La condanna a Google è una condanna a tutti noi

google 2' di lettura 24/02/2010 -

Non sono solito fare editoriali approfittando della mia veste di direttore responsabile per esprimere le mie idee.
Lo faccio oggi perché ritengo che la condanna a 3 dirigenti di Google sia un fatto di straordinaria gravità.



I fatti.
Nel 2006, alcuni studenti di una scuola di Torino hanno maltrattato un loro compagno di classe affetto da autismo. Non contenti hanno ripreso la scena con un telefonino ed hanno caricato il video su Google Video.
L\'associazione ViviDown ha denunciato la cosa alla magistratura.
Dopo poche ore il video è stato rimosso e grazie alla collaborazione di Google la colpevole è stata identificata ed il Tribunale di Torino l\'ha condannata, insieme ai suoi compagni di classe, dal tribunale di Torino a 10 mesi di lavoro al servizio della comunità.
Oggi il giudice Oscar Magi ha condannato 4 direginti di Google Italia per violazione della legge sulla privacy a sei mesi di reclusione ciascuno. Pena sospesa.
Gli imputati sono stati assolti dall\'accusa di diffamazione.

La gravità della condanna.
Condannare qualcuno per aver ospitato dei contenuti su un server, contenuti così numerosi che è impossibile verificare completamente è una decisione che non ha precedenti al mondo se non in Cina ed Iran, paesi dove l\'accesso ad Internet non è libero.
Di fatto il principio sancito dalla legge italiana per cui il responsabile di un contenuto disponibile online è chi gestisce il server e non chi lo ha prodotto e pubblicato, lo stesso principio che si applica ai commenti di questo giornale, mina alle fondamenta la libertà di espressione online.

Il vero problema.
La causa di questa situazione è una classe dirigente impreparata, che non conosce il mondo di internet e lo vede come una minaccia senza capirne funzionamenti e dinamiche.
Una classe dirigente vecchia, ancor prima che anagraficamente nella mentalità.
Una classe dirigente disposta a fare a pugni per un minuto di visibilità in televisione ma che non ha sa aggiornare il proprio sito internet, non ha canale su youtube, un account facebook e in molti casi non sa nemmeno utilizzare il proprio indirizzo di posta elettronica.
Le cose, fortunatamente, stanno cambiando. Il gran numero di candidati che hanno acquistato un banner in quest\'ultima tornata elettorale è sintomatico di una nuova attenzione alla rete.

L\'appello.
Mi rivolgo a tutti gli amministratori che leggono questo giornale, e so che sono tanti: fate sentire la vostra voce, anche qui, con un commento.
Impegnatevi, per quello che vi compete, a cambiare questa legge. E\' in gioco la nostra libertà.






Questo è un editoriale pubblicato il 24-02-2010 alle 19:08 sul giornale del 25 febbraio 2010 - 2043 letture

In questo articolo si parla di michele pinto, politica, google, editoriale


Come metodo (un buon metodo) conosco la disobbedienza civile.

Non ho capito a che classe dirigente ti riferisci?<br />
<br />
Al giudice di Torino?<br />
<br />
Alla politica?<br />
<br />
Dovremmo conoscere le motivazioni della condanna

Sottoscrivo ogni parola e non perchè collaboro con le Edizioni Vivere. Lo faccio perchè attribuire la responsabilità dei contenuti alla piattaforma che li ospita, piuttosto che all\'emittente, va contro ogni logica. Sulla considerazione che la politica ha di internet, ho sentito e sento commenti oscuri quanto la più mentecatta superstizione medievale. Il tutto per dire, che anche se internet viene considerato come figlio di un Dio minore un giorno si prenderà la sua bella rivincita. Per fortuna il vento sta cambiando e in molti se ne accorgeranno presto, anche grazie a chi come te, ci ha scommesso la sua professione ed il suo futuro.

I giudici assolvono e condannano in base alla legge, le leggi le approva il parlamento.

