Morte bianca alla Lecablock: tre rinviati a giudizio per omicidio colposo

Processo per infortunio mortale alla Lecablock Monsano 17/02/2010 - Ieri al Tribunale di Jesi si è aperto il processo per omicidio colposo nei confronti della Lecablock Marche srl di Monsano, azienda specializzata nella produzione di semilavorati in cemento. Rinviati a giudizio il titolare della ditta, il responsabile del servizio prevenzione e protezione oltre all’amministratore delegato dell’azienda realizzatrice del braccio meccanico che uccise nel giugno del 2008 l’operaio 19enne Dilawar Singh.

Il drammatico infortunio sul lavoro che il 4 giugno 2008 costò la vita all’operaio indiano Dilawar Singh, diciannovenne (da tre anni regolarmente assunto dalla Lecablock Marche e residente a Belvedere Ostrense) è finito in tribunale. Il giovane stava lavorando nella catena di montaggio, quando è stato colpito alla testa dal braccio meccanico di una macchina operatrice automatica. Ieri si è aperto il processo che vede i fratelli e i genitori della vittima costituirsi parte civile tramite l’avvocato Massimo Montaruli e alla sbarra - accusati di omicidio colposo e violazione delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro - il titolare della Lecablock Marche Silvio Barili e il responsabile del servizio prevenzione e protezione della ditta Domenico Freddio (difesi entrambi dall’avvocato Leonardo Martinelli), oltre a Moreno Gervasi, amministratore delegato della ‘Gervasi Robotica’ realizzatrice del braccio meccanico che ha causato la morte del giovane operaio.

In seguito alle indagini dei carabinieri e dell’Ispettorato del lavoro della Asur5 di Jesi, il macchinario e l’area dove si era verificato l’infortunio mortale, erano stati posti sotto sequestro. I tre imprenditori sono stati rinviati a giudizio dal gup del Tribunale di Ancona Paola Mureddu nell’udienza preliminare del 23 ottobre 2009. Ieri al Tribunale di Jesi si è svolta la prima udienza dibattimentale del processo. Il giudice Paolo Giombetti e il pubblico ministero Federica Guarrella hanno inoltrato richiesta di prova e di produzioni. L’avvocato Montaruli ha formulato la richiesta di risarcimento danni (di 750.000 euro). L’udienza è stata rinviata al 31 marzo per l’ammissione delle testimonianze.








Questo è un articolo pubblicato il 17-02-2010 alle 23:43 sul giornale del 18 febbraio 2010 - 6022 letture

In questo articolo si parla di cronaca, Talita Frezzi

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