Gus, Comune e Italcook per l’accoglienza integrata delle rifugiate

conferenza stampa Gus, Comune e Italcook 17/03/2010 - Il Gruppo Umana Solidarietà (Gus) di Jesi, il Comune e l’Italcook uniscono le forze per mettere in rete i progetti Sprar, Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, destinati alla categoria vulnerabile delle donne sole con prole, scappate da guerre, persecuzioni e violenza, provenienti dall’ex Jugoslavia. Per loro, dal 22 marzo, inizia il “Corso di cucina tradizionale marchigiana” all’Italcook.

Un’integrazione efficace – spiega il presidente Italcook Sandro Sbarbati – passa attraverso azioni concrete e interventi che tengano conto delle caratteristiche dei soggetti e del territorio. Da questi presupposti nasce l’idea del Corso di cucina tradizionale marchigiana, destinato a 10 donne afgane rifugiate e titolari di protezione internazionale beneficiarie del progetto Sprar”.

Il corso inizia il 22 marzo, avrà la durata di 30 ore e si svolgerà fino al 9 aprile nei locali dell’Italcook, a Palazzo Battaglia. “L’obiettivo - aggiunge l’assessore ai servizi sociali Bruna Aguzzi - è valorizzare le loro capacità e renderle spendibili sul mercato del lavoro, in un contesto che vede crescere la domanda di personale qualificato nell’assistenza domiciliare e che ha una forte presenza di agriturismi legati al turismo enogastronomico. Queste donne scappano dalle guerre, dalle persecuzioni e dalla violenza, portano con sé un bagaglio di competenze spesso legato ai compiti tradizionali femminili della cucina e della cura. A loro ci rivolgiamo con il progetto Sprar, di cui il Comune di Jesi è ente capofila dal 2008, grazie ai finanziamenti del Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo e il cui coordinamento è affidato all’Anci dal Ministero dell’Interno. Così ci mettiamo in rete con altre realtà del territori, con il terzo settore e con gli enti locali per favorire un’accoglienza integrata. Questo lavoro ci da una patente di grande civiltà”.

In due anni e mezzo il progetto Sprar ha aiutato oltre 40 donne. Attualmente, sono in 15 tra donne e bambini, a beneficiare del progetto, portato avanti dallo staff del Gruppo Umano Solidarietà Gus di Jesi, che fa capo al coordinatore Marcos Lopez, alle responsabili Alessandra Ortensio (psicologa), Lilia Paccamicci (mediazione culturale e linguistica), Lucia Casarolla (area legale). “Il Gus è un’organizzazione non governativa - spiega Lopez - che è nata nel 1993 per portare aiuti alle popolazioni durante la guerra nell’ex Jugoslavia. Da anni ci occupiamo della tutela dei diritti umani con progetti di cooperazione internazionale e dal 2002 il Gus è entrato a far parte della rete Sprar. Ad oggi gestisce 4 progetti nelle Marche e nei Comuni di Jesi, Macerata, Grottammare e Porto San Giorgio. Dal 2006 gestisce a Jesi il centro di prima accoglienza “Casa delle genti”. Il nostro intento è costruire una rete di accoglienza integrata, per realizzare percorsi individuali di inserimento socio-economico di queste donne rifugiate, attraverso una serie di specifiche misure di informazione, alfabetizzazione, accompagnamento, assistenza e orientamento. I prossimi 28 e 29 aprile - conclude Lopez - come Casa delle Culture stiamo organizzando un seminario alla Fondazione Colocci per parlare della condizione dei rifugiati politici”.








Questo è un articolo pubblicato il 17-03-2010 alle 23:12 sul giornale del 18 marzo 2010 - 3321 letture

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