Faremo una legge ad googlam

Io credo che sia sbagliato che qualsivoglia gestore di un server sia imputabile per in contenuti iviati da terzi a quel server,però credo pure che tutte le cose che arrivano dovrebbero essere prima visionate e filtrate discrezionalmente.Nel caso citato sopra nel comunicato non c\'era bisogno nemmeno di discrezione.<br />
ESEMPIO:io o altre persone potrebbero venire tranquillamente calunniate da qualsiasi utente VIP a a proprio piacimento qua su VS.Ci vuole una legge che imponga all\'editore di filtrare a propria discrezione tutto,insomma,fermo restando la sua impunibilità.Ciò creerebbe anche nuovi posti di lavoro,perché una redazione o un network come google non possono esaminare tutti i commenti che arrivano ogni giorno.Proporrei anche contributi statali per tutti i server che favoriscono la circolazione delle idee.Su facebook se ne trovano di tutti i colori,gruppi o pagine veramente repellenti per i loro contenuti.Non può esitere la libertà di calunniare o inneggiare ad azioni violente o macrabe come meglio uno crede,ci sono contenuti che sono oggettivamente censurabili.Se un utente VIP scrive quello che vuole ciò è immediatamente visibile almeno a 1000 persone che in quel momento sono collegate al server e ad altre ancora.Purtroppo in Italia il diritto non è associato a qualcosa di giusto ,ma è associato a una cosa da usare in modo individualistico a proprio piacimento,per perseguire interessi individuali.In Inglese right è qualcosa di giusto,corretto,che va bene.Questa è la traduzione letterale italiana della parola right.Il participio presente di dirigo in latino è directus,ossia ciò che è giusto,corretto,sulla dritta via.

E\' chiaro da tempo che la rete è mal vista da chi siede in Parlamento, da tutti gli schieramenti politici, ma soprattutto da chi ha la coscienza sporca, perchè in rete, se sei un farabutto, vieni sputtanato al volo. Ogni pretesto è buono per provare a minare la libertà di espressione... è come se multassi i vigili che ogni giorno permettono parcheggi in sosta vietata, mancato rispetto delle precedenze o dei semafori ed infrazioni varie.<br />
E\' logico che se ti pizzicano sul fatto la multa te la fanno, altrimenti cerchiamo i preveggenti di Minority Report per controllare al rete...<br />
Insomma, verso la Cina con furore!!

Mi dispiace, Michele, ma non condivido il tuo editoriale.Le immagini viste sono di una bassezza incredibile e chi le difende sbaglia. I giudici, giustamente, giudicano secondo legge e non credere che non si può controllare la rete. Lo sai benissimo che si può, se non si è in grado non ci si deve cimentare in imprese più grandi di noi. Non tiriamo in ballo la liberà di stampa perché è una cosa falsa almeno nel nostro paese dove tutti scrivono di tutto e di tutti anche utilizzando soldi pubblici. I moderni mezzi di comunicazione non li avete fatti voi giovani, voi avete solo assemblato, unito, diviso gli elementi creati da gente che ormai ha la mia età e forse anche di più. Ricordo perfettamente la presentazione di computer IBM nel lontano 1968. Quindi non vi prendete meriti che non avete. Usate questi mezzi con capacità certamente, ma a volte andate oltre il lecito morale e oltre il buon vivere civile. Ricorda il vangelo, a cui si può credere o no, “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te” Si parla e si straparla fino a quando la realtà non ci colpisce. Vivere da disabili e dura, ma sentirsi derisi e devastante (Dio non paga sempre il sabato) Il tuo giornale è sicuramente un esempio e tu fai bene il tuo lavoro, ma abbi il coraggio di dire come le cose stanno senza difendere le cose obbrobriose, cattive, deliranti di una minoranza che non può trovare scusanti solo perché la classe politica e vecchia ecc.ecc.

