Sadam, anarchici: l\'opzione referendum è un brutto segno

sadam 03/02/2010 - \"Sulla questione della riconversione della Sadam alla fine, salta fuori l’opzione referendum. E’ un brutto segno, per vari motivi\".

In primo luogo perché dimostra che i due forum civici non hanno servito a nulla e che le parti in causa si sono ulteriormente irrigidite sulle loro posizioni. Dal canto nostro come anarchici avevamo auspicato maggiori certezze occupazionali, produttive ed ambientali da parte della Sadam, l’impegno dell’Amministrazione locale a cercare di ricucire la frattura grave a livello politico fra i cittadini e la necessità di una indagine epidemiologica seria sullo stato di salute dell’ambiente e della popolazione in Vallesina.



In secondo luogo il referendum è uno strumento di democrazia diretta, ma su questioni serie come la salute e l’occupazione non è quello più opportuno e rischia di far scontenti tutti, che si faccia o meno, si vinca o si perda. Può decidere sulla salute collettiva chi abita tranquillo nei quartieri residenziali lontano dalla zona Aerca? Oppure può decidere chi non si gioca il proprio posto di lavoro per quello degli altri?



Come si vede la situazione è alquanto complessa, ed un semplice referendum non può di certo raggiungere l’obiettivo principale che è quello di rovesciare i termini della questione: non salute ed occupazione l’un l’altro contrapposti, ma interessi e profitti privati da un lato e garanzie occupazionali e tutela ambientale dall’altro, a difesa degli interessi della collettività.



FAI – Federazione Anarchica Italiana

Sez. “Michele Bakunin” – Jesi

Sez. \"Francisco Ferrer\"- Chiaravalle


da Federazione Anarchica Italiana
Sez. Michele Bakunin - Jesi




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-02-2010 alle 16:36 sul giornale del 04 febbraio 2010 - 1953 letture

In questo articolo si parla di politica, jesi, fai, sadam, Federazione Anarchica Italiana, Sez. Michele Bakunin


Paolo Rossi

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Mi sorprende e delude non poco apprendere che gli anarchici di Jesi siano contro lo strumento più democratico che abbiamo: il referendum popolare.<br />
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Non sono forse gli anarchici di tutto il mondo quelli che da sempre sono contro la democrazia rappresentativa e a favore di quella diretta?<br />
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Non sono forse gli anarchici di Jesi quelli che prima di ogni elezione affiggono sempre manifesti che invitano all\'astensionismo in nome della democrazia diretta non rappresentativa? <br />
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Como possono ora dire che i consiglieri eletti in consiglio hanno più diritto a decidere dei cittadini comuni?<br />
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Dire che chi abita nei quartieri puliti (ammesso e assolutamente non concesso che questi esistano)e chi non rischia il posto di lavoro non può votare sulla riconversione Sadam significa avere una concezione molto poco egualitaria e democratica dei propri concittadini. <br />
Per fortuna non c\'è più l\'aristocrazia, siamo tutti adulti e vaccinati e in grado di decidere da soli. Soprattutto quando in due anni di ripicche e manovre politiche di palazzo la giunta e il consiglio comunale non sono stati in grado di gestire il problema in modo degno.<br />
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Ben venga la consultazione popolare, ben venga la partecipazione di tutti alle decisioni che cambieranno il futuro di tutti.<br />
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Infine chiedo agli anarchici: se non ritenete appropriato lo strumento referdario per questa occasione, per quale altro tipo di problema lo ritenete adatto? Oppure come anarchici avete maturato l\'idea che lo strumento più democratico che abbiamo debba essere cancellato dal panorama delle possibilità costituzionali?<br />
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Resto davvero sconcertato, questa degli anarchici contro un referendum popolare e a favore dei rappresentanti del popolo (che tra l\'altro in quanto anarchici non hanno eletto)non l\'avevo mai sentita.<br />
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Emanuele Pirani

pierpaolo

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