I Giorni Felici di Bob Wilson al Pergolesi

piazza della repubblica 3' di lettura 12/01/2010 - Venerdì 15 e sabato 16 gennaio il Teatro Pergolesi ospita - nell’ambito della stagione teatrale promossa dalla Fondazione Pergolesi Spontini in collaborazione con l’AMAT - Giorni Felici di Samuel Beckett con Adriana Asti per la regia di Robert Wilson , spettacolo clou dell’ultimo Festival di Spoleto, un successo internazionale di critica e pubblico in scena a Jesi in esclusiva regionale.


Con Giorni felici prende avvio anche Scuola di Platea , progetto di formazione indirizzato agli studenti delle scuole medie superiori, ideato e curato dall’AMAT in collaborazione con l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”: dopo un primo incontro di preparazione, in programma giovedì 14 gennaio alle ore 14.30 presso l’aula magna del Liceo Scientifico e dopo la partecipazione allo spettacolo, è previsto l’incontro con Adriana Asti aperto a tutto il pubblico, che si svolgerà sabato 16 gennaio alle ore 17 presso le Sale Pergolesiane del Teatro Pergolesi. Robert Wilson, nato in Texas, è stato definito dal New York Times “una figura svettante nel mondo del teatro mondiale”.


Il suo lavoro si serve di diverse tecniche artistiche integrando magistralmente movimento, danza, pittura, luce, design, scultura, musica e drammaturgia. I suoi spettacoli sono di un’altissima intensità estetica e di grande potenza emotiva e gli hanno procurato il consenso generale del pubblico e della critica in tutto il mondo. Anche al Pergolesi di Jesi, dieci anni fa nel febbraio del 1999, è stato accolto con entusiasmo uno splendido indimenticabile spettacolo del regista texano La donna del mare da Ibsen con Dominique Sanda e Philippe Leroy. Protagonista del nuovo spettacolo, in Francia, in Italia e nella tournée internazionale, è una straordinaria Adriana Asti, già diretta da grandi registi come Visconti, Bunuel, Strhler, Pisolini, Arias. Giorni felici rappresenta uno dei momenti più significativi del teatro beckettiano. Metafora della miseria umana, dell’incapacità e impossibilità di comunicazione tra gli individui, tra il femminile e il maschile, racconta di Winnie e Willie, prototipo emblematico della coppia piccolo borghese che si avvicina all’età della vecchiaia. I due sono solo apparentemente insieme, non riescono neanche a vedersi.


In questa situazione di potente paralisi esistenziale e fisica, grazie alla sapiente regia di Wilson, la staticità diventa azione, attraverso la costruzione di centinaia di fotogrammi che mantengono alta la tensione e lo stupore dello spettatore. Per tutto lo spettacolo arriva fortissimo il senso del movimento interiore e reale dei pensieri, dei volti, della voce dei personaggi, della presenza di oggetti che diventano vere e proprie entità, presenze anch’esse dinamiche. Il senso del movimento è il risultato dato dall’ intensa interpretazione e, citando Wilson, dagli “enormi occhi che sono sempre in ascolto” di Adriana Asti, dalla qualità e maestria nell’esecuzione di una scelta gestuale estremamente curata e puntuale, dall’incredibile modulazione vocale dei 2 attori, interpreti impeccabili e vibranti (Willie è interpretato da Yann de Graval). Magnifica la scenografia: il contrasto tra la massa scura, quasi sempre in controluce della montagna-prigione di Winnie maestosa e immobile, e la magnifica architettura del piano luci che sorprendono ad ogni respiro, suono, sussurro, interagendo con gli attori e costruendo una sequenza di infiniti quadri sensoriali grotteschi, ironici, comici, tragici. Il trucco, mixato sapientemente con le luci, amplifica i volti, come maschere grottesche, illuminati da una luce abbacinante che si staglia sui colori tenui e delicati dello sfondo.


Per informazioni: biglietteria del Teatro Pergolesi tel. 0731 206888. Inizio spettacoli ore 21.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-01-2010 alle 13:33 sul giornale del 13 gennaio 2010 - 1269 letture

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