Prima spero di avere occasione di leggere le motivazioni della condanna e capire davvero cosa ha voluto dimostrare il giudice.<br />
Sta di fatto che Google, come tutta la rete, è nato e si è evoluto con l\'utopia/sogno della totale libertà d\'accesso ed uso, cosa questa che ha stonato in passato quando ha dovuto chinare la testa appunto a \"regimi\" come quello cinese ed iraniano.<br />
Ma in fin dei conti Google non è un \"ente morale\", e qui è il nocciolo della questione: si può fare della libertà totale la massima bandiera, se non ci fosse gente che approfitta ed abusa di questa libertà: purtroppo al mondo ci sono pure gli imbecilli.<br />
Adesso si parla di precedente su Google per questo caso, ed in effetti questo è: neppure Cina e Iran hanno condannato dei dirigenti del sito (...ammesso ve ne fossero nel loro territorio) e tutto si poteva immaginare tranne che potesse accadere nella demopcratica europa e nel paese governato dal \"popolo della libertà\"....<br />
Ma al di là di facili battute è preoccupante sapere che chi aveva visto per mesi quel video, non ha provveduto a segnalarlo ai gestori per la sua inopportunità: non si può materialmente incolpare la gente di non aver visionato fino all\'ultimo migliaia e migliaia di ore giornaliere di video, tant\'è vero che loro si sono rivolti come aiuto al popolo della rete per segnalare abusi.<br />
E per mesi quella minima parte del popolo della rete che vedeva il video è stata zitta: anche questo è preoccupante

Per il criterio della responsabilità oggettiva una società di calcio paga se 5 facinorosi creano casino dentro lo stadio (o anche fuori),tu dici è impossibile controllare tutti i contenuti della rete, come è impossibile controllare 80.000 tifosi, ma la società paga ugualmente...

Le leggi le approva il Parlamento ed i giudici le applicano, quando va bene, a seconda di come si svegliano la mattina.

Di solito Demetrio scrive commenti che apprezzo e condivido, ma questa volta devo dire non apprezzarlo per via dei commenti poco lusinghieri sulla capacità professionale di chi, come me, lavora nel mondo IT e nello sviluppo di software/piattaforme (anche web).<br />
<br />
Michele non difende affatto le immagini/video di cui sopra, tanto che puntualizza che i responsabili (chi ha fatto/caricato il video) sono stati identificati e condannati.<br />
<br />
La facile battuta: come puoi dire che da noi non esiste libertà di stampa se qualche carattere dopo dici che tutti \'scrivono tutto di tutto e di tutti\' ?<br />
Più liberi di così...<br />
<br />
E veniamo al punto che mi ha \'disturbato\': i moderni mezzi di comunicazione non li abbiamo fatti noi, noi abbiamo solo assemblato e ci prendiamo meriti che non abbiamo...<br />
Ho trovato questa parte decisamente offensiva, non mi piace che dei \'non addetti ai lavori\' mettano in dubbio la mia capacità professionale dandomi della \'scimmia ammaestrata\'. Demetrio probabilmente non è a conoscenza del fatto che le competenze richieste per essere bravi e mantenersi informati in questo campo oggi sono 10 volte quelle di 10 anni fa e 100 volte quelle di 20 anni fa. Non mi sento un \'assemblatore\' e certamente non prendo meriti che non ho (semmai il contrario...e mi sembra che qui i meriti vengano attribuiti tutti alla generazione precedente non considerando le innovazioni e le scoperte che avvengono ogni 3-4 mesi).<br />
<br />
Altra nota: in cui riporto \'usare i mezzi...andando oltre il lecito ed il morale\'...ti faccio un esempio: un assassinio...atto certamente più illecito e immorale (se vogliamo dare una scala di valori) del caricare video su youtube...può essere perpetrato mediante un semplice coltello...strumento che esiste da ben più di 2000 anni...che vogliamo fare allora? colpevolizzare lo strumento? il suo inventore? il produttore? chi lo distribuisce e commercializza? a che punto della catena dobbiamo fermarci ?<br />
<br />
Colpevolizzare lo strumento è semplicemente stupido...e se mi si permette bigotto...ed è anche la via di uscita più semplice.<br />
<br />
Il problema vero è la mancanza di educazione e sensibilità ai disagi e problemi degli altri.<br />
L\'episodio riprovevole è avvenuto in una scuola, chi ha fallito è la scuola e le famiglie di quei ragazzi.<br />
<br />
Ti \'rivolto la frittata\': se quegli idioti non avessero messo il video su youtube non sarebbero mai stati scoperti (per via dell\'omertà dei compagni di classe e trascuratezza, in questo caso, di famiglie e insegnanti). La vituperata piattaforma ha permesso di risalire agli autori di un crimine.<br />
<br />
In chiusura: rileggiti l\'articolo di Michele, non mi sembra proprio che lui difenda le cose \'obbrobriose, cattive, deliranti\'...quello che viene detto è in sostanza: si colpisce ciò che non si capisce e di cui si ha paura (a tutti piace il controllo, e ciò che si controlla con difficoltà spaventa a morte).<br />

suddito

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Vedi \'suddito tuttacanna\',<br />
Il tuo commento è stato \'censurato\' proprio per la stessa legge che ha portato alla condanna di Google.

