Tutela Salute Mentale: basta con la provocazione dei \'Malati di niente\'

salute mentale 30/12/2009 - L’Associazione di Volontariato “Onlus Tutela Salute Mentale per la Vallesina” e l’Associazione Familiari “ATENA” intendono intervenire sul merito della rassegna Malati di Niente e replicare alle dichiarazioni rilasciate dall’Assessore Aguzzi circa il raggiungimento dell’obiettivo costituito dalla pubblicizzazione della Carta dei Diritti del Malato (Mentale).

A proposito della Rassegna Malati di Niente le Associazioni affermano con forza: “Basta con la provocazione dei “Malati di niente” in riferimento al disagio psichico”; “Basta spendere denaro pubblico, e tanto più in un periodo di crisi, per un convegno auto celebrativo per i soliti noti: Tnt, Ya Basta, Cooss Marche, Istituzioni a diverso livello, assessori e medici vari”.



Le associazioni “Onlus Tutela Salute Mentale per la Vallesina” e “Associazione Familiari Atena” chiedono che tutte le risorse a disposizione, economiche ed umane, vengano convogliate per migliorare la qualità della vita di chi precipita nel vortice della sofferenza psichica. Ascoltando le persone che hanno a che fare tutti i giorni con la malattia di un parente e con i medici curanti, emerge che il comportamento degli operatori del Dipartimento di Salute Mentale di Jesi sarebbe: arrogante, quando non accetta il confronto; poco professionale, quando attribuisce ai familiari gli insuccessi dei loro inconsistenti “progetti terapeutici riabilitativi”; inefficace, anzi, pericoloso, quando gli stessi malati, dopo un lungo e faticoso percorso di recupero, tornano alla “casella di partenza”, come in un macabro gioco dell’oca; omertoso, quando vengono negati ai parenti informazioni sulle terapie o altri accadimenti relativi ai loro congiunti…



Sì, c’è proprio qualcosa che non va nella gestione della malattia mentale in Vallesina. Lo diciamo da anni, ma nessuno ci ascolta davvero. D’altronde la pazzia fa notizia solo quando ci scappa il morto o il gesto inconsulto! Abbiamo messo a disposizione della politica locale la nostra esperienza, chiamando in causa l’Amministrazione comunale, poiché ad essa spetta il compito di salvaguardare il diritto alla salute dei cittadini, ma la vediamo invischiata nelle solite stucchevoli logiche partitiche e dei gruppi di potere. Le Associazioni si rivolgono allora alla cittadinanza, a quanti sono in sofferenza psichica; alle famiglie trasformate in manicomi da medici non sempre all’altezza; ai genitori esasperati da servizi riabilitativi solo di nome. I familiari dei malati sanno di essere in tanti a non poterne più. Le Associazioni chiedono di unire le forze di tutti , perché solo allora ci sarà una concreta speranza di ottenere il dovuto.



Ed il dovuto è ciò che è sintetizzato nella Carta dei Diritti del Malato Mentale, la cui pubblicizzazione proprio l’Assessore Aguzzi afferma essere stato un obiettivo raggiunto. Dobbiamo contraddire l’Assessore: nessuna pubblicizzazione, nel senso più stringente del termine, della Carta è stata effettuata, non c’è nessun interesse a farlo, non c’è alcun interesse a rendere pubblici i diritti dei malati e dei loro familiari, ma anche i diritti degli stessi operatori che attendono al Servizio. Per quanto tempo ancora dovremo aspettare l’assolvimento di un preciso obbligo posto a carico degli Enti istituzionali preposti? Ci sono voluti 4 anni da quando la Onlus Tutela Salute Mentale per la Vallesina ha iniziato nel lontano 2000 la sua battaglia per ottenere l’adozione della Carta, avvenuta solo nel dicembre del 2004. Sono trascorsi da allora altri 5 anni ed ancora del contenuto della Carta non c’è stata alcuna diffusione né pubblicizzazione nel bacino di utenza della Asur n. 5. Perché questo comportamento dilatorio e reticente? Le Associazioni attendono risposte, insieme con i familiari ed i loro malati.


da Onlus Tutela Salute Mentale per la Vallesina




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-12-2009 alle 17:03 sul giornale del 31 dicembre 2009 - 2275 letture

In questo articolo si parla di attualità, jesi, salute mentale, Onlus Tutela Salute Mentale per la Vallesina


Roberto Gianiti

Carissimi amici dell’Associazione di Volontariato “Onlus Tutela Salute Mentale per la Vallesina” e dell’Associazione Familiari “ATENA”, avete per caso in programma prossimamente convegni o dibattiti pubblici per informare la cittadinanza di questo disagio e delle summenzionate carenze e mancanze dell\'Amministrazione?<br />
Grazie<br />
Roberto Gianiti

Famatina

sempre i soliti noti a lavorare....qualche motivo ci sarà rispondo... Chi ha partecipato agli incontri fatti con le scuole (e non solo al interno del Comune , anche al interno delle stese scuole) può capire la grande risorsa messa in campo dagli operatori e dell\'associazioni che hanno lavorato intensamente a titolo \"volontario\".<br />
Al di la di tutte le polemiche, invitiamo a chi scrive e parla solamente(cosi non sono sempre i soliti noti), a partecipare e confrontarsi .... \"i diritti, la libertà e la dignità sono terapeutici\"!!!

anonimo critico

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Off-topic

Ci si può registrare e rimanere comunque anonimi.<br />
Purtroppo i commenti di chi non si registra devo sconsigliarli.

Dalla dichiarazione che viene fatta, sembrerebbe che, la rassegna \"Malati di niente\" porti via un numero elevato di risorse (cosa a mio parere molto dubbia, visto che sono anni che partecipo con fatica e sacrificio alla preparazione e allo svolgimento della rassegna,e non ho mai percepito un becco di quattrino, lavorando sempre a titolo di volontario).<br />
attaccare la rassegna malati di niente e dire che toglie risorse, quando, a distanza di anni, non ho mai visto, rassegne o dibattiti pubblici concorrenti, dove il tema della prevenzione alla salute mentale e integrazione sociale, venga discusso, con la stessa passione e la stessa profondità, ha poco senso; anzi da educatore del settore lo ritengo molto offensivo e preoccupante, poiché, anche se il periodo è quello di crisi, un tema importante come questo, che tratta principalmente di libertà e di accettazione del diverso, ha bisogno di tutto l\'appoggio possibile e non certo di essere oscurato. la valorizzazione sociale del tema della salute mentale trattata con le modalità intraprese della rassegna \"malati di niente\" e cioè quello di rivolgersi a scuole e alla cittadinanza, lasciando uno spazio democratico di dibattito e di riflessione, permette a noi educatori di poter riflettere sul nostro modo di agire e di poter visionare, con occhi diversi, l\'operato fatto e le tappe future che andremmo ad affrontare.<br />
Da educatore, infine mi sento profondamente offeso ed abbattuto, poiché, dalla dichiarazione, sembrerebbe che, tutto il personale del dipartimento di salute mentale, sia totalmente incompetente, sadico e non autocritico, lasciando così sfumare nel nulla tutto il lavoro svolto da chi, ogni giorno, senza sosta, si impegna con passione alla promozione e alla cura del disagio psichico, accogliendo ed appoggiando le famiglie, dialogando e confrontandosi con esse, cercando sempre di tenere un profilo più umano ed umile possibile.<br />
Criticare senza portare idee ha poco senso, soprattutto quando si spara nel mucchio e non si individuando i punti per un possibile confronto.