Sadam, presentata all\'azienda la proposta di modifica dell\'accordo di riconversione

sindaco di jesi fabiano belcecchi 30/01/2010 - \"Deve essere a tutti chiaro in maniera inequivocabile che la decisione di escludere il consiglio comunale dalla possibilità di pronunciarsi sull’ipotesi di riconversione dell’ex zuccherificio è stata assunta dal presidente e dal vicepresidente del consiglio stesso, unitamente ad altri consiglieri\".

Tanto è vero che venerdì scorso, all’ordine del giorno della giunta municipale, vi era, tra gli altri punti, anche quello relativo alla proposta da presentare al consiglio comunale del 5 febbraio circa il protocollo d’intesa da sottoscrivere con l’azienda per l’accordo di riconversione. In considerazione del fatto che è stato avviato, dal presidente del consiglio comunale, dal suo vice e da altri consiglieri un percorso politico amministrativo per l’indizione di un referendum e tenuto conto che, contemporaneamente, si svolgeva il confronto tra azienda ed organizzazioni sindacali rispetto alla questione della cassa integrazione, la pratica è stata ritirata per consentire al Sindaco di recarsi a Bologna e avviare un ulteriore approfondimento con Eridania Sadam.



A seguito di tale incontro si è ottenuto, innanzi tutto, che le procedure di mobilità che l’azienda intende avviare a partire da lunedì prossimo, escludano categoricamente i dipendenti di Jesi. Secondariamente si sono ricevute risposte ritenute e giudicate sia dalle segreterie dei partiti di maggioranza - ad esclusione di Rifondazione comunista - sia dalla Giunta comunale, migliorative rispetto all’atto politico del consiglio comunale del dicembre 2008. In particolare, dalla Giunta di sabato mattina è pervenuto un pronunciamento favorevole, ad esclusione dell’assessore Valentina Conti, che ha ritenuto di non esprimersi in questo momento in attesa di un chiarimento con la propria forza politica di riferimento.



L’ipotesi di accordo definisce in maniera stringente e puntuale una serie di garanzie di carattere ambientale ed occupazionale. A questo punto la proposta di modifica dell’accordo di riconversione, che integra la bozza di accordo di programma presentata dalla Regione nel luglio 2008, viene proposta all’azienda in attesa che dalla stessa giunga una risposta che ci si augura positiva. Da questo accordo scaturiscono, principalmente, ma non solo, le seguenti garanzie: l’occupazione di tutti e 143 i dipendenti più gli avventizi di lunga durata che saranno individuati come organico dall’azienda e non sostituibili con altre iniziative industriali; l’impegno dell’azienda ad alimentare la centrale da olio vegetale totalmente proveniente dalla filiera corta e, solo nel caso in cui, in una determinata annata agraria, ciò non fosse sufficiente, ad approvvigionarsi dell’olio vegetale dalla filiera nazionale, escludendo - a differenza di altre centrali - il ricorso a produzioni straniere; l’impegno dell’azienda a non prevedere futuri ampliamenti di produzione energetica e soprattutto nuove attività del gruppo Api; con tale accordo si sancisce un precedente unico: se vi sarà un sito della provincia di Ancona dove sarà vietato all’Api di delocalizzare, questo sarà proprio quello dell’ex zuccherificio di Jesi; l’impegno dell’azienda a cedere energia e vapore a costi ridotti sia alle aziende che si insedieranno nell’area dell’ex zuccherificio, sia in quelle che si svilupperanno a Zipa Verde; compensazioni economiche da girare per interventi di risparmio energetico, monitoraggio epidemiologico ed ambientale.



Tutti i restanti impegni, di carattere ambientale e di sviluppo, ivi compresi gli impegni dell’utilizzo delle migliori tecnologie per gli impianti e la rinegoziazione della convenzione per la Centrale Turbogas saranno pubblicamente illustrati nei prossimi giorni.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-01-2010 alle 16:41 sul giornale del 01 febbraio 2010 - 1324 letture

In questo articolo si parla di attualità, jesi, sadam, Comune di Jesi, fabiano belcecchi


Paolo Rossi

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Massimo Gianangeli

Non c\'è bisogno che illustri Lei la proposta di accordo.<br />
La renda pubblica e scaricabile dal sito del Comune prima della firma. Sappiamo leggere!<br />
Ed organizzi su di essa un dibattito pubblico . <br />
<br />
Ciò anche alla luce del fatto che, dalle poche generiche indicazioni che dà in questo breve comunicato e dalla bozza di protocollo di intesa che girava in questi giorni in maggioranza, si deducono diversi punti peggiorativi rispetto al già pur blando Atto di Indirizzo del Consiglio Comunale del 13 dicembre 2008. Tutto questo, nonostante, non me ne vogliano, il parere dell\'Assessore Olivi e del resto della sua Giunta, da Lei nominata, nonchè delle segreterie dei partiti vari.<br />
<br />
Le accuse ai firmatari della richiesta di referendum di aver escluso il Consiglio Comunale, appaiono abbastanza fuori luogo e insostenibili, dopo le dichiarazioni e/o considerazioni apparse sulla stampa nelle ultime settimane. Dichiarazioni GRAVISSIME e MAI SMENTITE che, parlavano della sua firma a prescidere da un voto negativo del Consiglio. Rimettendo, nel caso, più o meno il suo mandato.<br />
<br />
Lo dimostra anche il fatto, che Lei non si ferma neanche davanti al piano superiore della scala gerarchica della democrazia: il Referendum. Lei intanto, ha deciso di firmare comunque!!! <br />
Si rende conto,della \"antidemocraticità\" di questo atteggiamento, Sig. Sindaco?<br />
<br />
Pubblichi l\'ipotesi di accordo, voti la mozione per il referendum il prossimo 5 febbraio e dica chiaramente e pubblicamente di votarla a tutti i consiglieri della sua maggioranza. Dopodichè accetti il risultato dell\'esito e rispetti il volere dei cittadini, per stabilire se firmare o no.<br />
Forse, solo così potrà permettersi di giudicare quei consiglieri di maggioranza e opposizione che, davanti alla forzatura democratica che forse Lei (pur nella legittimità) si apprestava a compiere, hanno fatto l\'unico gesto che potesse evitarla. <br />
CHIEDERE SEMPLICEMENTE IL PARERE DEI CITTADINI !!!<br />
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Cordiali Saluti e buon lavoro<br />
MASSIMO GIANANGELI<br />
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PS. Il fatto che vada Lei, magari anche stavolta insiema ai suoi assessori Maiolatesi e Olivi, a Bologna da Maccaferri, e non sia questi a venire a Jesi per chiedere e trattare le condizioni per insediare a casa nostra i suoi impianti,è un gesto simbolico che si commenta da solo. Spero che almeno, non abbia usato l\'auto blu del Comune e la benzina verde dei soldi nostri.

anonimo

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