Raffaele

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Demetrio, ti ha già risposto Guardian, ma vorrei fare qualche precisazione anche io.<br />
Quando accuso i \"vecchi\" specifico che si tratta di mentalità e non di anagrafe.<br />
Non c\'entra chi ha creato queste tecnologie, ma chi è in grado di usarle e chi non sa nemmeno cosa fanno.<br />
<br />
Io non ho difeso nemmeno per un attimo chi ha maltrattato il ragazzo. Difendo chi ha reso disponibile una piattaforma per la pubblicazione dei video (Google Video e Youtube) che è tutt\'ora considerata indispensabile per la libertà d\'opinione e viene usata quotidianamente anche da questo giornale.<br />
Difendo chi ha permesso di identificare i colpevoli e alla prima segnalazione ha rimosso il video.<br />
<br />
Condanno chi, non conoscendo i fatti condanna chi non controlla decine di migliaia di video tutti i giorni prima di pubblicarli.<br />
Chi impone che i vostri commenti prima di essere pubblicati vadano visionati dalla redazione.<br />
<br />
Il controllo ci deve essere, e c\'è sempre, da parte di tutti i lettori, ma deve essere fatto dopo.<br />
Così è come condannare chi potrebbe commetere un reato, non chi l\'ha commesso.<br />
<br />
E queste cose le capiscono e mettono in pratica in tutti i paesi democratici del mondo, tranne che in Italia.

Raffaele,<br />
imporre il controllo dei contenuti prima della pubblicazione di fatto equivale a bloccare un sito come facebook, twitter, youtube...<br />
Hai idea di quanto sia difficile moderare i commenti di questo -piccolo- sito?<br />
<br />
Ma se io ti inviassi una mail di insulti, la colpa sarebbe di Libero?

Come mai in Italia si ha tanta paura di Internet?<br />
LIKE A CHINA!

Commento modificato il 25 febbraio 2010

Credo che ci siano ragioni dall\'una e dall\'altra parte, motivo in più affinchè il dibattito sia quanto più possibile approfondito e soprattutto porti a una regolamentazione, rispettosa sia della libertà di espressione sia della necessità di garantire il rispetto delle persone.<br />
A chi faceva l\'esempio del coltello, che è certo un mezzo a prescindere dal metodo con cui si usa, per restare in metafora ricordo che se lo conservo nel cassetto in cucina va bene, ma se lo metto in tasca e ci vado in giro mi arrestano.<br />
Quindi parliamone.<br />
Non è un peccato mortale sostenere che l\'eccesso di libertà non sia un valore positivo a tutti i costi, lo sapevano già gli antichi greci, primi applicatori della democrazia.<br />
Ogni volta che compare un gruppo blasfemo come quello contro i down, oppure ogni volta che si sputtana qualcuno senza uno straccio di prova, si abbassa di un po\' l\'asticella dell\'indignazione, fino a che un giorno veramente non saremo più tutelati nella nostra libertà da quello che credevamo essere il massimo strumento di liberazione. Non dico che debba andare per forza così, ma il rischio è sotto i nostri occhi, quindi almeno parliamone e se questa sentenza debba servire come provacazione, allora ci sta.

