Rocconi: in Gesù possiamo vedere la volontà salvifica di Dio in Lui

vescovo Gerardo Rocconi 09/01/2010 - Mons. Gerado Rocconi commenta il Vangelo di domenica 11 gennaio.

Dal Vangelo secondo Luca


In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: \"Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco\". Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: \"Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento\". Parola del Signore.



Oggi la Chiesa celebra la festa del Battesimo di Gesù. Ovviamente qui non parliamo del Sacramento del Battesimo - sacramento del quale l’autore è Gesù. Parliamo di quel rito penitenziale praticato da Giovanni Battista, rito chiamato \"battesimo\" perchè questa parola vuol dire \"immersione\". E a quel rito si è voluto assoggettare anche Gesù. Quello di Giovanni era un battesimo per prendere coscienza dei propri peccati. Giovanni diceva che il suo rito era niente di fronte a ciò che avrebbe fatto il messia il quale avrebbe battezzato in Spirito Santo e fuoco. In Spirito Santo per portare la novità che può portare lo Spirito di Dio il quale fa nuove tutte le cose; nel fuoco per dire che il Messia avrebbe distrutto il male.



SOLIDALE CON I PECCATORI


Ci dice il Vangelo che anche Gesù, però volle compiere quel rito del Battista. Gesù non era ovviamente peccatore eppure si accoda al popolo ed entra nel fiume Giordano per ricevere quel rito. Ma perché compie quel gesto? Perché Gesù vuol sottolineare la sua solidarietà con i peccatori. Vuol dire che è venuto per loro e prende su di sé i loro peccati. L’evangelista Luca sottolinea che dopo il battesimo Gesù non dice nulla, non dà spiegazioni del suo gesto. Semplicemente sta in preghiera. E avviene qualcosa di grande.



IL CIELO SI APRI\'


Anzitutto il cielo si aprì. E’ il risultato della preghiera. Gesù, che rappresenta l’uomo, può pregare: viene ripreso il dialogo fra Dio e l’uomo. Per mezzo di Gesù ormai Dio si riconcilia con l’uomo e gli usa misericordia. Quella situazione del cielo chiuso e quel dialogo interrotto è ormai cosa passata. Si sta realizzando quanto la supplica degli uomini aveva chiesto: Se tu squarciassi i cieli e scendessi! (Is 63,19). Nell’obbedienza di Gesù che accetta di offrirsi per i peccatori come agnello sacrificale il cielo si è riaperto sulla terra.



SCESE LO SPIRITO SANTO


In secondo luogo scese lo Spirito Santo. Viene donato a Gesù lo Spirito Santo, per cui Egli lo possiede in pienezza e può quindi donarlo. Anzi la Storia della salvezza raggiunge il suo culmine proprio nel momento del dono dello Spirito Santo che Gesù fa sulla croce, nella prima apparizione e a Pentecoste. La missione di Gesù trova il suo culmine nel donare lo Spirito Santo che conduce alla verità tutta intera e ci conforma a Cristo stesso. E sarà proprio lo Spirito che renderà la chiesa sposa di Cristo, capace di far sentire allo sposo la sua voce, realizzando così una antica profezia che diceva: O mia colomba, mostrami il tuo viso, fammi sentire la tua voce (Ct 2,14). Venne una voce: TU SEI MIO FIGLIO, L\'AMATO E infine venne una voce: \"Tu sei mio fFiglio, l\'Amato\". E\' la voce del Padre che presenta Gesù. Ma ancor prima che presentarlo, il Padre chiama Gesù. Infatti si rivolge direttamente a lui dicendo: Tu sei il Figlio mio.... Potremmo dire che il Battesimo è il momento della vocazione di Gesù in cui il Padre gli affida il compito di Messia e gli indica come svolgere questa missione.



ORA TOCCA A NOI


E dopo che Gesù ancora una volta si è manifestato nel battesimo al Giordano, entriamo in scena noi: siamo chiamati ad una scelta, ad una decisione. Di fronte a Gesù si deve prendere posizione: ovviamente Gesù ci chiede di accoglierlo. Infatti Gesù è venuto a rendere visibile il desiderio che Dio ha di salvare. Gesù è stato mandato dal Padre per farsi carico dei peccati dell’umanità. In Gesù pertanto possiamo vedere la volontà salvifica di Dio in Lui, la sua misericordia di fronte alla quale ci può essere solo riconoscenza e gratitudine. E allora ci dice la lettera agli Ebrei: Accostiamoci con piena fiducia al trono della grazia, per ricevere misericordia e trovare grazia. Sì, impariamo ad accogliere Gesù per quel che è: è il Figlio amato, il Figlio che ci è stato donato, è il Figlio sacrificato, il Figlio obbediente che ha donato la vita, è il Figlio umanamente sconfitto ma che è risorto e vive per sempre. Sì, accostiamoci con piena fiducia per ricevere misericordia e grazia.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-01-2010 alle 16:25 sul giornale del 11 gennaio 2010 - 1535 letture

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