L\'Udc scarica Belcecchi

UDC 26/02/2010 - L’Unione di Centro i cui rappresentanti in Consiglio Comunale sono stati eletti all’interno del Patto Democratico che si opponeva alla candidatura ed al programma della lista Belcecchi conferma ancora una volta di non essere interessata nella maniera più assoluta, come alcuni organi di stampa continuano invece a sostenere, a supportare una eventuale nuova maggioranza sempre con Belcecchi Sindaco.

Perché il volere espresso con il voto dai cittadini di Jesi non può essere trasformato da nessun espediente costruito a tavolino. Se il Sindaco Belcecchi continua a perdere pezzi della sua maggioranza questo è solo il frutto della sua attività analoga, guarda caso, a quella della precedente legislatura sempre da lui guidata arrivata al termine con l’appoggio di minoranze poco fedeli al mandato ricevuto e con partiti o assessori importanti e qualificati usciti anche allora dalla maggioranza. Malgrado questo Belcecchi ancora continua a parlare di consiglieri comunali contro i lavoratori senza mai rispondere alle varie e tante domande che gli vengono poste con i cittadini in attesa di conoscere totalmente come sono andate e come andranno le vicende legate alla Sadam ad iniziare dal rapporto stretto che la convenzione stilata nel 1999 legava l’allora zuccherificio alla Turbogas. Perché Belcecchi non chiarisce?

Perché Belcecchi non dice alla città come sono stati investiti gli introiti legati a quella convenzione: “900.000.000 di lire più Iva dove dovuta per il risanamento dei bacini minori soprattutto legati alle zone Coppetella e Roncaglia”? In questo stato di cose, dove servono i voti dei consiglieri comunali e non delle segreterie di partito, Belcecchi continua a mascherare la realtà, prendendo tempo, e non rappresentando nella maniera più assoluta il mandato a lui assegnato democraticamente dagli elettori che hanno eletto i consiglieri comunali e non i partiti. La città soffre l’incapacità amministrativa del Sindaco ed è ferma ed abbandonata al suo destino.

Non si può continuare a far finta di nulla e chiudere entrambi gli occhi di fronte alla realtà. Convocare i partiti di maggioranza e non il Consiglio Comunale non corrisponde al mandato elettorale e non è assolutamente democratico considerato che il Consiglio Comunale è sovrano come recita l’art. 27 comma 1 dello Statuto del Comune di Jesi: il consiglio comunale rappresenta la comunità locale ed è l\'organo di indirizzo, di programmazione e di controllo politico amministrativo del Comune. O come recita l’art. 28 comma 1: ciascun consigliere comunale rappresenta l’intero Comune, senza vincolo di mandato con piena libertà di opinione, di iniziativa e di voto. Il suggerimento è sempre lo stesso: dimissioni. Si ritorni al voto. Si ritorni a far esprimere gli elettori con il voto su quello che dovrà essere il futuro e come questo dovrà essere.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-02-2010 alle 18:02 sul giornale del 27 febbraio 2010 - 817 letture

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