Crocefisso: un ordine del giorno per non toglierlo dalle aule

crocefisso 4' di lettura 07/01/2010 - Il capogruppo del Pdl Daniele Massaccesi ha presentato un ordine del giorno sull\'esposizione del crocifisso nelle aule delle scuole, in esito alla sentenza emessa dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che, invece, ne vieta l’esposizione.

Il Consiglio Comunale di Jesi premesso che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data 03.11.2009 ha emesso sentenza con la quale ha “di fatto” stabilito che è vietato esporre il crocifisso nelle aule delle scuole italiane; che secondo la Corte dei Diritti dell’Uomo la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche costituisce “ una violazione del diritto dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni ” e una violazione alla “ libertà di religione degli alunni “;

che la Corte Europea di Strasburgo era stata chiamata a pronunciarsi in merito al caso sollevato da una cittadina italiana originaria della Finlandia che nel 2002 aveva chiesto ad un Istituto Scolastico Statale in Provincia di Padova, frequentato dai suoi figli, di togliere i crocifissi dalle aule; che i precedenti ricorsi presentati alle competenti Autorità Giurisdizionali Italiane non erano stati accolti; che, secondo la sentenza della Corte Europea, il Governo Italiano dovrà pagare alla ricorrente un risarcimento di cinquemila euro a titolo di danni morali; che il Governo Italiano ha respinto con fermezza la sentenza ed ha presentato ricorso contro la decisione della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo;

che la decisione della Corte Europea ha suscitato forti e pressoché unanimi critiche e lascia davvero stupefatti in quanto non riconosce le nostre radici cristiane e il ruolo primario che il cristianesimo ha avuto nella formazione e nella crescita dell’Europa; che, come afferma anche il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ,“ la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche non corrisponde solo a un simbolo religioso ma è simbolo che unisce i valori, le tradizioni, le radici del nostro Paese”; che il crocifisso è simbolo della nostra storia e della cultura italiana e, di conseguenza, dell’identità del Paese;


che il crocifisso rappresenta ovunque un simbolo di pace, non confessionale, un riferimento universale anche di valore culturale ed educativo soprattutto per i giovani; che anche il Consiglio di Stato ha ritenuto il crocifisso “ simbolo idoneo ad esprimere l’elevato fondamento dei valori civili ” quali il rispetto reciproco, la tolleranza, l’af-fermazione dei diritti della persona “ che sono i valori della laicità dell’Ordinamento del nostro Stato”; che rispettare la libertà religiosa e di culto di ciascuno è cosa ben diversa dal veder negate le radici, i valori e l’identità di uno Stato tanto che, nel rispetto del “ principio di reciprocità”, nessun Paese europeo potrebbe chiedere agli altri popoli di togliere dai pubblici spazi i loro simboli e di spogliarsi della loro storia e tradizione religiosa; che l’azione politica ed amministrativa, e la vita del Comune di Jesi, dovrebbe essere ispirata ai principi della programmazione, ai criteri della buona amministrazione e ai caratteri storici, culturali e morali della sua popolazione;


tutto ciò premesso, esprime netta contrarietà nei confronti della sentenza emessa dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, ritenendo come il crocifisso, anche con la sua presenza nelle aule scolastiche, non corrisponda solo a un simbolo religioso ma sia un simbolo che unisce i valori, le tradizioni, le radici del nostro Paese”, e nello stesso tempo simbolo della nostra storia e della cultura italiana e, di conseguenza, dell’identità del Paese, un simbolo di pace, non confessionale, ed un riferimento universale, anche di valore culturale ed educativo, soprattutto per i giovani, idoneo ad esprimere l’elevato fondamento dei valori civili, quali il rispetto reciproco, la tolleranza, l’affermazione dei diritti della persona, che sono anche i valori della laicità dell’Ordinamento del nostro Stato; rileva come il rispetto della libertà religiosa e di culto di ciascuno sia cosa ben diversa dal veder negate le radici, i valori e l’identità di uno Stato, tanto che, nel rispetto del “ principio di reciprocità”, nessun Paese europeo potrebbe chiedere agli altri popoli di togliere dai pubblici spazi i loro simboli e di spogliarsi della loro storia e tradizione religiosa;


invita l’Amministrazione Comunale di Jesi, a tutela della nostra storia, tradizioni, cultura, valori e identità nazionale, a trasmettere alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo questo documento, e ciò a sostegno dell’opposizione proposta dal Governo Italiano; invita altresì il Sindaco di Jesi affinché effettui un autorevole intervento presso i Dirigenti Scolastici delle scuole del territorio affinché non venga data esecuzione alla sentenza, peraltro non definitiva, e affinché non venga tolto il crocifisso dalle aule scolastiche, e vieppiù, laddove non affisso, affinché l’affissione venga invece fatta senza ulteriori indugi. Si chiede che il presente O.d.G. venga inserito all’Ordine del Giorno del prossimo Consiglio Comunale.


da Daniele Massaccesi
Popolo delle Libertà – PDL




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-01-2010 alle 18:19 sul giornale del 08 gennaio 2010 - 1439 letture

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