Landi: quale futuro per Senigallia?

27/01/2010 - Dove va la città? Verso quale futuro? Sono questi gli interrogativi a cui la classe politica non potrà né dovrà sottrarsi in vista del confronto elettorale.

Dopo una stasi di 40 anni di un’urbanistica statica con norme e prescrizioni, già superate al momento dell’adozione dei vecchi piani regolatori, è in atto una vera rivoluzione a livello globale, in cui si dovrà pensare alla città in modo diverso, con una proposta univoca e continuativa, dove ogni specifico intervento dovrà sempre mantenersi congruente e integrato a una pianificazione più ampia e sempre attuale nel tempo. Non si potrà non tener conto di una repentina evoluzione della cultura urbanistica, così radicale da rinnegare e ripudiare metodi operativi abituali, comuni e consolidati solo fino a ieri. Sempre con più frequenza si parla di limitazione allo sfruttamento di nuovi suoli, di rottamazioni di parti della città, di piani di riqualificazione e recupero, di forma della città, di compattezza, di volume gravitazionale, di ottimizzazione energetica e funzionale, ecc. grandezze tutte in relazione tra loro in un grande sistema dove, ogni singola ipotetica variazione quantitativa di un parametro, produce una molteplicità di scenari diversi.


Il pianificatore capace dovrà essere in grado di estrapolare tra queste infinite combinazioni, quelle ottimali, in grado di produrre vantaggi reali per la città e di rendere comprensibili problematiche apparentemente complesse, attraverso i nuovi piani strutturali, difficoltà ampliata dalla ritardata capacità di adattamento e adeguamento di amministratori e progettisti, rispetto alla straordinaria velocità di diffusione della nuova filosofia. A conferma di queste considerazioni, nel panorama della già avviata competizione elettorale, non si intravedono concreti tentativi di un progetto unitario per la città, anche se da più parti, si fa riferimento al piano strutturale, forse per giustificare l’adeguamento ai tempi, ma non c’è ancora chi è in grado di individuarne i contenuti con cui impostarlo e non c’è dimestichezza con i parametri già citati, troppo spesso messi a contrasto, come quando si pretende di voler ridurre gli indici di edificabilità e, alla stessa guisa, contenere l’espansione urbana.


Oggi, come non mai, è necessario predisporre per la città un progetto che sia motore, non solo di una migliore qualità dell’abitare, ma dello sviluppo di ogni attività socio-economica in modo sistematico, invece si sono intraviste solo proposte fatte di flash sporadici, disordinati e casuali In settori come quello turistico, strategico per Senigallia, si rischia di rimanere in stand bay per mancanza di idee, situazione che impedirà di cogliere le opportunità più ghiotte, che andranno a vantaggio di chi sarà capace di muoversi con più sollecitudine in una condizione di continua e serrata competizione, che non darà possibilità di recupero a chi rimane indietro o si ferma. La città senza un suo progetto tende a diventare anonima e a regredire, non avrà mai visibilità e importanza. Questo progetto di pianificazione generale va impostato da subito, senza altro tempo da perdere, altrimenti si correrà solo a tamponare e a mitigare gli errori, con soluzioni ancora penalizzanti. Ai i cittadini, che per Senigallia, vorranno una crescita equilibrata, sana e dove è possibile godere di un’eccellente qualità della vita, rimane da vigilare attentamente sui contenuti della campagna elettorale, pretendendo, da chi si propone ad amministrare la città, un cambio di passo fatto di un disegno unitario e di concretezza.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-01-2010 alle 14:36 sul giornale del 28 gennaio 2010 - 3417 letture

In questo articolo si parla di attualità, Paolo Landi


Io sono pessimista:<br />
la classe politica locale si nasconde, evita il confronto sul futuro, si ritira a parlare del passato.<br />
<br />
Molti dei possibili nodi urbanistici sono stati chiusi il più in fretta possibile (e spesso male, a mio avviso) per evitare che potessero diventare argomenti di discussione per i cittadini.<br />
Mi verrebbe da dire per evitare che i cittadini potessero interessarsene.<br />
<br />
Il risultato è che si voterà come al solito ad occhi chiusi, mettendo il segno sul partito preferito, senza chiedersi quale progetto quel partito stia rappresentando per la città oggi.<br />
<br />
Al prossimo sindaco rimarrà ben poco da decidere.<br />
Le scelte fondamentali sono purtroppo state già fatte, troppo in fretta e, conseguentemente, in maniera certo non ottimale.<br />
<br />
Con stima

Io invece un sognatore: e sogni che i vari candidati sindaco si ricordino di alcuni di questi concetti e li facciano propri.<br />
In fin dei conti non si è scritto nulla di iragionevole/irrazionale/politicamente schierato ma è quanto dei veri Amministratori della città (com\'è il titolo di sindaco) dovrebbero già avere dentro di se.<br />
Amministrare, bene, e sviluppare qualcosa che in fondo non gli appartiene.

La classe imprenditoriale Senigalliese, è costituita da piccoli imprenditori, che, per essere ascoltati, deve essere rappresentata da una aasociazione di categoria veramente rappresentativa, forte e costruttiva! Solo cosi\' l\'amministrazione puo\' avvalersi di un interlocutore costruttivo e decisivo.<br />
Questo l\'anello mancante della catena. Troppi personalismi e troppe bandiere piantate su ogni tombino aggiustato.