Sadam: in Consiglio si è calpestata la democrazia

consiglio comunale jesi 5' di lettura 16/02/2010 - Incredibile, a distanza di pochi giorni, sembra che non si accaduto nulla, speravo che i giornali dessero un può più di spazio all\'increscioso evento che si è verificato venerdì 12 febbraio nella sala del Consiglio Comunale di Jesi!

Molti dei cittadini presenti si sono sfogati sui social network e così ho pensato di farlo anche io; perché quello che è successo non può passare inosservato !! Quel pomeriggio mi sono recata, verso le 16.30 presso l\'aula consigliare del Comune di Jesi per assistere alla votazione sul piano di riconversione dell\'ex zuccherificio Sadam. All\'ingresso principale c\'erano già parecchie persone assemblate, così mi sono diretta verso uno degli ingressi laterali, come sono solita fare. Nella sala antecedente, a parte alcuni carabinieri in divisa, non c\'era nessuno.


Apro la porta che da sulla sala dove i cittadini possono assistere alle sedute e mi si parano subito davanti due signori, piuttosto corpulenti, che mi hanno impedito l\'accesso dicendo che la sala era tutta occupata. Quando ho fatto notare che molte persone sedevano parecchio distanti le une dalle altre, ho chiesto loro se si potevano stringere; visto che in altre occasioni, tipo quella del 5 dicembre 2009, l\'affluenza alla seduta è stata ben maggiore. Questi signori mi hanno guardato in cagnesco affermando che non sarei entrata (!) e mi hanno chiuso la porta in faccia !! Sbalordita, mi sono voltata a cercare conforto nelle persone che nel frattempo si erano assemblate dietro di me...un ragazzo, che aveva assistito, mi è passato davanti ed ha cercato di introdursi nell\'aula, ma è stato sbattuto fuori in malomodo; ci siamo guardati increduli. Un altro signore anziano, che era lì dietro, non capendo la situazione, ha provato lui stesso ad entrare, ma gli è stato bruscamente impedito, e quei signori hanno sbattuto di nuovo la porta. A quel punto qualcuno ha aperto le due ante, così che i presenti avrebbero perlomeno potuto ascoltare la seduta che sarebbe iniziata di lì a poco.


Mi sono sporta per poter intravedere qualcosa tra quello che sembrava un muro umano, il signore davanti a me, riccio e con gli occhiali, credo fosse un sindacalista, (altre volte mi è sembrato di vederlo in alcune foto sui giornali in articoli riguardanti il caso Sadam), si è voltato verso di me iniziando ad inveire... quando gli ho chiesto di smettere perché mi sembrava una reazione eccessiva e fuori luogo, questo signore ha alzato ancora di più la voce, tanto che tutta la sala si è girata verso di noi, asserendo che lo stessi spingendo, quando invece non lo stavo neppure toccando! Ho provato a spiegargli che volevo solamente assistere al consiglio, ma lui ha continuato con la sua scenata, avvicinandosi prepotentemente. Impaurita mi sono allontanata di qualche metro. Molte delle persone presenti hanno incominciato a protestare per quel comportamento assurdo e alcuni di loro hanno provato ad accedere nella sala: quei pochi che ci sono riusciti sono stati accerchiati e strattonati bruscamente, finchè qualcuno non è riuscito a portarli lontano dal parapiglia.


Un delirio! Qualcuno ha urlato alle forze dell\'ordine di aiutarli, tanto che i carabinieri presenti volevano intervenire, ma ci hanno spiegato poi che l\'ordine pubblico all\'interno dell\'aula consigliare non era di loro competenza e non potevano fare nulla. Sgomentata, me ne sono andata. Ho provato in un secondo momento ad assistere dall\'ingresso riservato normalmente ai consiglieri comunali assieme a molti di quei cittadini che giustamente volevano ascoltare l\'esito della seduta. Non mi sono mai occupata della politica; ma avendo una bambina piccola che neanche a due anni dalla nascita ha iniziato a soffrire delle più impensabili allergie, ho ritenuto mio dovere incominciare ad informarmi più approfonditamente alle problematiche salute/ambiente!


MA QUI SI VA OLTRE! Qui un gruppo dei lavoratori della Sadam ha oltrepassato, a mio parere, il pur legittimo diritto alla difesa del posto di lavoro, andando a calpestare in maniera talvolta arrogante quello degli altri cittadini alla salute, all’ambiente, e addirittura, quello di assistere ad una seduta del Parlamento Cittadino. Hanno inveito come belve contro i consiglieri, impedendo il regolare svolgersi della seduta e l\' hanno fatto diverse volte. Mi chiedo: che sarebbe successo se il Comitato o se altri cittadini “non Sadam” o “non TNT” si fossero comportato così? La cosa più grave è stato l’atteggiamento di alcuni amministratori e figure istituzionali che descrivendo nei giorni scorsi i cittadini ed i consiglieri comunali che non vogliono aumentare l’inquinamento della nostra città come coloro che fanno perdere il posto di lavoro a 140 operai, hanno alimentato questo clima.


Come si può giustificare un simile atteggiamento da rappresentanti delle istituzioni? E come possono, oggi, il Sindaco e chi è al suo fianco al Governo della città, pensare di depauperare le Istituzioni bypassando con nonchalance il volere del Consiglio? Dell’angoscioso problema del mancato rispetto del diritto alla salute e ad un ambiente sano, si è detto molto. Da oggi, mi sopraggiunge la consapevolezza che forse ce ne sia uno ancora più mostruoso: quello del mancato rispetto della DEMOCRAZIA !! E\' ancora un paese libero questo? E’ ancora una città democratica la mia?






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-02-2010 alle 12:45 sul giornale del 17 febbraio 2010 - 1052 letture

In questo articolo si parla di politica, sadam, consiglio comunale jesi, romina pergolesi