Rocconi: Chiesa, il segno dell\'amore e della salvezza dato da Gesù

mons. gerardo rocconi 23/01/2010 - Di seguito riportiamo il Vangelo secondo Luca di domenica 24 gennaio \'10 ed il relativo commento di Don Gerardo Rocconi.


Dal Vangelo secondo Luca
Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Parola del Signore.

IL PROGRAMMA DEL MESSIA
Gesù è all’inizio del suo ministero. Si trova a Nazaret, in Galilea, ed quel giorno, essendo sabato, va nella sinagoga. E a Nazaret Gesù propone il suo programma. Infatti a Gesù viene data l’opportunità di leggere un testo della Parola di Dio. E Gesù sceglie un brano preso dal profeta Isaia che dice così: “Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore”.
Chi è l’uomo incaricato di portare un lieto annunzio ai poveri? Il profeta si riferisce ad un personaggio che, quattrocento anni circa prima di Cristo fu inviato da Dio a consolare gli Israeliti tornati dall’esilio di Babilonia. Il ritorno dall’esilio preannunciato come un nuovo esodo, in realtà era stato deludente.E questo personaggio è inviato a proclamare l’Anno di Grazia, il giubileo, cioè il tempo i cui sono condonati i debiti, finisce ogni forma di schiavitù, viene ristabilita la giustizia. Ma l’intervento di questo misterioso personaggio non è risolutivo. Rimanda ad una piena realizzazione della profezia, che avverrà successivamente... appunto in Gesù. E infatti Gesù, dopo aver letto il testo, afferma: Oggi si adempie questa profezia.

\"OGGI\" INIZIA IL TEMPO DI GRAZIA
Oggi - dice Gesù - inizia l’anno di grazia, la festa senza fine per tutti.
Di fatto nella sua vita pubblica Gesù compì miracoli: sono quei gesti indicati da Isaia e Gesù stesso li indicò come i segni della presenza del messia salvatore.
Oggi la Parola di Gesù comincia a liberare non solo dalle malattie ma dalla durezza del cuore che impedisce ogni atto di amore. Libera dalle catene costituite dalle passioni che fanno ripiegare su se stessi nella ricerca del proprio tornaconto, dalla sete del possesso, del potere e del successo. Questi ceppi oggi cominciano ad essere frantumati. La forza che li spezza è quella dello Spirito Santo, dono di Gesù.
Oggi il Signore comincia a rompere quei lacci diabolici che mantengono l’uomo in stato di schiavitù. Per arrivare, finalmente, al giorno quando potremo vivere in piena libertà e beatitudine, nella casa del Signore.

GESU\' IL SALVATORE. MA QUALE SALVEZZA CI SERVE?
* A Nazaret Gesù annuncia che è proprio lui l’inviato di Dio, portatore di salvezza. Ma quale salvezza ci serve? Certo, la salvezza dai problemi quotidiani, della fame, della malattia... Ma più ancora ci serve un incontro con Dio che dia un senso, una gioia alla nostra vita per l’oggi e che poi ci permetta di vivere per sempre, per l’eternità. E Gesù, il salvatore, è venuto per donarci tutto questo.
* Ma una domanda resta: Perchè Gesù non ci offre subito una salvezza piena? Perchè il male, la malattia, la morte, le cattiveria persistono ancora, se il Signore ci ama? Attraverso la parabola della zizzania Gesù ci fa capire che il buon grano, la salvezza, deve convivere con il male che sarà vinto definitivamente solo alla fine. Chissà perchè il Signore, permette che non sia vinta subito ogni forma di male. A volte ci è difficile capire il perchè la zizzania deve convivere con il buon grano. Il Signore comunque ci invita alla invocazione, alla preghiera perchè la fede non venga mai meno.

ANCHE OGGI IL MONDO HA BISOGNO DI SEGNI
Ora ci si pone un’altra domanda: come dire al mondo di oggi che il Signore è la salvezza? Gesù, duemila anni fa, con i suoi prodigi ha manifestato che la salvezza era arrivata. Per dirlo ha dato dei segni. E oggi come li dà? Anche oggi il mondo ha bisogno di segni. Ebbene, i segni del suo amore e della sua salvezza Gesù li vuol dare attraverso noi, la Chiesa. Quali segni dare allora al mondo perchè creda? Per essere un segno che indica la salvezza è necessario che la Chiesa sia:
* Una comunità che vive la fede coerentemente;
* Una comunità che vive la gioia;
* Una comunità che usa i doni che ha per il bene comune;
* Una comunità che vive la carità: nella vicinanza a chi soffre, nel sostegno a chi è sfinito, nell’accoglienza a chi è abbandonato, nell’attenzione a chi è solo, nel superamento del pregiudizio, nel dare un perdono che appare impossibile, impossibile, nella difesa della vita sempre ....
Una comunità fedele al suo Signore è quel segno che il Signore vuole dare perchè il mondo creda e si salvi






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-01-2010 alle 16:11 sul giornale del 25 gennaio 2010 - 1462 letture

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