Gazzetti: l\'ex collegio ferrovieri dovrebbe entrare nel patrimonio comunale

primo gazzetti 3' di lettura 15/01/2010 - \"E’ stata ben descritta in questi giorni, sulla stampa locale, la situazione dell’ex collegio ferrovieri di via Podesti, già sede dell’Ipsia\".

Si tratta di un complesso di edifici molto importante che si trova in stato di abbandono, forse i suoi locali sono usati dagli extracomunitari in cerca di un ricovero di fortuna e questo è un problema umano, sociale e anche di ordine pubblico se vengono violate le leggi; bene fanno le Autorità competenti ad intervenire ai fini di controllo per dare sicurezza ai cittadini. Ma io credo che non sia sufficiente assumere il solo punto di vista della sicurezza per impostare una riflessione compiuta sul destino di un siffatto complesso edilizio che, fino a parola contraria, fa parte del patrimonio pubblico di questo Paese. Infatti è un bene dello Stato che lo detiene attraverso le proprie, omonime Ferrovie; che queste siano diventate poi una o più società per azioni a capitale pubblico, ha cambiato la ragione sociale ma non la sostanza delle cose. E questo fatto della proprietà, che nel frattempo potrebbe essere passata di mano, non è un aspetto da sottovalutare o secondario perché nel caso in cui la città decidesse di potersene servire per il raggiungimento di propri obbiettivi, diverso sarebbe doversi misurare con una Azienda di Stato o un soggetto privato.



Dico questo perché a me sembra che quell’area abbia le potenzialità per poter svolgere un ruolo strategico per la città, sia per la sua posizione, tra il centro storico ed il lungomare, per l’ampiezza del sito, di notevoli dimensioni, per i servizi che vi potrebbero essere organizzati a cominciare dai parcheggi , anche multipiano, e molti altri. Sinceramente mi sembrerebbe semplicistica e rinunciataria la scelta di operare una variante al P.R.G. per consentirvi la costruzione di qualche condominio estivo che già in troppi fanno da cortina alla nazionale in quel tratto. Mi rendo conto che potrebbe sembrare un discorso prematuro e potrebbe esserlo se la proprietà fosse ancora delle Ferrovie, lo sarebbe meno se dovessimo verificare che per quel luogo si fosse già concretizzata l’ipotesi del trasferimento della proprietà ad un privato. Al momento opportuno sarà facile appurarlo per verificare le dinamiche in base alle quali si formano gli interessi ed il contesto e le modalità con le quali essi potrebbero essere eventualmente soddisfatti.



Espressa la mia prima opzione, quella cioè che quel bene dovrebbe entrare a far parte del patrimonio comunale, ve n’è una seconda che rappresenterebbe però la linea del Piave, al di sotto della quale entrerebbero in campo considerazioni etiche oltre che di opportunità politica. Si tratterebbe di introdurre nelle norme tecniche di attuazione del P.R.G., una casistica specifica per aree o edifici pubblici in senso lato, con cui prevedere la possibilità di una loro valorizzazione quando siano dimesse/i dalle loro funzioni originarie, pagando però al Comune un plus valore (€/mc) che dovrà aggiungersi a quelli previsti per gli oneri di urbanizzazione primari e secondari, oltre al costo di costruzione. Questa procedura consentirebbe di recuperare al bilancio pubblico una parte, che può essere anche consistente, del plus valore che deriverebbe ad un privato nel caso in cui questi abbia acquistato il bene secondo la valutazione della sua destinazione di partenza. Va da sé che se questo principio fosse accolto dalla futura Amministrazione Comunale, varrebbe anche per l’intervento previsto alle ex colonie Enel, dopo la malaugurata demolizione del vecchio edificio.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-01-2010 alle 00:36 sul giornale del 15 gennaio 2010 - 6226 letture

In questo articolo si parla di politica, senigallia, primo gazzetti


Aldo Tarazzi

Un ex assessore all\'Urbanistica aveva proposto di acquisirlo al patrimonio comunale quando andò all\'asta. Non fu comprato e tutta l\'amministrazione giurò e spergiurò che comunque quell\'area non sarebbe diventata mai edificabile (case private). L\'articolo che inizia a dire che lì ci sono problemi è solo il primo passo per \"chiedere\" al proprietario di farci qualcosa, che non potrà che essere per lui conveniente (case).

Assolutamente d\'accordo con Primo Gazzetti e con la Prof.<br />
Peccato che a breve partiranno i lavori per i soliti appartamenti,perdendo cosi tutte le potenzialità(strategiche per tutta la città) che la zona aveva.

Gazzetti dice bene, ma mi sembra di aver sentito che esistono già dei progetti per quell\'area. Dovrebbe approfondire.

Encomiabile l\'attività del candidato Gazzetti: è sempre sul pezzo e non risparmia proposte su qualsiasi notizia venga sulla stampa.<br />
Sulla fattibilità poi di ciò che propone ci sarebbe da ridire.<br />
Come su questa proposta : Con che soldini si acquisisce al comune quest\'area?<br />
Spesso non bastano solo i buoni propositi.

Primo Gazzetti

sig Mauri, Lei che mi sta sempre alle costole, legga anche la seconda parte del mio articolo e dica a Mangialardi di informarsi presso l\'amministrazione consorella di Ancona per sapere come relizzare la mia proposta; ho detto Ancona e non Lima. Lì per quanto se ne dica sono molto più seri e la vicenda urbanistica viene vissuta con più trasparenza e il clima è molto meno avvelenato che da noi e proprio per questo motivo.<br />
Primo Gazzetti