Don Rocconi: il Natale ci aiuti a ritrovare la gioia che viene dal Signore

mons. gerardo rocconi 13/12/2009 - Di seguito riportiamo il commento al Vangelo di Luca di Don Gerardo Rocconi.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: \"Che cosa dobbiamo fare?\". Rispondeva loro: \"Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto\".

Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: \"Maestro, che cosa dobbiamo fare?\". Ed egli disse loro: \"Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato\".

Lo interrogavano anche alcuni soldati: \"E noi, che cosa dobbiamo fare?\". Rispose loro: \"Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe\".

Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: \"Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile\" . Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo. Parola del Signore

SIATE NELLA GIOIA

Avvicnandoci al Natale, acquistiamo consapevolezza che veramente Dio è fonte di vita e di gioia, conseguenza del dono grande che ci viene offerto: Gesù. Per questo la liturgia di oggi è pervasa di gioia e ogni lettura è un invito a gioire, esultare, rallegrarsi. San Paolo dice: Siate lieti, ve lo ripeto, siate lieti. E anche qui il motivo della gioia è Gesù che viene per riconciliarci con Dio. Un invito alla gioia. Quindi la gioia, la pace, quella che viene dal Signore, è possibile. Eppure diversa è la nostra esperienza. Gli uomini non sono gioiosi, noi cristiani, che parliamo tanto di gioia, spesso non lo siamo. E’ una illusione la gioia? Eppure la gioia è addirittura un comando: gioisci, rallegrati... Il fatto è che noi spesso non siamo sulla linea giusta per sperimentare la gioia. Ma Dio non mente. E allora se la pace non la si sperimenta, il motivo è che la cerchiamo dove non c’è.

LA GIOIA E\' NELLA CONVERSIONE

Non ci sarà mai pace e gioia finchè non ci si decide di convertirsi totalmente al Signore. “Preparate la strada al Signore che viene, abbassate i colli, riempite i burroni, raddrizzate le vie storte”. Così diceva il Battista, per poi concludere così: “Allora ogni uomo vedrà la salvezza di Dio e ne sperimenterà la pace”. Ma finchè si pensa che un po’ di più di luce artificiale, di cose da mangiare, di rumori assordanti, di soldi da spendere, di regali da fare o ricevere siano capaci di dare gioia profonda, si rimarrà sempre delusi. La pace e la gioia si trovano in una in una autentica conversione al Signore.

E alla predicazione di Giovanni Battista, la gente comprende che è necessario dare una svolta alla propria vita. Per questo gli ascoltatori del Battista formulano una domanda, una domanda importante che troviamo spesso nella Bibbia, ogni volta che viene dato un buon annuncio. La domanda da rivolgere è questa: Cosa dobbiamo fare? Sì perchè per incontrare il Signore della gioia qualcosa bisogna fare. E poi chi lo ha incontrato qualcosa deve fare ancora . In altre parole l’esperienza di Gesù cambia la vita. La fede incide sulla vita, la fede cambia la vita.

E ALLORA COSA DOBBIAMO FARE?

L’evangelista ci presenta delle persone che vanno da Giovanni Battista con questa domanda.

Le folle: a loro viene suggerito di praticare la condivisione, la carità. Dio è amore e amare è già avere incontrato il Signore, in ogni caso è la via per arrivare a lui.

I Pubblicani: una categoria a rischio da un punto di vista morale. A questi Giovanni chiede la giustizia, cioè di fare bene il proprio dovere, di non vivere la loro situazione per approfittarsi.

I soldati: altra categoria a rischio da un punto di vista morale: ingiustizia, furto, violenza. A loro Giovanni chiede di non essere violenti, di essere semplici, di sapersi accontentare.

E noi cosa dobbiamo fare? E’ una domanda che ci deve sempre accompagnare. Cosa dobbiamo fare, cosa ti aspetti Signore? Il Signore viene sempre e sempre ci chiede di scuoterci: Cosa dobbiamo fare per accoglierlo? E\' una domanda che ci deve sempre accompagnare per capire come vivere in ascolto del Signore, cosa deve migliorare nella preghiera, come dobbiamo crescere nella carità, come imparare a vivere la gratuità...

Un Natale che ci aiuti a migliorare e a diventare più solidali sarà un Natale più vero e soprattutto occasione per ritrovare la gioia che viene dal Signore.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-12-2009 alle 15:18 sul giornale del 14 dicembre 2009 - 1264 letture

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