Situazione patrimoniale dei Consiglieri Comunali: il Comune precisa

economia 2' di lettura 12/01/2010 - La questione della pubblicizzazione dei redditi e dei patrimoni degli amministratori locali, riportata da alcuni organi di informazione locali, necessita di alcune doverose precisazioni.

L’incerta e contraddittoria formulazione del “Regolamento Comunale per la pubblicità della situazione patrimoniale dei Consiglieri Comunali”, approvato con deliberazione C.C. n. 95 del 26/04/1994, ha infatti determinato alcune difficoltà nell’applicazione di quanto previsto. Non si tratta certo di una cattiva volontà da parte dell’Amministrazione Comunale, che ha invece ritenuto opportuno e doveroso procedere ad un’attenta analisi del regolamento e ad un confronto comparato tra quest’ultimo e le norme di legge, statutarie e regolamentari successivamente intervenute. Ecco sinteticamente i punti evidenziati nella relazione dei Servizi Generali che necessitano di una formulazione più chiara e lineare e che sono in corso di valutazione.


In primo luogo, la mancanza di collegamento tra il Regolamento in questione e il successivo Regolamento Comunale sul funzionamento del Consiglio e delle Commissioni, le cui ultime modificazioni risalgono al 2005. Quest’ultimo regolamento è l’atto che disciplina organicamente i diritti e i doveri dei componenti del Consiglio Comunale e all’interno non si trova alcuna disposizione e nessuna menzione in merito alla pubblicità patrimoniale dei consiglieri. In secondo luogo, il potere sanzionatorio previsto in caso di mancato deposito della dichiarazione dei redditi da parte dei Consiglieri è disciplinato con modalità che lo rendono di fatto inapplicabile. Appare infatti difficile inquadrarlo in una delle tipologie generali degli argomenti che possono essere inseriti in uno specifico punto all’ordine del giorno del Consiglio, così come previsto dal Regolamento Comunale sul funzionamento del Consiglio e delle Commissioni.


I dubbi interpretativi sopra elencati e il lavoro svolto in questi anni dalla commissione consiliare competente per procedere ad un adeguamento ed armonizzazione delle norme statutarie rispetto alle leggi sopravvenute, hanno consigliato di attendere durante questa legislatura prima di diffidare formalmente i consiglieri all’adempimento dell’obbligo del deposito della dichiarazione dei redditi, nella speranza di poterlo fare al più presto all’interno di un quadro normativo più chiaro e coerente. In attesa che si proceda con una revisione necessaria, che ci auguriamo possa essere iscritta con priorità nell’agenda politica della prossima Amministrazione, il Presidente ha ritenuto comunque opportuno invitare tutti i consiglieri comunali a presentare l’ultima denuncia dei redditi ed una dichiarazione sulla propria situazione patrimoniale, chiesta dai Servizi Generali anche ai rappresentanti del Comune presso Aziende, Enti, Istituzioni.


Lo stesso Presidente ha fatto pervenire anche un sollecito ai Consiglieri che, scaduto il termine dei 30 gg dalla prima richiesta, non hanno ancora inviato la documentazione richiesta.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-01-2010 alle 14:35 sul giornale del 13 gennaio 2010 - 5840 letture

In questo articolo si parla di comune di senigallia, politica, senigallia, soldi


Una domanda per il comune: lo \"stesso presidente\" di cui si parla, essendo un consigliere comunale, ha provveduto a rendere pubblica la sua situazione patrimoniale?<br />
No vero? Allora evitate di scrivere sciocchezze, perchè le cose scritte sono tutte sciocchezze, patetiche SCUSE dato che l\'amministrazione comunale è da anni inadempiente ad un obbligo che, da sola, si impose con quel regolamento.<br />
Il fatto poi che vi affidate alla \"agenda politica della prossima amministrazione\" fa veramente sorridere.<br />
Se dovesse vincere chi già siede in questa amministrazione, che impunemente se ne è fregato di applicare quel regolamento, perchè mai dovrebbe farlo in futuro?<br />

Mi sembra che la risposta dica molto altro, forse faresti bene a rileggerla.<br />
Comunque sarà pure colpa dell\'amministrazione ma mi sembra che nessuno fra quelli invitati a presentarla l\'abbia fatto.<br />
Quindi se vuoi prendere pretesto per il solito ritornello contro l\'amministrazione ( ma non vi siete stancati di ripetere sempre le stesse cose?) fai pure: ma in verità dovresti prendertela con tutti dalla destra estrema alla sinistra estrema.<br />
Come vedi quando si parla di soldi, propri, non c\'è ideologia che tenga.<br />
Ognuno fa proclami sulla trasparenza ma deve essere sempre quella degli altri.

