Stefano Vigilante, da Zelig a Jesi per l’Istituto Oncologico Marchigiano

Stefano Vigilante show per lo Iom di Jesi 24/01/2010 - Mai ruolo gli calzò più a pennello dell’infermiere Felicetto in uno spettacolo teatrale organizzato dall’Istituto Oncologico Marchigiano, il cui cuore sono (in versione assolutamente più seria e affidabile), proprio gli infermieri. Successo l’altra sera al teatro studio Valeria Moriconi per lo “Stefano Vigilante Show” promosso dallo Iom di Jesi e Vallesina.

Una carrellata di personaggi noti, dal vigile che stampa multe via sms allo sbadato infermiere Felicetto più occupato a organizzare colazioni al bar con colleghi e primari che a curare i pazienti in pronto soccorso, passando per il cacciatore di cinghia-lepri (specie cattivissima di animale da boscaglia), il viaggiatore ignaro di Foligno e il “pischello” del quartiere Pigneto. Quello che diventa serio quando prende tra le mani il suo libro “Romanacci tua” (edizioni Sbc) e ricorda l’infanzia in un quartiere della capitale considerato ingombrante, degradato e strafottente ma sempre abbarbicato a un suo passato operaio e pasoliniano. Il libro è l’omaggio dello Iom ai presenti, “perché per ricordare questa serata non basta ridere, ma bisogna anche leggere”, dice il presidente dello Iom Anna Quaglieri, emozionata e visibilmente commossa quando sul palco a duettare con Stefano Vigilante sale la figlia Federica, cabarettista e attrice particolarmente nota e apprezzata a Roma dove vive e lavora. Insieme per l’omaggio a Mister G. Giorgio Gaber.

“Questa splendida serata, organizzata in 11 giorni – continua il presidente – è un dono per tutti gli amici dello Iom, questo sogno nato 14 anni fa da un accordo tra il reparto di Oncologia e i medici di famiglia. Nel ’96 avevamo 11 pazienti, nel 2009 siamo passati a 237. Ma non è aumentata la patologie, piuttosto la credibilità dello Iom soprattutto grazie ai suoi infermieri e alla loro capacità di dispensare amore e cure”.

“Conosco lo Iom, è un istituto importante e condivido il modo diretto che ha di entrare in contatto con questa difficile realtà che è la malattia oncologica – dice Stefano Vigilante, svestiti i panni del cabaret – sono stato coinvolto dalla storia di questa associazione e di sicuro tornerò a Jesi per lo Iom con un mio nuovo spettacolo, entro l’anno, promesso”.

Prima volta a Jesi?Si, non conoscevo questa bella città e mi sono trovato benissimo, un’ottima accoglienza e mi piace molto questo teatro…”. Quanto è importante far ridere un malato?Il dolore, il male, la morte e i tabù sono tutti argomenti spinosi di cui spesso non si vuol parlare, su cui è difficile cercare di far ridere. Inconsapevolmente ci si chiude, come se non ci appartenessero. Invece è importante stare vicino a chi è malato e farlo ridere, perché ciascuno di noi ha una forma di malattia se ci pensiamo bene...”. Stasera abbiamo conosciuto tantissimi suoi personaggi…quale ama di più?In ognuno c’è qualcosa di me, forse il vigile è quello che preferisco. Ma solo perché mi piace il gioco che fa con le regole, le stravolge completamente…è un folle!”. Prossimi impegni in cantiere?Promuovere il mio libro, poi lavorare a un nuovo spettacolo da portare in giro per la prossima estate”. Qualche anticipazione?Dico solo tre parole: calzoni alla zuava”.








Questo è un articolo pubblicato il 24-01-2010 alle 16:22 sul giornale del 25 gennaio 2010 - 5005 letture

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