Basket: Aurora, il pubblico di Jesi non merita l\'etichetta di \'razzista\'

Aurora Basket 15/03/2010 - In merito alla sanzione di € 1333 comminata dal Giudice Sportivo con la motivazione “per manifestazioni ispirate ad odio e discriminazione razziale nei confronti di un atleta ben individuato (Ezugwu N.P.) della squadra avversaria“ l’Aurora Basket Jesi srl desidera esprimere tutto il suo rammarico per una sanzione che ritiene immotivata ed ingiusta e che infanga senza motivo il pubblico di Jesi, il quale davvero non merita la disonorevole etichetta di “razzista”.

Il giocatore Ezugwu è stato si fischiato, specialmente quando si è recato in lunetta per fargli perdere concentrazione, al pari degli altri compagni di squadra, ma non certo per il suo colore della pelle. Ezugwu dopo la sua stagione a Jesi nel 1999/2000 ha sempre disputato, come è legittimo che sia per un professionista, gare agonisticamente molto sostenute contro la sua ex squadra, specie con la maglia di Pavia e Sassari, in playoffs stupendi, ma emotivamente molto accesi. In qualche caso, però, lo stesso giocatore è andato un po’ fuori dalle righe con atteggiamenti provocatori nei confronti del pubblico di Jesi, il quale ha invece sempre dimostrato grande maturità.


Domenica, ad esempio, i tifosi jesini hanno reagito soltanto con dei fischi al gesto del dito medio che lo stesso giocatore dell’Aget Imola ha inopinatamente rivolto al pubblico al termine di una sessione di tiri liberi, guadagnandosi anche il fallo tecnico da parte dell’arbitro Paronelli. Nulla di imputabile alla matrice razzista quindi, che non ha mai avuto diritto di cittadinanza all’interno del PalaTriccoli e più in generale a Jesi, che non a caso è insignita dell’appellativo di “città della pace”, grazie alle numerose iniziative a favore dell’integrazione tra i popoli insieme a personaggi del calibro del premio Nobel Rigoberta Menchu e di Gino Strada.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-03-2010 alle 19:10 sul giornale del 16 marzo 2010 - 1007 letture

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