Rocconi: il Natale che ci apprestiamo a vivere ha una dimensione missionaria

vescovo Gerardo Rocconi 4' di lettura 19/12/2009 - Mons. Gerardo Rocconi commenta il Vangelo di domenica 20 dicembre.

Dal Vangelo secondo Luca


In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: \"Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto\". Parola del Signore



MARIA PORTA UN MESSAGGIO DI GIOIA


Dopo l’annunciazione Maria parte e va a trovare la sua parente che è al sesto mese di gravidanza e attende un bambino, che sarà Giovanni il Battezzatrore. Nelle litanie c’è una invocazione rivolta a Maria che suona così: Arca dell’Alleanza. L’arca era un cofano di cm 125x75x75 sovrastato da due cherubini, coperto di lamine d’oro, che pare contenesse le tavole della legge. In ogni caso l’arca era il simbolo della presenza di Dio, accompagnava il popolo nella sua peregrinazione. Era riposta nella parte più sacra del tempio. Dovunque l’arca arrivava portava benedizione e gioia. Maria viene presentata da Luca come la nuova arca dell’Alleanza: in lei il Figlio di Dio abita realmente, si è incarnato nel momento in cui Maria ha detto il suo sì. Ormai Maria porta Gesù e ovunque arriva lei porta la gioia e la pace.



DOVE ARRIVA GESU\' SI DANZA


Infatti va da Elisabetta che la accoglie con gioia; il bambino esulta di gioia; alla nascita di Gesù, mentre Maria mostra il bambino ai pastori, essi esultano di gioia. Maria può portare la gioia perchè in realtà porta Gesù. Lei è la via, questa via iniziale, attraverso la quale Gesù viene donato. La stessa Maria, vive una gioia profonda, gioia che esprime nel suo cantico: L’anima mia magnifica il Signore, il mio spirito esulta nel Signore. Gesù ormai cammina sempre fra gli uomini, ma questo non significa che automaticamente si possa sperimentare la sua salvezza e la sua pace. E’ necessario accoglierlo e per accoglierlo è necessario che qualcuno lo porti. In altre parole vale quello che dice San Paolo: “Come gli uomini potranno invocare il Signore senza aver prima creduto in lui? E come potranno credere, senza averne sentito parlare? E come potranno sentirne parlare senza uno che lo annunzi? (Roma 10,14-15).



\"ECCOMI\": LA RISPOSTA CHE IL SIGNORE ATTENDE


Perchè Gesù possa fin da oggi manifestare la sua salvezza, donare la sua gioia è necessario credere in lui, accoglierlo e poi donarlo perchè altri credano e diventino a loro volta portatori di Cristo che è la gioia. Maria ha fatto così. Innanzitutto ha creduto pienamente. Ha avuto fiducia. All’annuncio dell’angelo Gabriele, secondo il quale lei avrebbe dovuto introdurre il Figlio dell’Altissimo nel mondo, Maria si fida, dà il suo assenso, risponde alla sua vocazione, accetta questo incomprensibile disegno di Dio. Maria si fida, crede. Questo è il suo punto di partenza. A Dio dice il suo Eccomi, manifesta la sua disponibilità. Il suo concepire Gesù è inizialmente nell’intimo della coscienza, in un atteggiamento di profonda fiducia e obbedienza. Solo poi concepisce Gesù nel corpo. Prima avviene il concepimento nella fede, avviene l’accoglienza della Parola. Ecco allora che la vera beatitudine di Maria non è semplicemente l’essere madre di Cristo, ma l’essere stata sua discepola, cioè l’avere avuto fede.



BEATO CHI SA CREDERE


E’ quanto riconosce Elisabetta di Maria per cui le dice: “Beata Colei che ha creduto”. E questa deve essere anche la nostra vicenda. E’ necessario accogliere Gesù, vivere la profondità di questo incontro per essere poi portatori di gioia, annunciatori di Gesù. Anche il Natale che ci apprestiamo a vivere ha una dimensione missionaria, caratterizzata per di più dalla gioia. Non tiriamoci indietro in questo compito che il Signore ci affida.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-12-2009 alle 16:16 sul giornale del 21 dicembre 2009 - 1339 letture

In questo articolo si parla di chiesa, attualità, gerardo rocconi, jesi, diocesi di jesi, vescovo gerardo rocconi