Attese...emotivamente visibili

arte 3' di lettura 16/12/2009 - L’artista marchigiano Andrea Marconi, presenta  i suoi ultimi lavori “Attese … emotivamente visibili” a Jesi, Palazzo dei convegni, sotto il patrocinio delle circoscrizione est, ovest e centro, del Comune di Jesi e della Provincia di Ancona, assessorato alla cultura.
La personale, che sarà inaugurata il 21 dicembre prossimo, è composta da 15 opere da lui stesso definiti “dettami di una simbologia quotidiana”.

Con le sue opere Marconi, raggiunge la sintesi, la traccia rimane indelebile nel tempo, il pensiero scaturisce prima del segno. L‘artista, denota una sensibilità atipica, un emotività che lo porta a scoprire l’inaudito e dinnanzi le sue opere è impossibile, almeno ad un primo impatto, parlare, le opere tra(sudano) realtà. L’emotività del Marconi diventa Segnale di un contatto, ora più che mai, emotivamente visibile. Una mostra da vedere, da studiare o semplicemente da visitare, per gli amanti dell’arte e non. Una mostra che non lascia spazio all’indifferenza. 15 le opere esposte nella personale, opere, come sempre, dai grafismi forti, sempre più incondizionati da una precisa scelta stilistica. La ricerca appare sempre più come una bozza di uno stato più profondo che mette in comunicazione il “fuori” con il “dentro”. Di lui hanno scritto l’artista Luigi Pennacchietti, Franco Burattini, il critico d’arte , Armando Ginesi, Giancarlo Bassotti, il professore d’arte Nicola Farina.

Marconi è stato presente nella mostra “Jesi nuda e cruda”. “Attese…emotivamente visibili” è la terza parte di un percorso iniziato nel 2008 a Fano con “Contatti emotivamente visibili” , poi ad Ascoli Piceno a Palazzo dei Capitani con “Segnali di contatto emotivamente visibili” e che continua ora a Jesi, sua città natale . Il percorso proseguirà con una personale, nella primavera del 2010 a Pisa. Di seguito alcune stralci di critiche appositamente redatte per la mostra. Giancarlo Bassotti ( critico d’arte) scrive “…E’ l’occhio di Andrea Marconi che “sente e parla” attraverso i suoi segni, le sue forme, i suoi colori che adagia sulla superficie di una tela o su quella di un cartone o di una tavola. E mentre “sente e parla” racconta una realtà fatta di tutti i giorni e di tutti i giorni che possono rappresentare anche dolore e sofferenza.”

Franco Burattini (artista) “Ciò che sorprende di Andrea sono i i grafismi tormentati che ricreano lo scenario per i suoi personaggi e le sue idee…Le sue esplorazioni di territori ,cartograficamente evidenziati dalle interrelazioni tra segno e colore, lasciano intravedere, attraverso interessanti grafismi e stesure di bianchi, che bianchi non sono, il desiderio di Andrea, di addentrarsi nei meandri della mente,quasi a cercare una riconciliazione con la propria storia con le cose e le persone a lui care.” Nicola Farina (docente d’arte) “…Ho avuto il privilegio di vedere qualche tempo fa, le nuove opere bianche di Andrea nella penombra di una sala espositiva aggrappate alle pareti come ragnatele. Ho pensato tessute per lo sguardo. Lo sguardo come preda.”

Luigi Pennacchietti (artista, curatore di testi critici) “…Un nuovo pensiero, tradotto nella lingua quotidiana, restituisce il vuoto al vuoto che, dopo essersi espresso nel misticismo stilistico,trova l’espressione nella forma definita entro spazi aperti dove l’immaginazione, non più scontata, acquista una logica, la non volontà di tracciare nuovi percorsi sul terreno delle colpe ed un linguaggio preciso.”





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-12-2009 alle 15:03 sul giornale del 17 dicembre 2009 - 1690 letture

In questo articolo si parla di arte, cultura, cristina amici degli elci





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