Samanta Di Persio ha presentato il suo libro inchiesta sul terremoto abruzzese

samanta di Persio 4' di lettura 19/03/2010 - Grande partecipazione ieri, 18 marzo 2010, all’incontro tenutosi a “La Meridiana”, con l’autrice Samanta Di Persio sulla presentazione del suo libro “Ju tarramutu – La vera storia del terremoto in Abruzzo”.

Incontro che ha emozionato particolarmente anche i presenti. “Samanta Di Persio in “Ju tarramutu – La vera storia del terremoto in Abruzzo” ci porta nella vera Italia, in quella reale”, introduce Stefano Canti (IdV Senigallia). “Samanta Di Persio, riagganciando un pezzo importante di storia, quello antecedente al terremoto, che è stato abilmente rimosso, riesce a togliere quel velo che ci nascondeva la realtà. In un paese dove le case si costruiscono col cemento armato, e non col fango e la sabbia, il terremoto non avrebbe fatto tutti quei danni. Non sono un esperto, e quindi non mi addentro sulla questione se i terremoti si possono prevedere,- conclude Canti – ma di una cosa sono certo: i terremoti si possono prevenire”.

E’ da qui che parte il racconto di Samanta Di Persio, che porta i presenti in viaggio nella città distrutta dal sisma del 6 aprile 2009, viaggio che inizia da ottobre 2008, da quando comincia il sciame sismico. L’autrice denuncia subito l’arroganza dei vertici della Protezione Civile che rifiutano di ascoltare i geologi e tecnici che annunciavano i rischi, come il celebre “attacco di Guido Bertolaso verso Giampaolo Giuliani, ricercatore dell’Istituto nazionale di fisica nucleare presso i laboratori del Gran Sasso”. Dice Samanta: “Giampaolo Giuliani è stato querelato dai vertici della Protezione Civile per procurato allarme, perché consigliava ai cittadini di stare pronti a un’emergenza, chi querelerà Guido Bertolaso per procurati morti?”.

Ma, non erano solo i tecnici a lanciare l’allarme, anche lo stesso sindaco de L’Aquila, Massimo Cialente aveva chiesto al governo la proclamazione dello stato d’emergenza e un incontro con i vertici della Protezione Civile, insieme ai cittadini. “E’ del 31 marzo 2009 la riunione – racconta Samanta Di Persio – con la Commissione Grandi Rischi della Protezione Civile riunita a L’Aquila per esaminare la situazione. 35 minuti per parlare di 6 mesi di sciame sismico. Franco Barberi, Enzo Boschi, Gian Michele Calvi, Claudio Eva, Bernardo De Bernardis (tutti vertici della Protezione Civile), con firma del sottosegretario Guido Bertolaso, hanno decretato che non c’era nessun rischio che si verificasse una grande sisma”. Questa sicurezza negli uomini della Protezione Civile comporta l’assoluta inadeguatezza dei soccorsi. “La notte del terremoto al Comando dei Vigili del fuoco di L’Aquila, i vigili erano in 12, non certo per colpa loro, oltretutto senza coperte e acqua, indispensabile per affrontare un’emergenza”. Per poi non parlare delle case e strutture pubbliche inadeguate e non a norma con le misure anti-sismiche. “Se fosse avvenuto di giorno sarebbe stata una tragedia ancor più grande. Basti pensare alle scuole crollate come sabbia”, ricorda l’autrice.

E’ questo il punto centrale del suo libro. Infatti, ci tiene a sottolineare Samanta Di Persio, “in Italia la prevenzione non è mai stata presa in considerazione, e purtroppo neanche in questo caso. Non c’era una piano di emergenza, le strutture designate a fronteggiare qualsiasi emergenza di questo genere sono la prefettura e l’ospedale. Entrambi questi edifici a L’Aquila sono stati i primi a crollare. E’ gravissimo che in uno Stato, che si dichiara civile, delle persone si sono salvate perché non credevano nelle istituzioni. Come quei miei concittadini che non credendo ai vertici della Protezione hanno dormito in macchina per notti e notti. Oppure quelli che aiutandosi a vicenda si sono salvati, tirando fuori anche gente dalle macerie. Noi aquilani quella notte abbiamo scoperto l’auto-soccorso”.

