Rotary Club di Jesi, una riflessione su “Cern e Lhc: la fine del mondo?”

Rotary Club Jesi ospite Gabriele Fava 24/02/2010 - Una riflessione sulla ricerca sperimentale in fisica nucleare e subnucleare sul Cern di Ginevra e sull’acceleratore di particelle Lhc. A guidarla, in un continuo parallelismo con la quotidianità per rendere per tutti una materia altrimenti riservata a pochi, il professor Gabriele Fava già sindaco di Jesi e ora presidente della Fondazione “Angelo Colocci”.

Argomenti scientifici difficili che ruotano attorno alle particelle atomiche, alle stelle e alla massa, passando per la filosofia e la fisica nucleare. Ci sarebbe voluto un cervello da Nobel come Robert Feynman (il numero due in fisica dopo Einstein), ma il Rotary ha avuto in ogni caso il suo relatore d’eccellenza. Gabriele Fava l’altra sera ha trascinato i soci in un interessante viaggio attorno al tema “Cern e Lhc: la fine del mondo?”.

“Da oltre due millenni l’uomo tenta di rispondere ad alcune domande - spiega Fava - cioè di cosa siamo fatti, di cosa sono fatte le cose che ci circondano, quali sono i ‘mattoni’ dell’universo. Dalle cinque essenze della filosofia naturale aristotelica all’atomismo di inizio 900, la nostra conoscenza degli eventi naturali ha fatto notevoli progressi, lasciando tuttavia irrisolte alcune questioni fondamentali che sono oggetto dell’attuale ricerca sperimentale e teorica in fisica nucleare e subnucleare: perché l’universo, a partire dal Big Bang, ha assunto la forma che osserviamo oggi? Si potrà trovare una teoria unificata che renda conto di tutti i fenomeni naturali? Perché nell’universo la materia ha avuto il sopravvento sull’antimateria? E infine perché le particelle che costituiscono la materia hanno masse diverse?”.

La fisica nucleare e subnucleare svolgono oggi un ruolo strategico nello sviluppo della civiltà umana se pensiamo agli enormi contributi alle basi della conoscenza scientifica e della cultura, sia per le sue connessioni con la tecnologia avanzata e con scienze fondamentali come la medicina. “Nonostante la sua centralità - aggiunge il professor Fava - rimane particolarmente difficile per l’opinione pubblica comprenderne la priorità, forse per il linguaggio, gli apparati e le strumentazioni che questo settore della fisica usa e che sono lontanissimi dall’esperienza quotidiana e dal senso comune”. Ed è stato quindi facile per il professore raccontare che se un uomo conta fino a 5 è attraversato (e resta indenne) da un fascio di 300 miliardi di neutrini o se, raccogliendo un cucchiaino di stella nana bianca questo avrà il peso di 100 tonnellate. La frontiera della ricerca scientifica è rappresentata dal Cern di Ginevra.

E’ la frontiera più avanzata della ricerca sperimentale in fisica nucleare e subnucleare - aggiunge Gabriele Fava - dove si sperimenta l’Lhc (Large Hadron Collider) ovvero l’acceleratore di particelle più grande e potente finora mai realizzato. Lungo 27 chilometri, può accelerare protoni fino al 99,9999991% della velocità della luce per farli successivamente scontrare, raggiungendo un’energia mai raggiunta finora in laboratorio. Nelle quattro postazioni sperimentali lavorano 6.000 scienziati provenienti da 181 istituti scientifici di 38 nazioni del mondo”.

Scontri di particelle tanto violenti da poter causare la fine della terra? “Qualcuno lo ha ipotizzato - conclude - specie per le alte energie prodotte negli scontri tra particelle. Ma stiamo tranquilli, le energie prodotte dai raggi cosmici in alcune reazioni con i costituenti dell’atmosfera terrestre sono molto più elevate di quelle dell’Lhc. E noi, piccoli umani, siamo ancora qui, sul nostro puntino blu chiaro, granello solitario circondato dal grande buio cosmico”.








Questo è un articolo pubblicato il 24-02-2010 alle 23:32 sul giornale del 25 febbraio 2010 - 2909 letture

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