Sadam: subire le scelte anzichè governarle?

23/02/2010 - In più di una occasione abbiamo ascoltato colui che è solitamente chiamato Sindaco uscirsene con l’anatema “governare le scelte anziché subirle”, sottintendendo il fatto che la firma dell’accordo di riconversione sarebbe dovuta servire a “governare” e non a “subire” le decisioni in merito alla vicenda Sadam.

Ma le cose stanno davvero così ? Innanzi tutto in parecchi si saranno chiesti il motivo per cui Fabiano Belcecchi si sia precipitato in Regione a firmare il famoso “accordo” appena TRE giorni dopo la sonora bocciatura (17 a 12) ricevuta in Consiglio Comunale. La risposta appare tristemente semplice. L’AZIENDA aveva infatti dato una sorta di “ultimatum”, indicando il 15 febbraio come data ultima utile all’accettazione dell’accordo (vedere la lettera della Eridania al Sindaco Belcecchi del 1 febbraio 2010). Chi ha “governato”? Chi ha “subito”? Ci hanno raccontato, a supporto della “democraticità jesina”, che le riconversioni stavano procedendo spedite dappertutto e che solo a Jesi si stava intavolando questa “discussione” volta a ottenere le migliori garanzie.


Ma il MINISTRO Zaia ha confermato sul TGR del 19 febbraio 2010 che “dove non abbiamo un sindaco contro abbiamo un presidente della provincia contro dove non ci sono questi due c’è la regione e dove non ci sono questi tre c’è un bel comitato. E questa è la storia di questi impianti”. Chi ha “governato”? Chi ha “subito”? Ci hanno raccontato che “la firma” serviva per scongiurare il “commissario ad acta” che ci avrebbe fatto “subire” le scelte imposte dall’alto. Strano allora che i SINDACATI (Incredibile!!! Neanche più l’azienda!!!), successivamente alla firma, abbiano “richiesto la nomina del commissario ad acta per superare l\'impasse istituzionale che stiamo riscontrando in diverse realtà” (vedere Comunicato Unitario del 19 febbraio 2010 di FLAI-CGIL, FAI-CISL, UILA-UIL o la Lettera al Sottosegretario Gianni Letta del 22 febbraio 2010). Chi ha “governato”? Chi ha “subito”? Si dà il caso, poi che un “commissario ad acta” potrebbe essere imposto per le riconversioni rientranti nella legge 81/2006 e/o per ottemperare ad atti dovuti. Esattamente le situazioni in cui ci avrebbe ficcato proprio il SINDACO firmando l’accordo lo scorso 15 febbraio, aprendo così la strada proprio a quel commissariamento, usato come spauracchio, che diceva di voler evitare. Lo sapeva o no il Sindaco prima di firmare?


Chi ha “governato”? Chi ha “subito”? Ricordiamo ai cittadini che, in uno stato di diritto, la figura del commissario ad acta ha le stesse responsabilità dei sindaci e degli amministratori. Pertanto, commissario sì o commissario no, sindaco sì o sindaco no, a breve indiremo una assemblea pubblica in cui spiegheremo e mostreremo nel dettaglio l’accordo firmato dal sindaco il 15 febbraio u.s. e ci organizzeremo, assieme ai cittadini, sulle azioni concrete da fare per opporci ai piani più o meno imposti contro il volere del Parlamento Cittadino e per tutelare i nostri diritti.


Comitato per la Tutela della Salute e dell\'Ambiente della Vallesina





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-02-2010 alle 19:57 sul giornale del 24 febbraio 2010 - 686 letture

In questo articolo si parla di attualità, Massimo Gianangeli