Commento modificato il 13 gennaio 2010

Mauri, resta il fatto incontrovertibile che la delibera 95/94 è in vigore e pertanto va applicata.<br />
E la responsabilità della mancata applicazione è dell\'Amministrazione. Di chi altri, sennò?<br />
Detto questo, concordo con te che non è il caso di farne una polemica \"partigiana\", visto che l\'allergia alle regole ha attecchito a destra come a sinistra. Fa eccezione Alessandro Cicconi Massi, l\'unico che abbia pubblicato i suoi redditi. <br />
Si sono scannati per 2 mesi sulle partecipazioni societarie della famiglia del Sindaco, quando molto di questo avrebbe potuto essere già noto a tutti, se solo si fossero applicate le regole esistenti.

Certamente, ma mi sembra di capire leggendo le precisazioni date, per altro in un linguaggio un pochino contorto, che siano sopravvenute norme sovraordinate che pongono difficoltà alla realizzazione di quel regolamento.<br />
Ma questo non giustifica nessuno in quanto la trasparenza dovrebbe essere la dote prima di un politico ci siano o meno regolamenti che la regolino.

Tutte le dichiarazioni dei componenti del Consiglio di Senigallia su VS a questo punto!!

Mauri, chi vuol far polemiche partigiane sei tu, non di certo io.<br />
Ho posto una questione molto semplice, cioè vorrei sapere se il presidente del consiglio comunale, in quanto consigliere e dopo aver mandato la diffida ad adempiere ai suoi colleghi, abbia egli stesso provveduto.<br />
Il solo, come ricordava Andrea, ad aver adempiuto è stato Cicconi Massi; gli altri consiglieri sono inadempienti così come inadempiente è l\'amministrazione ed il sindaco che doveva pretendere il rispetto della normativa.<br />
Vorrei sapere anche i nomi dei consiglieri che hanno adempiuto e quelli di chi non lo ha fatto; destra o sinistra non me ne frega niente.<br />
Avendo seguito dall\'inizio questa questione, seguendo l\'ottimo lavoro fatto da Marco Scaloni ed avendo anche partecipato (a differenza tua) alla riunione della I commissione nella quale si parlava proprio di questo, so che quelle portate dall\'amminisrtazione comunale sono solo delle scuse.<br />
Quella normativa è ancora in vigore e sono anni che viene disattesa, con disinteresse dei soggetti inadempienti e di chi doveva vigilare sull\'adempimento; non c\'è altro da dire.<br />
Ammettere un errore e correre ai ripari è la sola cosa sensata da fare.<br />
Non vedo alcuna difficoltà nel portare una dichiarazione dei redditi, perchè semplicemente questo devono fare.<br />
Quindi caro Mauri, prima di dire al sottoscritto di rileggere meglio le risposte, faresti bene tu ad informarti, se vuoi parlarne, sull\'intera vicenda; scopriresti ad esempio che c\'è stato un pronunciamento del difensore civico regionale, Avv. Samuele Animali, il quale ha confermato che quel regolamento è tutt\'ora in vigore.<br />
Quando non si è informati è meglio non parlare, si evitano figuracce.<br />

Concordo sull\'ultima tua frase, che risponde anche a quanto scrive oggi Roberto Paradisi.<br />
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Poi dici che sono \"sopravvenute norme sovraordinate che pongono difficoltà alla realizzazione di quel regolamento\".<br />
Se andiamo a leggerle, quelle norme, scopriamo che ciò che ora sta facendo il presidente del Consiglio Comunale (invio della lettera ai Consiglieri, diffida ecc.) in realtà il Regolamento del 1994 prevede lo faccia il Sindaco.<br />
Nel 1994 non c\'era esisteva nemmeno la figura del Presidente del Consiglio.<br />
Però Silvano Paradisi facendo le veci del Sindaco (suppongo d\'accordo con Sindaco e Uffici Comunali), rispetta e attua nella nella sostanza lo spirito di quel regolamento, valido anche se non aggiornato. Ripeto, VALIDO, oggi.<br />
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Tuttavia, dopo aver \"esteso\" l\'applicazione del regolamento su questo aspetto, stranamente non lo si fa per un altra questione: quella dell\'inserimento di un argomento all\'Ordine del Giorno del Consiglio.<br />
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Marco Scaloni




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