Rotary Club Jesi: Oikos ed Exodus “esempi di sussidiarietà”

Rotary club di Jesi incontro su Oikos-Exodus 3' di lettura 27/01/2010 - Il principio di sussidiarietà attraverso le interpretazioni nei secoli e i suoi esempi virtuosi nella società odierna. Ecco l’argomento al centro della conviviale del Rotary Club di Jesi, l’altra sera al Federico II. Uno sguardo attento su realtà importanti come l’Oikos, la fondazione Exodus e la posizione dei servizi sociali del Comune.

Il presidente del Rotary Paolo Morosetti ha riunito una platea ad hoc per illustrare le sfaccettature di questo principio di stampo filosofico-politico e recentemente acquisito nell’ambito dell’ordinamento comunitario e nel diritto interno italiano. Oltre al presidente Oikos Giuliano Fiorentini e il vice Carlo Bellocchi, erano presenti anche il coordinatore del centro Exodus Alberto Femmina e l’assessore ai servizi sociali del Comune Bruna Aguzzi.

Don Giuliano - illustrando i cambiamenti filosofici, politici, sociali ed ecclesiali del principio di sussidiarietà - ha sollecitato l’amministrazione comunale sulla “necessità di aprirsi ad un servizio sanitario maggiormente sussidiario, di aprirsi alla collaborazione con il mondo dell’impresa e del terzo settore, adottando il principio per cui è pubblico il servizio reso nell’interesse pubblico. La pubblica amministrazione – aggiunge don Giuliano Fiorentini – non deve essere impegnata nella gestione dei servizi, in quanto è ormai chiaro che affidando la vigilanza e l’erogazione del servizio allo stesso ente, si finisce per vanificare le funzioni di vigilanza nei riguardi delle organizzazioni direttamente gestite”. Poi, insiste il presidente Oikos “il rapporto di collaborazione con il privato deve crescere e ciò può avvenire ripristinando l’affidabilità della pubblica amministrazione nel rispettare accordi e contratti stipulati precedentemente”.

Roberto Femmina ha presentato la Fondazione Exodus di don Mazzi, presente in città dal 1995 per dare risposte al disagio di giovani finiti nel tunnel delle tossicodipendenze e operante attraverso due progetti: “Educatori senza frontiere” e “Università della famiglia” e ha sottolineato come “alcune norme per l’accoglienza nelle strutture e per numero di ospiti sono troppo restrittive – lamenta – quindi chiediamo alle istituzioni un approfondimento della norma regionale sull’accoglienza”.

L’assessore Aguzzi risponde a tono. Perché se il Comune in tema di sussidiarietà fa poco se pensiamo su un piano squisitamente finanziario, invece su quello dei progetti, delle collaborazioni e convenzioni con il mondo del volontariato fa tantissimo. “Abbiamo formalizzato e regolarizzato il ruolo di associazioni quali Auser, Avulss e Anteas, permettendo loro di svolgere una serie di servizi per la terza età e per l’accompagnamento di bambini nei percorsi casa-scuola. Inoltre – sottolinea l’assessore – applichiamo il principio di sussidiarietà nell’ambito sanitario e sportivo, quest’ultimo con la decisione di trasferire la gestione degli impianti sportivi in concessioni, in modo che ne siano responsabili proprio le società che vincono le gare disputate all’interno delle strutture. Da almeno 15 anni il welfare locale è impostato secondo il principio di sussidiarietà”. Poi l’assessore mette ‘sul piatto’ le azioni virtuose e di sussidiarietà che l’Ambito territoriale sociale da alle categorie sociali di tipo A e B. “Alle coop A diamo in gestione tutti i servizi per l’handicap, di sostegno ai giovani, servizi della prima infanzia e global service per le residenze per anziani - conclude - mentre alle coop di tipo B, tutti i progetti per la manutenzione delle aree verdi, lavori tipografici e di pulizie, oltre che la gestione dell’Ostello di Villa Borgognoni”.








Questo è un articolo pubblicato il 27-01-2010 alle 23:35 sul giornale del 28 gennaio 2010 - 4328 letture

In questo articolo si parla di cronaca, Talita Frezzi





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