Telefono Azzurro Sede di Jesi: dal 1987 per ascoltare i bambini

telefono azzurro 31/01/2010 - Il Telefono Azzurro comitato di Jesi è una delle realtà più importanti della nostra città. Dal 1987, accanto i piccoli per ascoltare i loro problemi, le loro paure. Finalmente il Comitato jesino è stato istituzionalizzato e ha una sua sede dove organizzare gli eventi, come il Carnevale del 14 febbraio. Ce ne parla la responsabile Ambra Micciarelli.

Il Comitato per il Telefono Azzurro di Jesi nasce come ente di ascolto e sostegno per bambini fino a 14 anni. Dal 1987 è un punto di riferimento sul territorio e dal 1999 è nella Consulta per la Pace di Jesi. Ma da quest’anno l’associazione si è conquistata una location (in via San Francesco) e la qualifica ufficiale di “sede”. “In effetti – ci racconta entusiasta la coordinatrice Ambra Micciarelli – c’è stata nuova vitalità nel movimento nazionale da cui ne è derivato per il Comitato jesino un vero arricchimento. I volontari hanno conquistato la qualifica di Sede del Telefono Azzurro di Jesi”.

Come mai proprio azzurro?
Perché è un colore che ispira purezza, serenità. E’ il colore del cielo, del mare e della libertà”.

Quale la vostra mission?
Il Telefono Azzurro di Jesi nasce nel 1987 con l’intento di aiutare i bambini e gli adolescenti (fino a 14 anni), ascoltando le loro problematiche e sostenendoli in un percorso di vicinanza e di aiuto a risolvere le cose, magari rivolgendosi agli adulti”.

Il numero del Telefono Azzurro?“Ne abbiamo due: 1.96.96 per i bambini, gratuito e che li mette in contatto con i nostri volontari. Poi abbiamo 199.15.15.15 (purtroppo a pagamento) per i ragazzi dai 14 anni in su e per gli adulti”.

Quali sono le problematiche per cui i bambini chiamano?
Molte riguardano la solitudine, in particolare per via della separazione dei genitori. Poi, ci sono le paure che i bambini avvertono in maniera amplificata: da quella di essere abbandonati, a quella di non essere amati, le ritorsioni dei bulli a scuola e le angherie di piccole gang. Alcuni hanno paura della guerra. Sentono in tv dei conflitti nel mondo, ma non si rendono conto dove si combatta e hanno paura che il loro papà debba partire per il fronte…”.

E con il sempre più frequente problema del bullismo? Come lo affrontate?

Innanzitutto, facciamo parlare il bambino e ci facciamo raccontare cosa accade. Poi gli facciamo capire che restare in silenzio non serve, ma anzi deve parlarne con i genitori e con gli insegnanti. Questo non significa ‘fare la spia’ per cui è giusto che i compagni poi lo puniscano, ma anzi è un segnale di coraggio e di rispetto per se stessi e per gli altri che come lui vengono presi di mira da questi prepotenti. Li spingiamo a trovare il coraggio di reagire. E a comprendere che questi leader non sono per forza eroi”.

Le vostre attività più importanti oltre all’ascolto telefonico?“Siamo presenti nelle piazze con le Ortensie azzurre (17-18 aprile) per raccogliere fondi. Siamo nei reparti pediatrici degli ospedali della regione con i nostri Clown. E stiamo organizzando un grande carnevale”.

Ridere per guarire: come preparate i volontari alla clown-terapia?
Crediamo fortemente che un naso rosso e un sorriso siano mezzi per abbattere la timidezza e creare relazioni con gli altri, aiutando la guarigione dei malati. Organizziamo dei corsi di Clownterapia, dal 15 marzo al 15 aprile prossimo. Due incontri settimanali (orario 20.30-22.30) per formare nuovi, divertenti clown. Per iscriversi basta chiamare il 335.6077805”.

E il Carnevale?
E’ un grande evento che organizziamo per domenica 14 febbraio, in concomitanza con San Valentino, nella palestra Zannoni di Jesi. Dalle ore 16, grandi e piccoli, tutti in maschera per il Carnevalone della Vallesina”.






Questa è un'intervista pubblicata il 31-01-2010 alle 22:40 sul giornale del 01 febbraio 2010 - 4519 letture

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