Commento modificato il 25 febbraio 2010

aspetta michele, una mail la leggo solo io e potresti avermi coperto di insulti per posta senza che le Poste ne siano ovviamente responsabili.<br /> Rimane un problema tra te e me, al limite tra i nostri avvocati.<br />
Ma pubblicare contenuti che siano potenzialmente o peggio manifestamente offensivi e degradanti è diverso. E\' come se io fossi un down e passando per strada vedessi manifesti che mi deridono e invitano tutti a farlo, obbligando ME che sarei nel caso la \"vittima\" a pregare un vigile di farli togliere. In quel caso procederei legalmente contro chi aveva la responsabilità dell\'affissione. <br />
Perchè se la piattaforma web è una piazza virtuale, debbono valere le regole che valgono nel mondo civile. <br />
C\'è invece un enorme problema etico che si pone sempre in casi simili ed è ora che anche per la Rete se ne parli, come vale per la stampa e la tv. Quali regole? Nessuna regola non può essere una regola (e aiutare a scoprire i responsabili di un reato è il minimo, impedirlo è meglio). Le reogole dovrebbero essere il risultato del comune sentire di una comunità, senza per forza riesumare il buon vecchio \"comune senso del pudore\", non almeno nella interpretazione più restrittiva che se ne faceva. Così almeno la penso io, magari sbaglio :-)

Renato non fare il finto tonto.<br />
Lo sai bene che è impossibile controllare tutti i messaggi di facebook, tutti i video di YouTube e quant\'altro.<br />
Imporre un controllo a priori vuol dire chiudere questi servizi.<br />
E senza un controllo a priori è impossibile bloccare contenuti \"<i>manifestamente offensivi</i>\".<br />
<br />
La legge dovrebbe prevedere la rimozione dei contenuti alla segnalazione e la consegna dei dati di chi ha inserito i contenuti incriminati. Questo nel caso di contenuti gravi.<br />
Nel caso di contenuti dubbi è opportuno essere più garantisti, ma è un altro discorso.

manila ardenti

Appoggio pienamente l\'articolo...la mission degli editoriali sul web è anche questa: credere nella libertà della condivisione

ti pare possibile che per i commenti tuoi bisogna per esempio svilire il pinto?? l\'ingiustizia è palese

perchè il parlamento fa legge ambigue, in modo che possano \"magnà\" tutti quelli del voto clientelare<br />
<br />
il clientelarismo è l\'origine della complessità lesgislativa italiana, devo fa delle leggi con 1000 buchi per accontentare quello e quell\'altro<br />
<br />
quando il principio non è univoco, lo è anche l\'interpretazione

francesca palazzi arduini

condannare un server per del materiale pubblicato da un utente significa pretendere che il server effettui una censura preventiva su tutte le centinaia di migliaia di operazioni effettuate dagli utenti. <br />
ciò è ovviamente ridicolo.<br />
la rete è in grado di \"correggersi\" da sola, come lo dimostrano gli esempi di wikipedia, nella quale al limite si vota per le esclusioni dei contenuti ritenuti scorretti, o facebook, il quale pur rimanendo un sistema con alcuni meccanismi \"occulti\", però consente a tutti di segnalare contenuti offensivi.<br />
è ovvio che nemmeno il sistema della \"maggioranza\" di utenti che segnalano è una garanzia di correttezza, perché può accadere che una massa di utenti segnalino qualcosa come scorretto semplicemente perché gli sta scomodo.<br />
in ogni caso la condanna di google è, a prescindere dalle motivazioni che non ho ancora letto, assurda proprio nel suo fondamento.<br />
soprattutto perché, al contrario di un blog con i suoi amministratori, google vista la sua estensione non può avere amministratori che spuntino sull\'ok alla pubblicazione PRIMA ma semmai solo dopo se ci sono segnalazioni.<br />
certo, noi blogger siamo favoriti/e, e responsabilizzati, perché difficilmente non riusciamo a leggere e a verificare tutti i commenti e post giornalieri.<br />
<br />
saluti e netiquettes<br />
<br />
dada<br />
<br />
http://rimarchevole.wordpress.com

