Zinni: la Croce Rossa perde pezzi

Giovanni Zinni 02/02/2010 - \"La Croce Rossa di Jesi perde pezzi: il commissario Uncini faccia chiarezza sul buco di bilancio\". 

La Croce rossa di Jesi versa in una situazione di grave dissesto, a causa, sembra, di un buco di bilancio di cui il commissario del comitato locale Liliana Uncini pare non voglia rendere conto, mantenendo il silenzio di fronte alle pressanti e giustificate richieste dei sindacati. Il deficit, emerso a giugno, ha portato il commissario ad adottare misure di risparmio, cambiando l\'orario del personale, fino ad arrivare, a dicembre, a trasferire 4 dipendenti precari, su un organico di 12, in altre sedi, e a sopprimere il servizio di 118 durante il giorno. All\'origine del debito sembra vi sia la fatturazione alla Asur di maggiori prestazioni rispetto a quelle pattuite da contratto. Errore che avrebbe indotto l\'Azienda, una volta scoperta la ingiusta pretesa da parte della Croce Rossa di Jesi, a chiedere indietro i soldi. Se le cose stanno effettivamente così, è lecito chiedersi chi abbia autorizzato le fatturazioni errate, anche se in buona fede.




Solitamente le pratiche in questione vengono sbrigate dal commissario, che, peraltro, pare non si sia preoccupato di intervenire per cercare di arginare i danni. Una situazione che potrebbe ulteriormente degenerare con l\'allontanamento degli altri dipendenti, frutto quanto meno di una gestione inadeguata da parte della Uncini. Evidentemente il commissario, che peraltro avrebbe preso unilateralmente le decisioni sul personale, contravvenendo alle previsioni del contratto nazionale e alle normative contenute nella circolare del commissario Rocca, non è in grado di far fronte al difficile momento. E\' necessario che la Uncini si assuma le proprie responsabilità, facendo chiarezza sulla vicenda. In caso contrario, dimostrando la totale incapacità di amministrare l\'ente, in un frangente così delicato, è bene che si dimetta prima che si arrivi allo smantellamento totale della Croce Rossa jesina. Nel caso invece riuscisse a dimostrare la correttezza delle procedure adottate, non posso che prendere atto di come i problemi vadano risolti in altro modo.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-02-2010 alle 18:23 sul giornale del 03 febbraio 2010 - 1732 letture

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