Sadam: le associazioni di volontariato scrivono a Belcecchi

sindaco di jesi fabiano belcecchi 10/01/2010 - Ben 13 associazioni di volontariato operanti nell\'Ats n. IX (Avis Comunale - Jesi, Avis Comunale di Montecarotto - Serra de\' Conti, Donne Sempre - Ass.Vol.donne operate al seno, Aido - Jesi, Admo Reg.Marche – sez.Vallesina, Consultorio “la Famiglia” - Jesi, Il cuore della Vallesina - Jesi, Associazione familiari Atena - Jesi, Tutela salute mentale per la Vallesina, ANFFAS - Jesi, ANTEAS - Jesi, Legambiente - sez.l\'Azzaruolo, Avis Comunale – Monsano) hanno scritto una lettera aperta al Sindaco del Comune di Jesi Fabiano Belcecchi

Egregio signor Sindaco del Comune di Jesi, Le Associazioni di Volontariato che operano all’interno dell’Ambito Territoriale Sociale IX, firmatarie della presente, Le inviano questa lettera aperta per riportarle alcune riflessioni scaturite in un incontro svoltosi nei giorni scorsi a Jesi. Il confronto ha riguardato l’idea di futuro che abbiamo per Jesi e la Vallesina ed in particolare le ipotesi di riconversione produttiva dello stabilimento saccarifero di Jesi con la realizzazione della centrale a biomasse.

Abbiamo appreso con piacere che, finalmente, l’Amministrazione Comunale ha indetto un Forum Civico in relazione al piano di riconversione industriale Eridania SADAM, questo va a coprire uno scarso coinvolgimento della città, ad eccezione di alcune singole categorie; le uniche informazioni infatti sono state apprese dalla stampa. Non è stata promossa l’opportuna informazione e non è stata favorita la conoscenza del problema anche ai singoli cittadini. Conseguentemente, il piano di riconversione non è stato inquadrato nel contesto più generale dello sviluppo economico e del miglioramento ambientale - e quindi sanitario – del nostro territorio. La politica ha parlato troppo poco ai cittadini anche del loro futuro, alimentando così una sfiducia nelle istituzioni di cui non si sentiva certo la mancanza! Ora, seppur nel poco tempo a disposizione, auspichiamo che il forum permetta alle varie componenti della società civile di conoscere meglio e di apportare le proprie considerazioni. Noi ci sentiamo impegnati a farlo.

La riconversione si colloca in un’area ad elevato rischio di crisi ambientale (AERCA), dove i livelli d’inquinamento dell\'aria, ad impianto saccarifero spento, hanno già superato i valori previsti dalla legge. Sono di questi giorni i dati, pubblicati dalla stampa locale, sulle polveri sottili della centralina di rilevazione di viale della Vittoria, dai quale emerge che nel corso dell’anno gli sforamenti sono stati 63: quasi il doppio dei 35 massimi previsti per legge. La sospensione del traffico automobilistico per alcuni giorni, concordata a livello provinciale, costituirebbe quantomeno un motivo di riflessione per tutti i cittadini! Qualsiasi nuovo intervento si andrà a collocare nell’area AERCA, dovrà quindi migliorare nel complesso la situazione e non appesantirla, né sotto il profilo delle polveri sottili, né sotto quello dell\'inquinamento generale. La stessa Assemblea legislativa delle Marche ha approvato all\'unanimità in data 9 dicembre 2008 la mozione n.309 con la quale ribadiva la necessità di un piano industriale finalizzato: “alla realizzazione di nuove attività che siano assolutamente rispettose dell\'ambiente e della salute dei cittadini, non determinando ulteriori inquinamenti, e che nel rispetto del protocollo di Kyoto riducano le emissioni inquinanti e, contemporaneamente rispettino i parametri del Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR)”. Le stesse motivazioni del PEAR a favore della generazione distribuita in cogenerazione (filiera corta) condivisibili in linea di principio, sono inapplicabili nel caso degli impianti proposti dalla Eridania-Sadam, in quanto il territorio locale e, più in generale, quello marchigiano, non riuscirebbe a produrre la quantità di biomasse necessarie, se non sottraendo quote troppo elevate ed inaccettabili di superficie agricola alla produzione del cibo, fatto di per sé iniquo. Va inoltre rilevato che nell’area è già ubicata una centrale Turbogas da 125 MW, anche un solo MegaWatt in più nell’Area si aggiungerebbe quindi ad una situazione già sopra il limite.