Commento modificato il 25 febbraio 2010

@rambo<br />
<em>\"Per il criterio della responsabilità oggettiva una società di calcio paga se 5 facinorosi creano casino dentro lo stadio (o anche fuori),tu dici è impossibile controllare tutti i contenuti della rete, come è impossibile controllare 80.000 tifosi, ma la società paga ugualmente...\"</em><br />
<br />
La responsabilità oggettiva vale solo nel campo del diritto civile (infatti la società paga, cioè risarcisce i danni, non viene condannata penalmente), non si applica assolutamente nel campo del diritto penale, dove la resposanbilità è <b>solo ed esclusivamente</b> personale.<br />
<br />
La sentenza verrà cassata perché manifestamente illegittima, in quanto i dirigenti di Google sono stati condannati per un fatto commesso non da loro, ma da terzi... roba da mediovevo e soprattutto anticostituzionale: \"la responsabilità penale è <b>personale</b>\" art 27, comma 1, della Costizutione italiana.<br />
<br />
I giudici in questo caso hanno condannato i dirigenti di Google mettendoli sullo stesso piano dei direttori responsabili dei giornali per ciò che viene pubblicato sui media da loro diretti.<br />
Ma i dirigenti di Google NON sono degli editori, bensì dei semplici fornitori di servizi...<br />
Sarebbe come condannare i dirigenti della società Autostrade per non aver impedito l\'ingresso in auostrada di un pirata che ha provocato un incidente... dopotutto perché non obbligare i casellanti a controllare tutti i veicoli che entrano in autostrada per verificare che i conducenti sappiano guidare....????!<br />
<br />
Ancora una volta è manifesta la totale inadeguatezza della nostra classe dirigente nel capire il funzionamento di internet e dei nuovi mezzi multimediali.<br />
Ma il pensionamento aniticipato no...?<br />
Lascerebbero il posto a tanti giovani disoccupati e precari.<br />
<br />
Tutto questo fermo restando l\'assoluta condanna nei confronti della pubblicazione del video in questione... per la quale andrebbero puntiti, e molto DURAMENTE, i diretti autori di tale oscenità e coloro che hanno materialmente caricato e inserito il video su YouTube, non terzi soggetti che non ne sapevano niente!<br />
<br />
It\'s simple.

Sottoscrivo il commento di Valeria, anche a me era venuto in mente il medesimo esempio dell\'autostrada.<br />
<br />
Segnalo poi sull\'argomento l\'intervista a Rodotà che è uno che di queste materie se ne intende:<br />
http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/02/25/news/sentenza_google_l_allarme_di_rodot_non_diventi_un_arma_per_censurare-2423892/

Però quando dovevano censurare Benigni che parlava di berlusconi i video venivano controllati non vi ricordate? Allora cosa facciamo? Controlliamo solo quelli riguardanti i potenti? La censura la applichiamo solo quando fa comodo, è questa la condanna che hanno ricevuto e gli sta bene!

è una vergogna, ne parla anche BEppegrillo.it oggi dicendo quello che sostenni io al momento della vicenda cioé che \"<b>Senza il video il bambino sarebbe ancora vittima dei suoi seviziatori, lo scandalo è scoppiato solo grazie alla visibilità data da YouTube.</b>\"<br />
<br />
in Italia non è scandalo la violenza ma è scandalo parlarne e che si sappia! <br />
E se non se ne parla non si risolverà mai le cause e quindi resteremo il paese ignorante e arretrato che siamo...<br />
che paese talebano!<br />
<br />
http://beppegrillo.it/2010/02/bullismo_senza_privacy/index.html

Commento modificato il 26 febbraio 2010

Guardian ti ringrazio per la stima, non era mia intenzione offendere chi lavora, lungi da me offendere visto che da oltre trenta anni difendo &#147; chi lavora&#148; Era solo far capire che la tecnologia come tutte le &#148;cose nuove&#148; e come la guerra : &#147;la guera a chi li fa ride a chi li fa stride&#148;. Ecco, usatela, voi che ne siete Guardian ti ringrazio per la stima, non era mia intenzione offendere chi lavora, lungi capaci, in modo corretto come, ad esempio, fa Michele. Sul resto, lo so Michele che non ce l&#146;hai con &#147;i vecchietti come me&#148;, visto che quando serve mi aiuti ad usare questa macchina infernale. Certo l&#146;argomento è serio e lo si deduce dai commenti avuti. Qualcosa bisogna pur fare a tutela di tutti quelli che &#147;si servono&#148; di questi mezzi moderni e a tutela di quelli che li subiscono. Infine, non tiro in ballo la libertà di stampa, dico che nel nostro paese ce ne fin troppa in certe occasioni e ben poca in altre.

