Vannoni: dovere di Belcecchi restituire al consiglio comunale le legittime prerogative

consiglio comunale 19/02/2010 - \"Non si può tacere di fronte al comportamento ed alle affermazioni del Sindaco della nostra città\".

Non possiamo farlo noi, che militiamo nel Partito Democratico e che ci riconosciamo nei suoi valori costitutivi, primo tra tutti il profondo rispetto delle istituzioni e delle regole democratiche. Non si può accettare in silenzio la decisione di firmare l’accordo di riconversione dopo che lo stesso è stato respinto con un voto chiaro e netto del Consiglio Comunale. Dire che si tratta dell’esercizio di una prerogativa del Sindaco significa dimenticare che è stato lo stesso Sindaco a scegliere di sottoporre la questione al giudizio ed alla decisione del Consiglio Comunale. E significa dimenticare che, una volta espresso, tale giudizio non può essere ignorato. Perché si tratta del giudizio formulato dal massimo organo rappresentativo della Città, cui spetta, secondo quanto prevede la legge, la titolarità della funzione di indirizzo e di controllo politico-amministrativo. Fabiano Belcecchi lo ha fatto. Ha firmato l’accordo di riconversione contro la volontà espressa dal Consiglio Comunale.



Per giustificare una tale scelta il Sindaco ha negato rappresentatività ai consiglieri ed allo stesso Consiglio Comunale. Ha esplicitato una nuova concezione di democrazia in virtù della quale i partiti, o meglio le loro segreterie, sono considerati maggiormente legittimati a rappresentare i cittadini di quanto lo siano le istituzioni ed in particolare un’assemblea elettiva, quale è il Consiglio Comunale. Uno stravolgimento delle basilari regole istituzionali. L’affermazione di un’idea secondo la quale le istituzioni democraticamente elette debbono sottostare al volere di alcuni “azionisti di maggioranza”.



Un’idea in tutto simile a quella che ci viene quotidianamente propinata dal nostro Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ma che mai nella lunga storia democratica e civile di Jesi era capitato di udire dalle parole di un Sindaco della nostra città. Mai chi ha avuto la responsabilità della guida della nostra amministrazione comunale ha contestato al Consiglio Comunale il potere di rappresentare i cittadini. Mai ha operato in maniera così esplicita per umiliarne le sacrosante prerogative democratiche. Oggi tutto questo si è compiuto. È dovere di colui che è responsabile di questa situazione operare per risanare la profonda ferita istituzionale che si è prodotta. È dovere di Fabiano Belcecchi restituire alla nostra istituzione comunale le sue legittime prerogative. Può farlo in un solo modo: deve tornare in Consiglio per riconoscere la centralità della funzione politica che ad esso spetta, per ricostituire i presupposti fondamentali di reciproco rispetto e fiducia tra le Istituzioni cittadine e per ristabilire le condizioni indispensabili per una positiva ed utile prosecuzione dell’attività amministrativa.



Questo è ciò che chiediamo al Sindaco. Questo è ciò che intendiamo sostenere all’interno del nostro partito e soprattutto nei confronti della città. Lo faremo con iniziative pubbliche che intendiamo organizzare nei nostri circoli, chiamando iscritti e cittadini a discutere ed a confrontarsi. Perché tra un mese si voterà per il Consiglio Regionale e noi vogliamo contribuire concretamente al successo del Partito Democratico, della coalizione di centro sinistra e del Presidente Spacca. E perché, proprio per questo, deve essere chiaro a tutti che a Jesi c’è ancora un Partito Democratico che continua a credere nel ruolo fondamentale ed insostituibile delle istituzioni rappresentative della nostra città.



Nicola Vannoni – Unione Comunale PD

Pierluigi Santarelli – Consigliere Comunale PD

Leonello Negozi – Consigliere Comunale PD

Lorenzo Fiordelmondo – Coordinatore Circolo PD “Antonio Gramsci”

Andrea Togni – Coordinatore Circolo PD “Aldo Moro”


da Nicola Vannoni
coordinatore Pd Jesi





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-02-2010 alle 16:22 sul giornale del 20 febbraio 2010 - 1270 letture

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