Animali sulla Sadam: \'Prevalgano merito e responsabilità\'

leonardo animali 10/02/2010 - In questi giorni ho letto valutazioni e richiami sull\'importanza del voto che il Consiglio Comunale, e ogni Consigliere, esprimeranno venerdì sull\'accordo Sadam.

Riflessioni che ruotano intorno ai valori della coscienza individuale, della responsabilità, delle conseguenze future, per il territorio, di una scelta. Vero, quello di venerdì non sarà un voto come altri. Per ragioni oramai note. Mi rendo perfettamente conto, avendo avuto l\'onore stare tra i banchi del nostro Consiglio e di presiederlo, del senso di responsabilità che si prova in alcune circostanze. Ritengo però che, nel merito, sia più facile votare SI, che votare NO. Perché il percorso, seppur criticabile (anche dal sottoscritto), che il Sindaco ha fatto, ha portato: il mantenimento dell\'occupazione, l\'impiego delle più moderne tecnologie impiantistiche, l\'utilizzo della filiera corta. Ambiente e lavoro hanno trovato una buona sintesi. Ben altri sono i problemi ambientali attuali e di prospettiva del nostro territorio provinciale.


La storia politica di Jesi e del suo Consiglio Comunale sono profondamente legate al lavoro e ai lavoratori. Sindaci, amministratori della città, in momenti difficili per il lavoro, hanno occupato le fabbriche, interrotto le linee ferroviarie, marciato accanto agli operai. Se venerdì prevalessero i NO, si segnerebbe una rottura profonda con la migliore storia politica della città e delle sue Istituzioni. Se prevalessero i NO, sarebbe il Consiglio Comunale, più che Maccaferri, a licenziare per primo i lavoratori della Sadam. Sarebbe un indebolimento irrecuperabile di quel civismo che ha contraddistinto da sempre la città di Jesi. So bene, da dirigente politico, che poi dietro ogni voto, specie in questo, c\'è sempre “anche dell\'altro” (un giudizio sulla Giunta, le elezioni regionali, questioni di partito, l\'opportunità di mandare a casa il Sindaco, prematuri candidati sindaco che sottocoperta annusano l’aria, nuovi scenari locali, etc).


Per una volta però tutto questo rimanga “altro”, di questo la politica locale si occupi da sabato. Si voti esclusivamente sui contenuti dell\'accordo, ancora migliorabile fino alla convenzione finale, e sui lavoratori, guardandoli in faccia. Chi è determinato, con piena legittimità e rispettabilità, a votare NO, faccia una cosa, prima di venerdì: incontri privatamente uno dei lavoratori della Sadam, uno qualunque, non uno sindacalizzato. Lo ascolti, provi a capire il suo stato d’animo in questi due anni. Poi voti, liberamente, secondo coscienza.


da Leonardo Animali
Capogruppo Consiliare PD Provincia di Ancona




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-02-2010 alle 20:52 sul giornale del 11 febbraio 2010 - 1640 letture

In questo articolo si parla di politica, sadam, Leonardo Animali


In questi giorni ho letto valutazioni e richiami sull\'importanza del voto che il Consiglio Comunale, e ogni Consigliere, esprimeranno venerdì sull\'accordo Sadam. <br />
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Riflessioni che ruotano intorno ai valori della coscienza individuale, della responsabilità, delle conseguenze future, per il territorio, di una scelta. Vero, quello di venerdì non sarà un voto come altri. Per ragioni oramai note. Mi rendo perfettamente conto, pur non avendo mai avuto l\'onore stare tra i banchi del nostro Consiglio ne tantomeno di averlo presieduto, del senso di responsabilità che si possa provare ogni qualvolta un consigliere è chiamato ad esprimere il proprio voto. Ritengo però che, nel merito, sia più facile votare NO, che votare SI. Perché il percorso, largamente criticabile e criticato (anche dal sottoscritto), che il Sindaco ha fatto, ha portato: progressivo impoverimento delle già insufficienti garanzie occupazionali, la promessa dell\'impiego delle più moderne tecnologie impiantistiche spacciata per una concessione quando invece è un obbligo di legge, una sempre maggiore insistenza su di una fantomatica filiera corta dimostrata impraticabile. Ambiente e lavoro, due aspetti che possono andare di pari passo sono stati, invece, messi l’uno contro l’altro. I problemi ambientali sono già critici attualmente ed una soluzione non è neanche in prospettiva nel nostro territorio provinciale ma, al contrario, sono “in vista” iniziative che vanno nel senso totalmente opposto.<br />
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La storia politica di Jesi e del suo Consiglio Comunale sono profondamente legate al lavoro e ai lavoratori. Sindaci, amministratori della città, in momenti difficili per il lavoro, hanno occupato le fabbriche, interrotto le linee ferroviarie, marciato accanto agli operai. Se venerdì prevalessero i NO, si manifesterebbe la volontà di continuare con questa vicinanza, tra la migliore storia politica ed il mondo degli operai. Se prevalessero i NO sarebbe il Consiglio Comunale a dare un chiaro segnalo a Maccaferri della necessità di un altra riconversione. Sarebbe un forte riconoscimento del Consiglio Comunale quale organo di quel civismo che ha contraddistinto da sempre la città di Jesi. So bene, da Cittadino, che qualcuno invocherà “interessi altri” (un giudizio sulla Giunta, le elezioni regionali, questioni di partito, l\'opportunità di mandare a casa il Sindaco, prematuri candidati sindaco che sottocoperta annusano l’aria, nuovi scenari locali, etc) dietro un voto di questo genere… ma questo potrebbe essere detto anche per chi sostiene il SI, quindi preferisco valutare i FATTI più che le INTENZIONI. <br />
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Per una volta però tutto questo rimanga “altro”, di questo la politica locale si occupi da sabato. Si votino i contenuti dell\'accordo, si valutino le conseguenze future per il territorio di questa scelta e le proprie responsabilità, guardando la cittadinanza tutta in faccia. Chi è determinato, con piena legittimità e rispettabilità, a votare SI (anche se dopo il forum tecnico dovrà spiegare TECNICAMENTE il perchè), faccia una cosa, prima di venerdì: incontri privatamente uno dei tanti malati di patologie strettamente correlabili all’inquinamento, uno qualunque, non uno comitatizzato. Guardi negli occhi un bambino con continui problemi ai bronchi o ai polmoni. Lo ascolti, provi a capire il suo stato d’animo in questi anni. Poi voti, liberamente, secondo coscienza. <br />