Treni soppressi e biglietteria a rischio

trenitalia 10/12/2009 - In vigore da domenica il nuovo orario. Soppressi molti treni.

Con il nuovo orario invernale dei treni, in vigore da domenica, aumenteranno i disagi per i pendolari. La stazione senigalliese sarà penalizzata con la soppressione di fermate importanti per i collegamenti tra nord e sud.


Molti treni Intercity ed Eurostar salteranno la stazione di Senigallia e per raggiungere Milano sarà necessario effettuare il cambio a Bologna. La rivoluzione è legata all\'entrata in funzione dell\'Alta velocità.


La biglietteria stessa di Senigallia sarebbe a rischio di chiusura, con la conseguente eliminazione del personale.






Questo è un articolo pubblicato il 10-12-2009 alle 18:58 sul giornale del 11 dicembre 2009 - 6056 letture

In questo articolo si parla di attualità, francesca morici, trenitalia


Fra un pò Senigallia sarà (anzi, già in parte è) meno raggiungibile in aereo, adesso pure in treno e sorvoliamo con auto e/o bus: quindi o ci faranno una vera \"autostrada del mare\" e si farà un porto capace di ospitarla (collegandolo meglio alla città), oppure il turismo senigalliese rischia di ridursi...ai soli senigalliesi.

I nostri amministratori però hanno protestato una sola volta:<br />
quando hanno soppresso l\'Eurostar che serviva a portà la Amati a Roma.

Sulla questione Trenitalia forse è il caso di chiarire. E\' diventata una SpA e, dunque, deve - e sottolineo \"deve\" - fare profitti (o, nel caso di Trenitalia ridurre progressivamente le perdite). Nessuno si stupisce se perseguono il profitto, che so, Merloni o Casoli. Ora vale pure per Trenitalia.<br />
<br />
E il servizio regionale per i pendolari? Sintetizzo da Wikipedia: \"Le regioni corrispondono un sussidio annuo a Trenitalia per il servizio di trasporto regionale. L\'operatore di rete (Trenitalia) propone un certo numero di offerte per orari e tipologia di treni. La regione sceglie, quale offerta acquistare e un Service Level Agreement che impegna le impegna le due parti per 6 anni rinnovabili per altri 6. Trenitalia chiede anche che la Regione contribuisca all\'acquisto di vagoni e locomotori: mediamente viene richiesta una quota pari a circa il 20-30% del valore nuovo del materiale rotabile, che però resta di proprietà al 100% di Trenitalia. I sussidi pubblici sono chiesti da Trenitalia per rendere il trasporto pubblico su rotaia più conveniente del trasporto privato. Ciò porta meno ingorghi nelle città e problemi di inquinamento\"<br />
<br />
Dunque, quello che succede è una questione di politica regionale. E ha ragione Melgaco quando scrive che ci si muove solo se i tagli toccano senatori e politici. La soppressione decisa lo scorso anno della fermata dei treni veloci a... Fabriano è, infatti, rapidamente rientrata.<br />
<br />
Pace e bene, come scrive un altro commentatore...<br />

biondo

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Che senso ha, lo chiedo a lei come economista, un soggetto privato, che agisce in regime di monopolio, quindi senza i rischi del privato, ma con tutti i vantaggi del privato, quindi fare profitti, Casoli o Merloni hanno concorrenza, possono fallire, Trenitalia, credo, no. Secondo me il problema è tutto qui. <br />
Grazie. <br />

Trenitalia è una SpA partecipata (cioè posseduta) al 100% da Ferrovie dello Stato che a sua volta è una SpA partecipata al 100% dallo stato. Quindi Trenitalia è si una SpA, ma ha come unico azionista lo stato.<br />
<br />
Al momento, a quanto ne so, né l\'una né l\'altra sono quotate in borsa, anche se sembra che ci stiano pensando. Avremo un altro caso Alitalia?

Certo, può avere poco senso. Ma le ferrovie sono state privatizzate. La Trenitalia è una SpA e come tale si comporta. Trenitalia può fallire? Certo. Anche se è vero che opera in un monopolio di fatto. Mi pare, però, ma non sono una esperta del settore, che in alcune regioni operino anche altre società. <br />
<br />
Le ferrovie, come certamente lei sa, sono state il refugium peccatorum di milioni di \"imbucati\" da sistemare. Un po\' come le Poste. Ora ne paghiamo il prezzo. Più salato dei continui deficit che dovevamo ripianare? Non lo so. E\' stata una scelta. Fatto sta che ora dobbiamo pensare a Trenitalia come una impresa che fa i suoi affari. Il raddoppio, anche per il trasporto merci, della linea Ancona-Roma, per esempio, manco se lo sognano: quella attuale è \"sfruttata\" solo al 50%, dice l\'AD di Trenitalia. <br />