Chiaravalle: Brandoni scrive a Maderloni dopo le sue dimissioni

giuliano brandoni 22/02/2010 - Caro Claudio, è con stupore e rammarico che leggo le tue considerazioni a corollario della scelta di non candidarti alle prossime elezioni regionali e dimetterti dal Consiglio comunale di Chiaravalle.

Affermi infatti che meglio sarebbe stato per la tua forza politica l\'alleanza con la coalizione centrista guidata da Spacca, anziché essere protagonisti di questa avventura che vede, almeno nelle Marche, tutte le sinistre insieme, proprio perché addebiteresti a noi, Rifondazione Comunista, la responsabilità di aver rotto l\'esperienza arcobaleno. Invece così non è, lo dimostra lo sforzo nostro di realizzare la federazione, l\'impegno generoso nel sostenere in Puglia la candidatura di Nichi Vendola, l\'impegno unitario, in verità non reciprocamente corrisposto, in Lombardia tantochè intellettuali importanti come Dario Fo o Moni Ovadia, artisti impegnati come Paolo Rossi, militanti storici come Emilio Molinari, hanno deciso di candidarsi con la federazione della sinistra, pur non essendone parte, per testimoniare con le loro candidature il bisogno di unità e di sinistra.


Poi, per non andar tanto lontano, sarebbe utile ricordare l\'esperienza della lista di Chiaravalle che ti ha visto candidato sindaco, che ha ottenuto un importante successo elettorale e che ancor oggi, pur tra alti e bassi, funziona e tiene insieme la sinistra cittadina. Questa esperienza poteva anzi, mi auguro, possa continuare ad essere il paradigma di come pur nella diversità la sinistra riesce a trovare le ragioni dell\'unità e i motivi per battaglie comuni oltre che diventare terreno di confronto e di crescita per quanti pensano che la risposta alla grave crisi sociale del nostro paese possa trovare forze e passioni in percorsi di partecipazione e di radicalità che solo la sinistra può mettere in campo. In questo passaggio elettorale siamo chiamati ad uno sforzo suppletivo infatti i motivi della nostra esclusione, che il PD ha perpetrato, non sono meramente politici, ma riguardano questioni profonde a cominciare dalla ricollocazione di questo partito sullo scacchiere sociale che ha in primo luogo come obiettivo la difesa degli interessi dell\'impresa e la promozione di modelli che hanno al centro il profitto.


Non si spiegherebbe altrimenti l\'attenzione a percorsi di privatizzazione nel campo dei servizi pubblici o della sanità, il finanziamento alla scuola privata, l\'estensione del modello Quadrilatero come strumento per la realizzazione di tutte le infrastrutture regionali, un modello energetico che scoprirà presto termovalorizzatori, rigassificatori e grandi centrali. Insomma, un po\' più in grande la stessa modalità e le stesse motivazioni per cui due anni fa a Chiaravalle fummo emarginati. Fu allora che trovammo le ragioni e la forza di tante cose comuni che insieme potevamo proporre ai cittadini. Quella scelta fu capita, credo dobbiamo continuare a praticarla. Ecco perché mi dispiace anche la modalità con cui hai scelto di dimetterti dal consiglio comunale.


Certo, parte importante del brillante risultato del 2008 è figlio del tuo profilo e della tua storia, ma anche del lavoro che tutti insieme abbiamo fatto, dell\'entusiasmo che ci abbiamo messo e quindi, soprattutto, della capacità di coniugare il “noi” come pronome del nostro fare e perciò anche le tue dimissioni potevano essere un\'occasione per discutere, riflettere e rilanciare insieme, praticando quell\' “opposizione di governo” che dovrà continuare ad essere la nostra cifra in questa consigliatura a Chiaravalle. Credo che apprezz


da Giuliano Brandoni
Presidente del gruppo consiliare regionale Prc-Se




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-02-2010 alle 18:03 sul giornale del 23 febbraio 2010 - 1557 letture

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