Vittime per gli interessi privati, per mancanza di un piano per fronteggiare l’emergenza, e, per mancanza di prevenzione, un filo rosso che unisce “Ju tarramutu” all’altro libro di Samanta, “Moti Bianche”, citato in un intervento da Dean Hajredini (Giovani dell’Italia dei Valori Senigallia). Concludendo, Samanta Di Persio, ci tiene a ringraziare i Giovani dell’Italia dei Valori che hanno organizzato l’incontro, “oggi – ci tiene a dirlo Samanta – abbiamo sfidato la censura.

A L’Aquila sono state fatte scomparire le macerie perché la gente non deve sapere. Ma, poco tempo fa, noi aquilani siamo andati a togliere le transenne per far vedere dove sono le macerie, per far vedere dove sono realmente gli aquilani, non nelle loro case ma negli alberghi che ospitano più di 6000 aquilani dall’aprile 2009. Se riusciamo a sconfiggere la censura è proprio grazie a gente come voi, a giovani come voi che mi invitano”.


L’Italia dei Valori ricorda infine gli altri due importanti appuntamenti:

Sabato 20 marzo 2010, presso la “Sala consiliare” (piazza Roma, Comune di Senigallia), alle ore 17:00, l’Italia dei Valori Senigallia organizza l’incontro “DISABILITA’: PROSPETTIVE E POLITICHE SOCIALI NELLA CITTA’ DI TUTTI”.

Llunedì 22 marzo 2010, presso l’Auditorium “Chiesa dei Cancelli” (via Arsilli, Senigallia), alle ore 17:00, l’Italia dei Valori Senigallia riceverà in visita l’On. Antonio Di Pietro. Per info: idvsenigallia@yahoo.com o cell.: 346.0838655








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-03-2010 alle 10:35 sul giornale del 20 marzo 2010 - 3265 letture

In questo articolo si parla di cultura, senigallia, italia dei valori, idv senigallia, stefano canti, catia urbinelli, Dean Hajredini, samanta di persio, bar meridiana


Canti ma lei è proprio sicuro di quello che dice?<br />
Cito testualmente: \" Non sono un esperto, e quindi non mi addentro sulla questione se i terremoti si possono prevedere,- conclude Canti – ma di una cosa sono certo: i terremoti si possono prevenire”.<br />
Prevenire un terremoto???<br />
Forse voleva dire prevenire i danni di un terremoto.<br />
Ad ogni modo ho avuto occasione di parlare con persone aquilane, che mi hanno detto che anche se non tutto è come sembra, è stato fatto un gran lavoro.<br />
Stavo viaggiando quel giorno e ricordo kilometri di mezzi dei vigili del fuoco, della protezione civile, della croce rossa che viaggiavano spediti in direzione dell\'Abruzzo.<br />
Mi sono sentito orgoglioso del mio paese nel vedere le dimensioni di quelle forze.<br />
Capisco del resto che qualcuno debba sempre far polemica su tutto...<br />
A queste persone chiedo: gli edifici che non dovevano crollare, da chi sono stati costruiti? Chi governava la regione, la provincia, il comune?<br />
Andiamo ad individuare le responsabilità nei luoghi giusti.<br />
La sanità (quindi anche gli ospedali) è la ragione per cui esistono le regioni: il vecchi presidente abruzzese, del Pd, si prendeva le mazzette... ve lo siete scordati? E intanto un\'ospedale costruito in 40 anni è crollato.<br />
Ora continuate pure a parlare della protezione civile e di Bertolaso.

gianluca rossi

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Bisogna vedere cosa si intende per gran lavoro. Un gran lavoro si fa quando tutti hanno una casa entro poco tempo, quando muoiono pochissime persone, quando si riesce a gestire il pre e post-terremoto nei modi giusti. Le sembra normale che erano giorni che c\'erano scosse dopo scosse, dove il sindaco Cialente chiedeva aiuto al Governo, alla Protezione Civile ed a chi di dovere ma nessuno prendeva seri provvedimenti, anzi il Governo Berlusconi aveva declassato L\'Aquila da rischio1 a rischio 2 come zona sismica, in tempi non sospetti. Non basta dare quelle poche case iniziali belle, con tutto dentro solo perchè c\'era il solito Bruno Vespa che offre le sue telecamere allo spot personale del Premier e mentre le telecamere non ci sono più le case o non si danno per niente oppure si danno diversissime dalle prime. Poi quando mai la gestione di un emergenza è stata data ad una persona che non era del luogo e perciò non conosceva bene la zona terremotate. Beh la prima volta è successa proprio con il terremoto in Abruzzo, con Bertolaso. Poi infine un esperienza personale. Io a dicembre sono stato a L\'Aquila e ti posso assicurare che il centro storico è quale e tale al giorno post-terremoto, non si è mosso nessuno, dove ti giri strade bloccate, nessuna ricostruzione, nessuna ristrutturazione. Ma le televisioni di regime tutto ciò non lo fanno vedere, perchè non si può disturbare il manovratore, e chi lo fa vedere rischia di chiudere per via di alcune telefonate vergognose.

