piangono la sua scomparsa e al povero camionista

ciao, avrei bisogno di mettermi in contatto con te o con desda... questo è il mio numero 3490766252.grazie. è importante