Sadam, Massaccesi: il piano dell\'azienda non tutela salute ed ambiente

Daniele Massaccesi 12/01/2010 - \"Prendiamo atto che, nonostante i pubblici e reiterati inviti volti a far istituire un “tavolo” pienamente rappresentativo, ed in cui poter riesaminare ed approfondire le tematiche evidenziatesi a seguito della improvvisa chiusura dello zuccherificio Sadam di Jesi, e delle successive proposte aziendali, anche attraverso una soluzione alternativa al piano di riconversione Sadam, ad oggi nulla è stato fatto dall’Amministrazione Comunale di Jesi e nessun invito a parteciparvi è pervenuto. Ma tant’è. Ora il Forum, finalmente, chiesto a gran voce, e reiteratamente, da questo Gruppo Consiliare\".


Siamo personalmente certi che, con un dubbio gioco di rimpalli di responsabilità e ritardi, si arriverà ad una decisione – guarda caso! - dopo le elezioni regionali (nel sorprendente silenzio, sul punto, delle organizzazioni sindacali), ma crediamo che sia anche il caso di essere concreti e costruttivi, ed allora, a dimostrazione di una disponibilità a colloquiare, e tenuto conto di quell’atto di indirizzo deliberato e votato, a maggioranza (e personalmente non da noi), dal Consiglio Comunale il 13/12/08, che responsabilmente e democraticamente può essere considerato l’unico atto ufficiale ancora esistente, ribadiamo alcune considerazioni ed aspetti da poter esaminare, e già sottoposti all’Amministrazione Comunale, senza peraltro ottenere alcuna risposta, almeno per quella discussione e per quell’approfondimento che, si auspica, non rimangano solo “virtuali”, coniugando, per quanto possibile, le esigenze e le richieste aziendali, e le legittime istanze dei lavoratori, con le prioritarie ed in verità superiori esigenze di tutela dell’ambiente, della salute e dello sviluppo del nostro territorio, queste ultime allo stato assolutamente non rispettate e non garantite dal piano proposto dall’azienda:


necessità di una presentazione diffusa del progetto, idoneamente corredato di dati e di documentazione tecnica


indispensabile presentazione di un piano industriale completo, da parte dell’azienda


previsione della necessaria adozione delle \"BAT\", da parte dell’azienda, in qualsiasi caso di realizzazione di nuovi impianti


garanzia della non realizzazione di alcun impianto di stoccaggio API


verifiche programmate da parte di Autorità pubbliche, con caratteristiche di terzietà, ed ovviamente pagate con denaro pubblico, per accertare e monitorare il rispetto di limiti e parametri in materia di emissioni di sostanze inquinanti e nocive (e polveri sottili, ecc.) e di non superamento dei valori minimi / con previsione di misure interdittive in caso di superamento di tali valori


determinazione dei quantitativi minimi, fissi – da rispettare –, dei prodotti da utilizzare, provenienti dalla c.d. filiera corta (con la previsione di controlli e verifiche al riguardo) o, in alternativa, le presentazione di contratti o pre-contratti con gli agricoltori e/o le associazioni di categoria


inizio di una effettiva indagine epidemiologica (con previsione di incarico - durata – costi), prendendo così atto delle gravi carenze degli Organi e delle Autorità preposte


accertamento e verifica della effettiva bonifica del sito (con relativi dati)


chiusura della Turbogas alla scadenza della convenzione


garanzie fideiussorie per gli impegni richiesti (potrà essere considerato, quale possibile importo, anche quello dei contributi pubblici, a tutela dei danni dei patrimoni pubblici e privati in caso di incidenti e/o malfunzionamenti)


istituzione di un fondo di garanzia per i dipendenti, o rilascio di fideiussioni per garantire l’effettività e la durata delle attività produttive che verranno continuate od insediate in loco, e particolarmente di quelle che prevedono i rapporti di lavoro come indicati nel piano già presentato


previsione della istituzione a Jesi delle sedi legali delle varie Società nascenti o previste dal piano di riconversione


redazione di un piano di risanamento e di riqualificazione del Fiume Esino, attraverso interventi co-gestiti e co-finanziati, e che prevedano anche l’utilizzo di strumenti di politica finanziaria, che ridiano alla città una parte importante della stessa, vivibile, godibile e fruibile ( e “sfruttabile” sia come opportunità di lavoro che di possibili nuovi insediamenti, di diversa tipologia, anche ai fini turistico - commerciali) -: piano di investimenti ben articolati e distribuiti fra i vari interventi da effettuarsi; progettazione affidata a Professionisti del luogo


istituzione di un Gruppo di studio per tradurre in pratica, o comunque per rendere operative, previa loro valutazione in termini di fattibilità e di sostenibilità, pure economica, le idee contenute nella piattaforma elaborata dal Comitato Tutela Salute ed Ambiente, e discussione, nell’occasione, anche delle istanze contenute nella “Carta delle Istanze comuni dei Comitati del 22/07/09”.


Tuttociò non potrà essere disgiunto dal necessario approfondimento di ulteriori punti, da considerare vincolanti, e rispetto ai quali ci dovrà essere una forte iniziativa da parte dell’Amministrazione Comunale, invano peraltro finora invocata: rispetto dei diritti dei cittadini ed applicazione del principio di cautela


utilizzo dell’energia prodotta in modo totale (poiché l’energia prodotta dall’incenerimento è termica, prima dovrà essere valutato il progetto di teleriscaldamento che, per poter essere applicato, dovrà avere, necessariamente, un raggio corto)


non nocumento delle superfici agrarie destinabili al cibo, con l’utilizzo delle sole produzioni boschive e dei cascami


previsione della applicazione, da parte della Regione, della VAS (valutazione di impatto strategico) in linea con il dettato europeo, con la conseguenza che dovrà essere la Regione a quantificare le risorse disponibili e ad indicare i siti più adatti


previo riconoscimento delle controparti, pagamento a carico del proponente delle perizie di controparte (sia di quelle dei Comitati / Cittadini che di quelle dei Comuni) e sviluppo della VIA in contraddittorio fra gli interessi divergenti


applicazione, come peraltro dovrebbe già essere previsto “ex lege”, del principio secondo cui siano gli organi burocratici preposti a chiedere ed ottenere, dal proponente, la valutazione dei – possibili - danni dei terzi coinvolti (patrimoniali, alla salute ed esistenziali)


presenza nelle Cds istruttorie e decisorie di tutti gli Enti territoriali, nonché dei Comitati legalmente costituiti (in linea peraltro con quanto dovrebbe già essere previsto da una delibera della Giunta Regionale).


da Daniele Massaccesi
Popolo delle Libertà – PDL




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-01-2010 alle 17:01 sul giornale del 13 gennaio 2010 - 1334 letture

In questo articolo si parla di politica, sadam, Daniele Massaccesi, Popolo delle Libertà – PDL