Ahahahah, che attacca l\'operato del governo e della protezione civile, per cercare una cadrega al sole!<br />
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Di terremoti in Italia ne abbiamo avuti tanti e ancora i segni sono ben visibili, malgrado siano passati decenni...<br />
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L\'intervento di L\'Aquila ha ricevuto un plauso sensa eguali e i risultati sono ben visibili! Nessuna pagina di cronaca potrà mai cancellare i risultati ottenuti!<br />
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Fatti e non pugnette!<br />
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p.s. a l\'Aquila governa la sinistra!

Commento modificato il 20 marzo 2010

Gabriel, i terremoti, forse non lo sai, non possono essere previsti come il tempo ma danno un certo numero di segnali premonitori, anche le eruzioni vulcaniche lo fanno. Ma in Giappone non lo vedi come fanno, esercitazioni su esercitazioni??<br />
Anche io concordo che sia stato fatto un gran lavoro cementizio, ma la domanda giusta è se sia stato fatto il lavoro giusto, e se sia stato fatto in modo trasparente: le new town hanno numerosi precedenti che t\'invito a studiare.<br />
E questo non c\'entra niente con i mezzi di soccorso ed i vigili del fuoco, perchè come lo stesso Bertolaso diceva sempre: \"la pc è solo il pronto soccorso\" ma non deve gestire la ricostruzione. Basta ricordare l\'ex-on. Costantini dell\'<b>Italia dei Valori</b>, che ha tentato la presidenza regionale e si è dimesso da parlamentare prima delle loro elezioni, dopo DelTurco, e non ce l\'ha fatta per \"fuoco amico\" del pd locale: ora fa tranquillamente opposizione in Consiglio regionale. Forse dovremmo invitarlo a Senigallia, affinchè le persone sappiamo meglio ciò che Samantha tramite Beppe Grillo cerca di dire. Prova a leggerti il libro, è cmq interessante ed è meglio dei telegionarli.

perchè all\'Aquila non c\'è più nessun segno? sei sicuro di averla capita bene la televisione?!

Ma scusate: volevate case per tutti e centro ricostruito in meno di un anno?<br />
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La scelta è stata prima quella di fare le case. Poi si comincerà a ricostruire (per quello che si potrà).<br />
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Ma a discorre (e anche a scrive) non è fatica.

Una bugia detta una volta è una bugia, detta un milione di volte diventa verità, credo che l\'abbia detto qualcun\'altro.Il cav. banana ha fatto dell\'Aquila uno spot pubblicitario, e come tutta la pubblicità mostra solo il bello, il resto lo si nasconde. Vedi G8 La maddalena/L\'aquila, con annessi e connessi. Ma Bertolaso non si può toccare, se no le TV banana ti sbranano.

Guattolo mi sa che ti sfugge un punto: se i terremoti potessero essere previsti non ci sarebbe alcun problema ma non è così.<br />
Piuttosto che starmene in un bar a parlare di cose che non conosco ho chiesto a persone dell\'Aquila che, ripeto, mi hanno detto esser stato fatto un buon lavoro anche se molto c\'è ancora da fare.<br />
Quella dell\'Idv è la solita polemica per cercar 4 voti.<br />
Nessuno ha risposto sulle responsabilità degli esponenti locali (regione, previncia, comune) evidentemente perchè non sono riconducibili politicamente al centro destra.<br />
Evitate di far speculazioni politiche sulle tragedie, altrimenti vi mettete al parti di chi quella notte \"rideva\".<br />
Sono entrambi atti di sciacallaggio.

nessuno ha parlato di centro, è ad informarsi che costa fatica

Ho scritto di prendere esempio dal Giappone e Costantini è la migliore risposta alle tue insinuazioni, perchè lui c\'ha sbattuto contro quel PD abruzzese colluso e omertoso. Evita di accusare ingiustamente di quel cinismo proprio di berlusconi gli unici a Senigallia che hanno chiamato l\'Autrice e che ancora parlano di terremoto.