La Croce Rossa di Jesi respinge le accuse: \"il Comitato non chiuderà\"

Croce rossa di Jesi 09/02/2010 - La polemica era infuriata nei giorni scorsi sulla stampa locale e le notizie erano così allarmanti da indurre la commissaria del Comitato della Croce rossa di Jesi Liliana Uncini a prendere posizione pubblicamente e respingere ogni accusa: “Il Comitato jesino sta bene e la Cri non chiuderà. Quelle rivolte - dichiara - sono solo accuse strumentali”.

Si difende a spada tratta Liliana Uncini, sostenuta nel suo operato in Croce rossa anche dal commissario provinciale Francesco Bravi. “La Croce rossa delegazione di Jesi non chiuderà i battenti, anzi gode di ottima salute come è possibile riscontrare dalla trasparenza dei nostri bilanci - assicura - la Croce rossa è una realtà importante per il territorio di Jesi e della Vallesina ma molti servizi che prima la Asur delegava, ora sono stati riorganizzati per essere eseguiti internamente. Ad esempio, il servizio 118 che svolgevamo 24 ore su 24 per 365 giorni con una tariffa di 86.000 euro annui e con una fatturazione di 0,42 centesimi per chilometro (in base alle tariffe regionali). Avrebbe comportato per il nostro Comitato un deficit nel rapporto costi/prestazioni. Pertanto, la Asur ci ha comunicato che da giugno 2009 servizi come il 118 e il Life-car sarebbero stati svolti da personale interno. Questo ci ha portati a dover riorganizzare il nostro lavoro in base alla nuova convenzione, con un ridimensionamento del personale a partire dal 1 gennaio. Ma nessuno è stato licenziato, ci sono stati solo dei trasferimenti”.

Nega anche quel presunto buco di bilancio o quelle fatturazioni fasulle che in una nota del candidato alle regionali per il Pdl Giovanni Zinni erano emersi giorni fa. “La Croce Rossa è un ente di diritto pubblico, pertanto il nostro bilancio è limpido - continua la commissaria - e sottoposto a controlli periodici e scrupolosi da parte di un revisore dei conti, che ha accertato la buona salute della nostra delegazione. Non ci sono state fatturazioni errate. Quelli dei giorni scorsi sono solo attacchi strumentali fatti per interesse particolare e personale, rivolti alla mia persona - precisa Liliana Uncini - e pertanto, difenderò me stessa nelle forme e nelle sedi più opportune. Per quanto riguarda il mio ruolo di commissario della Cri, non parlerò più”.

Una decisione che trova solidarietà da parte del commissario provinciale Cri dottor Francesco Bravi. “Non c’è cattiva gestione - sottolinea - ma solo la conseguenza di una variazione di convenzione con la Asur. Sono deluso, perché alcune forze politiche hanno preso il sopravvento partendo da una disinformazione di fondo”.








Questo è un articolo pubblicato il 09-02-2010 alle 21:23 sul giornale del 10 febbraio 2010 - 2824 letture

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