Monsignor Gerardo Rocconi: \'La misericordia è immensa e Dio decide di recuperare l’uomo\'

mons. gerardo rocconi 02/01/2010 - Ecco il consueto commento al vangelo della domenica di Monsignor Gerardo Rocconi.

Dal Vangelo secondo Giovanni In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste . In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta . Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità. Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me». Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Parola del Signore.

PER MEZZO DEL FIGLIO.... In questa seconda domenica dopo Natale la Liturgia ci propone ancora il prologo del Vangelo di Giovanni: In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Giovanni ci invita a fissare gli occhi su Dio, comunità di amore: il Padre, il Figlio e lo Spirito.

.... IL MONDO E\' STATO CREATO.... Dio che aveva creato tutto per mezzo del Figlio, ora, a motivo del peccato dell\'uomo, vede sfuggirsi quella creazione. Ma la misericordia è immensa e Dio decide di recuperare l’uomo. Ma ciò che ci sorprende è la via che Dio ha intrapreso: il Padre manda il Figlio che dice: Eccomi o Padre, vengo per fare la tua volontà.

... E REDENTO E il Figlio diventa uno di noi. San Paolo descrive così questa scelta di Dio: Cristo, che era Dio, nascose la sua divinità, prese la natura umana, si fece l’ultimo, lo schiavo fino alla croce. Questa è la scelta di amore di Dio. Per questo il Natale ci parla di gioia, di luce. Questo bambino viene in mezzo a noi per essere l’Emmanuele, il Dio con noi, che cammina con noi, ci dà speranza. Ci conforta, ci illumina, ci orienta la vita. Bussa discretamente per essere accolto. Lui, il dono di Dio, viene per portarci i suoi doni. Ma non sempre gli uomini voglio saperne. Si ripete quella storia di sempre: Venne in mezzo ai suoi, ma i suoi non lo riconobbero e non lo accolsero. Eppure Egli porterebbe speranza, fiducia, gioia.

NEL FIGLIO SIAMO RESI FIGLI Il Signore viene sempre, ogni giorno bussa alla nostra porta... ogni giorno offre i suoi doni e ogni giorno chiede qualcosa: Accoglietemi. Fatemi posto nella nostra vita! E cosa accade a chi lo accoglie? Così risponde l’evangelista Giovanni: A quanti l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, Il Signore vuol portare ogni dono eppure sembra che la sua presenza disturbi. Spesso ciò che è segno della sua presenza viene nascosto: dal presepio alle cartoline. In alcuni ambienti parlar di Gesù non si può più. E allora è il Natale, cioè la nascita... di chi? Questo mondo occidentale vuole nascondere Gesù, ma in realtà si sta uccidendo, perchè senza Gesù non c’è più la speranza.

E IL FIGLIO CHIEDE DI ESSERE ACCOLTO.... Il cuore dell’uomo è grande: non sono sufficienti né luci, né soldi, né ricchezze, né prestigio per riempirlo. Il cuore dell’uomo ha bisogno di Dio e Dio ci è venuto incontro in Gesù. Senza Gesù noi costruiamo un mondo disperato. Il Natale ci parla dell’amore di Dio che si china sugli uomini per offrire forza, pace, vita. Il Natale ci dice che Gesù cammina in mezzo a noi per essere motivo di consolazione. E dobbiamo accoglierlo così.

... E DONATO, TESTIMONIATO Ma da parte dei credenti è veramente urgente anche annunciare con forza che solo Gesù ci dà pace. E’ il più grande servizio che possiamo fare a questa umanità. Gesù è il Buon Samaritano dell’umanità: si china sugli uomini per dar loro guarigione, ma lo fa anche attraverso i cristiani, ciascuno di noi. In questi giorni in più occasioni abbiamo parlato della necessità di recuperare il senso del Natale. Ecco, la parabola del Buon Samaritano potrebbe aiutarci. Se Gesù è il Buon Samaritano che si china sull’umanità sofferente, ogni cristiano, seguace di Gesù è chiamato ad imitarlo. Il vivere la carità, il vivere la solidarietà, asciugare le lacrime, sostenere chi vacilla, incoraggiare chi è debole, dare aiuto a chi ne ha bisogno... vivere così è vivere lo spirito del natale. Ormai le feste stanno per finire. Ma deve rimanere la verità che il Natale ci ha insegnato: Dio ama i suoi figli, si chiana su di loro e ci chiede due cose: di ripetere i suoi gesti di amore verso gli uomini e di dire a tutti che Lui, Padre Buono, dona il suo Figlio perché ogni uomo trovi pace. Imparare il Natale è non sottrarci a questa duplice missione.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-01-2010 alle 14:52 sul giornale del 04 gennaio 2010 - 2582 letture

In questo articolo si parla di chiesa, gerardo rocconi, jesi, diocesi di jesi, mons. gerardo rocconi, vescovo di jesi