Sadam, Ludovici: fondamentale che vengano davvero utilizzate derrate agricole italiane

Paola Ludovici 02/03/2010 - \"Riguardo la riconversione dello stabilimento Sadam di Jesi verso la produzione di biodiesel, per la quale mi sono già espressa favorevolmente nelle occasioni in cui ho avuto modo di parlarne con gli elettori, ritengo utile contribuire con alcune precisazioni\".

E\' fondamentale vengano davvero utilizzate sempre derrate agricole italiane, dato che destinare aree del terzo mondo per colture finalizzate in partenza alla produzione di biodiesel, significherebbe ridurre sensibilmente il loro terreno agricolo per la produzione alimentare, facendo così lievitare i prezzi degli alimenti e peggiorando di molto la già gravissima situazione di fame in cui versano quei paesi, per effetto della scarsità di beni alimentari che ne conseguirebbe. Questa è stata, fralaltro, la principale ragione per cui la Gran Bretagna ha vietato nel proprio territorio nazionale la produzione di combustibile a biomasse;



L’impianto di colture particolarmente adatte a produrre il biodiesel (come ad esempio la jatropa curcas) in terreni del terzo mondo che altrimenti non potrebbero, per le loro caratteristiche, produrne altre che siano alimentari, è invece auspicabile anche per lo sviluppo dell’economia poverissima di quegli stessi paesi, e non arrecherebbero danni alla produzione di alimenti. Per quanto riguarda il livello dell’inquinamento generale del territorio di Jesi fino a Falconara, che mi risulta costituisca la principale ragione di opposizione dei gruppi ambientalisti, sono convinta che la soluzione vada trovata nel funzionamento del mercato, piuttosto che in controlli e divieti amministrativi (il tradizionale approccio “comando-controllo” con irrogazione di sanzioni), introducendo i cosiddetti “permessi negoziabili di emissione”.



Si stabilisce un livello massimo di inquinabilità, per area territoriale e singole aziende, dopodiché le aziende virtuose che riuscissero a ridurre le proprie emissioni inquinanti potrebbero “vendere” la loro quota di inquinabilità a quelle che inquinano di più. In questo modo, nel tempo, si potrà procedere anche all’abbassamento dei livelli massimi d’inquinamento consentiti per ogni area territoriale. Preciso che questo sistema è una parte centrale del Protocollo di Kyoto, e che su questa linea si è espresso di recente anche il Presidente americano Obama.


da Paola Ludovici
candidata della Democrazia Cristiana
lista di Alleanza Riformista




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-03-2010 alle 19:21 sul giornale del 03 marzo 2010 - 1028 letture

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