... E io che proprio giovane non sono e che del www capisco poco assai,come anche Michele ha avuto modo di constatare nei suoi interventi di \"salvataggio\") sento che la libertà di esprimere il proprio pensiero è cosa da salvaguardare in assoluto, anzi proprio da non toccare, ma è l\'idea della eventuale \"penitenza postuma\" ai trasgressori che non convince e lascia assai perplesso anche me. Perchè? Perchè, punisce chi infrange le regoli (quali?) ma non ripara \"i danni\".<br />
Aggiungo solo che se vi aspettate da me (o da quelli come me) la soluzione al rebus, siete decisamente fuori strada.<br />
Posso dire, pur sapendo che non serve quasi a nulla, che bisogna continuare a ricercare soluzioni, anche se si dovesse essere quasi convinti che non ce ne sono... posso dirvelo, ma a che vi serve?<br />
Ciao.<br />
Giorgio

Eh si, Beppe Grillo come al solito riesce ad argomentare con arguzia, competenza e buon senso. Non ho altro da aggiungere perché il suo articolo è esaustivo. Anche Maria Novella Oppo su L\'Unità ha fatto notare il paradosso che c\'è fra la condanna per la pubblicazione del video in Rete ed il fatto che questo venga trasmesso tutti i giorni in televisione. Non è forse la stessa cosa? <br />
In ogni caso i commenti precedenti, escluso quello di Demetrio, sono confortanti perché iniziano a segnare uno spartiacque fra il vecchio ed il nuovo, e c\'è tanto bisogno del nuovo.<br />
Mirco Duranti

Tu sei vecchio Demetrio, hai il diritto di pensarla come vuoi ma sei vecchio, vecchio dentro. Purtroppo \"vecchiaia\" e \"saggezza\" non sono sinonimi.<br />
Mirco Duranti

@ michele: non faccio il finto tonto, mi rendo conto dei problemi di filtraggio ma anche delle consegenze della sua assenza.dico solo di parlarne e se esiste trovare una soluzioni a lungo termine.<br />
<br />
@ valeria e mbuto: il paragone dell\'autostrada regge poco: lì il casellante non può sapere come si comporterà il guidatore, sul web il contenuto arriva già decifrabile e quindi valutabile. è come se al casello arrivasse un conducente ubriaco, zigzagando a velocità folle. allora voi lo fareste entrare?<br />
<br />
detto questo, capisco ogni altro problema, sia tecnico sia etico.

Commento modificato il 26 febbraio 2010

Colpo di tacco.<br />
Mi sa che ci dai più di punta che di tacco: sei troppo \"acido\" coi vecchi (senza virgolette). Un po\' di comprensione, se possibile, non guasterebbe.<br />
Credo, comunque, che per guando \"vecchio\" sarai tu anche i discorsi che si vanno facendo oggi non è che saranno più tanto giovani. <br />
Ciao.<br />

Commento modificato il 26 febbraio 2010

Caro Metauro, io sono acido con i vecchi intesi come coloro che non vogliono cambiare, quindi anche giovani anagraficamente. I vecchi sono quelli che guardano al nuovo con il sopracciglio destro alto, quelli che si accostano al nuovo con la puzza sotto il naso, quelli che quando passano vicino al nuovo si spolverano la spalla destra del cappotto, quelli che credono di deliziarci con gli avanzi pensando che noi pensiamo (scusa il gioco) si tratti di cibo preparato al momento. I vecchi sono quelli che sui manifesti scrivono \"stavolta si cambia davvero\" quando invece dovrebbero scrivere \"stavolta mi cambio davvero\". I vecchi sono quelli che non scrivono \"stavolta si cambia davvero\" perché non hanno neanche il coraggio di scriverlo. <br />
Volete un esempio di nuovo? Eccolo:<br />
http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2445576&yy=2010&mm=02&dd=26&title=il_tappo_e_la_toga<br />
<br />
Mirco Duranti

Caro Mirco,<br />
quelli che tu descrivi (molto bene, peraltro) più che vecchi son scemi.<br />
lette le precisazioni (ma non il cannochiale) posso dire di essere d\'accordo.<br />
E tu che speravi di leggere, domani: \"Vecchio, ferito, offeso, si getta nelle gelide acque del Metauro...\"<br />
Ciao.<br />
Giorgiopana




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