Giornata della Memoria: ad uno jesino la Medaglia d\'Onore

27/01/2010 -

37 cittadini della Provincia di Ancona, che tra il 1943 ed il 1945 sono stati prigionieri nei campi di concentramento e di lavoro in Germania, sono stati insigniti con la Medaglia d'Onore della Repubblica Italiana.



"La Shoah è una tragica esperienza fatta dall'uomo - ha detto il Prefetto Claudio Meoli - in ebraico Shoah vuol dire tempesta. Vogliamo che non ci siano più tempeste. Vogliamo ricordare l'importanza del valore umano dell'accoglienza, anche nella società multietnica".

Prima della consegna delle medaglie il prefetto ha invitato il Professor Gilberto Piccinini dell'istituto Divulgazione Storia Patria delle Marche a contestualizzare gli eventi, che dopo l'8 settembre del 1943 fino all'autunno inverno del 1945 ha portato tantissimi italiani nei campi di lavoro in Germania.
"Un evento che è trascorso nell'indifferenza generale - ha detto il Professor Gilberto Piccinini - in passato la storia recente è stata considerata compito della politica e troppo spesso veniva trascurata nelle scuole e nelle università. Oggi, con la nuova riforma Gelmini è l'intero insegnamento della storia ad essere emarginata dall'università italiana".

Ecco l'elenco degli insigniti.

Ancona
Luigi Antonini (deceduto)
Nazzareno Oreste Barbanera
Armando Barchiesi (deceduto)
Manlio Caucci
Rinaldo Mancineli
Piero Tagliaventi (deceduto)

Agugliano
Andrea Conti (deceduti)

Arcevia
Nello Renelli (deceduto)

Camerano
Raimondo Baldoni

Castelbellino
Aurelio Borioni

Chiaravalle
Aldo Brecciaroli (deceduto)
Giuseppe Coppari (deceduto)
Gino Giulianelli (deceduto)

Fabriano
Iolando Bregnocco (deceduto)
Lino Cingolani (deceduto>
Domingo Grandoni (deceduto)
Ilario Martellucci
Sante Mearelli (deceduto)
Remo Ninno (deceduto)
Giulio Orfei (deceduto)
Fulgido Zuccarini (deceduto)

Falconara Marittima
Erardo Amicucci (deceduto)
Romeo Badaloni (deceduto)
Eraldo Furia

Jesi
Mario Montelli

Loreto
Orlando Morellia

Montemarciano
Luigi Fratesi

Numana
Alberto Calducci (deceduto)

Ripe
Aroldo Pelliccia

Senigallia
Franco Anniballi
Anchille Cancellieri
Elvio Cucchi
Altero Diambra
Augusto Giansanti (deceduto)
Pasquale Marconi (deceduto)
Michele Pinto (deceduto)
Bartolomeo Regine

Serra de' Conti
Arduino Ferretti (deceduto)








Questo è un articolo pubblicato il 27-01-2010 alle 21:49 sul giornale del 28 gennaio 2010 - 2444 letture

In questo articolo si parla di cultura, michele pinto, giornata della memoria

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Anche mio nonno Antonio dopo l\'8 settembre \'43 venne deportato in Germania, caporalmaggiore dell\'esercito si trovava in Jugoslavia, nei pressi di Zara, venne disarmato dai Tedeschi e tradotto in un campo di lavoro in Germania. Vi rimase per 19 mesi, rifiutando di aderire alla repubblica sociale di Salò, unico modo questo che gli avrebbe consentito il rimpatrio. Mio nonno era stanco della guerra e preferì affrontare la fame e le malattie, mentre molti suoi compagni morivano, piuttosto che indossare ancora una divisa e mettersi al servizio di quel tiranno ce stava distuggendo l\'Italia.<br />
Mio nonno, liberato il 5 aprile del 1945 dagli Americani, impiegò cinque mesi per raggiungere a piedi casa sua, tra Corinaldo e Senigallia.<br />
Nonno Antonio scrisse un diario della sua prigionia, ogni volta che lo leggo capisco il significato del coraggio, della sofferenza e della speranza, ma soprattutto capisco il significato della memoria.<br />
Grazie Nonno Antonio.

E\' la stessa storia di mio nonno, anche lui tornò a piedi da Berlino a Bologna, poi da Bologna a casa sua, in Calabria riuscì ad andare in treno.<br />
La medaglia che gli hanno consegnato ieri postuma se l\'è proprio meritata.