E’ evidente che la vera scommessa che Jesi e la Vallesina hanno di fronte è ridurre emissioni e rischi per ambiente e cittadini puntando in via prioritaria sul risparmio, efficienza energetica ed energie rinnovabili. Azioni e strategie che creano nuova e sana occupazione stimolando innovazione e ricerca. Ci aspettiamo inoltre che le Istituzioni promuovano una nuova e coraggiosa politica sulla mobilità sostenibile puntando principalmente sulla realizzazione della metropolitana leggera di superficie, che utilizzando la tratta ferroviaria attuale, permetterà ai cittadini di migliorare la qualità della vita riducendo l’utilizzo dell’auto privata e delle emissioni inquinanti, dannose per la salute e l’ambiente. Proseguendo, non possiamo non condividere le dichiarazioni fatte a proposito della riconversione SADAM dall\'azienda Moncaro, che chiede di “tutelare al meglio i gioielli di famiglia della Vallesina: i prodotti di qualità, l\'agroindustria, il paesaggio e l\'ambiente”. Per questo riteniamo che la riconversione della Sadam sia da inserire in un quadro più generale per un nuovo modello di sviluppo che rafforzi il territorio, le sue risorse e le sue qualità (dai prodotti BIO, DOC, DOP, IGP ed altro), che potrà sviluppare l\'occupazione cosi come pianificato nel programma operativo della Regione Marche (POR) 2007-2013, che prevede tra i suoi obiettivi: “la tutela e valorizzazione delle risorse del territorio anche promuovendo la salvaguardia dell’ambiente attraverso interventi di recupero di situazione di crisi ambientali e di prevenzione dei rischi; la promozione della valorizzazione del territorio rafforzando “l’identità Marche” in direzione di un turismo di qualità e nel contempo sostenibile, anche favorendo i “poli” (l’integrazione e l’aggregazione di risorse dei territori) “di eccellenza” (per innovazione, qualità, risposta alle esigenze del visitatore) del sistema culturale, turistico e commerciale”. Lei condividerà con noi, visti i suoi atti amministrativi e la scelta di Zipa verde, che la qualità del territorio esercita infatti un potere di attrazione notevole non solo nei confronti di potenziali turisti e visitatori ma anche rispetto all\'insediamento di nuove attività produttive e al potenziamento di quelle esistenti.

Signor Sindaco, Le rivolgiamo, pertanto, un accorato appello, affinché il percorso di coinvolgimento allargato veda la popolazione dell\'intera Vallesina condividere con Lei gli obiettivi di progresso e diventare protagonista del suo futuro, in un’ottica di progresso durevole, coerente con le esigenze sociali ed economiche, di tutela dell\'ambiente e della salute. Per concludere, ecco il futuro che auspichiamo per il nostro territorio: un progresso fatto di persone e di valori, di ambiente e conoscenze, servizi ed innovazione.“Progresso”, si badi bene, e non “sviluppo”; in una più ampia e approfondita \"responsabilità ecologica\", basata sul rispetto dell’uomo e dei suoi diritti e doveri fondamentali.

Cordiali saluti. Jesi, 08 gennaio 2010

Avis Comunale – Jesi Avis Comunale di Montecarotto -Serra de\' Conti Donne Sempre - Ass.Vol.donne operate al seno Aido - Jesi Admo Reg.Marche – sez.Vallesina Consultorio “la Famiglia” - Jesi Il cuore della Vallesina - Jesi Associazione familiari Atena - Jesi Tutela salute mentale per la Vallesina ANFFAS - Jesi ANTEAS - Jesi Legambiente - sez. l\'Azzaruolo Avis Comunale – Monsano

dal Gruppo di 13 associazioni di volontariato








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