Udc su dimissioni Belcecchi: è giunta l'ora di finirla davvero

UDC 03/06/2010 -

"Belcecchi si è dimesso ma non rassegnato è alla ricerca di soluzioni tanto variabili quanto poco serie. L’Udc di Jesi non intende rimettere in sella e sostenere un Sindaco che ha rinunciato per propria ed evidente incapacità e per non aver saputo cogliere i veri problemi della città e dei cittadini".



Problemi non ideologici ma amministrativi legati alla vita di tutti i giorni. La sua è stata una continua ricerca del voto in più anche quando il Consiglio Comunale, espressione diretta della partecipazione dei cittadini, l’aveva sfiduciato sui grandi problemi irrisolti che hanno portato al degrado di una città ora divisa su tutto ma unita forse come non mai nel sostenere il suo fallimento. Non si può una volta affermare di andare avanti perché sostenuto dalle segreterie di partito della sua ex maggioranza e poi, quando queste vengono meno, andare a ricercare i voti di chi il volere democratico ha relegato all’opposizione. L’Udc chiede che il Sindaco prenda finalmente atto e consapevolezza, senza farse e finzioni, e senza il continuo chiedere aiuto ai tessitori di inciuci, del suo comportamento che ha portato ad un logoramento generale ed incomprensibile della vita politica cittadina. Le cose rattoppate anche all’interno del suo partito di riferimento non servono a nessuno.

Come le alchimie di chi si crede di avere la soluzione e si sente chiamato alle armi più per svolgere il ruolo della Croce Rossa che a sostegno di quei progetti che Belcecchi negli otto anni di mandato non ha saputo mai portare a compimento. La questione della Sadam, il direttore generale, le difficoltà economiche di tutte le partecipate, l’asse nord e sud, la soluzione per abbattere l’inquinamento, il completamento delle tante opere pubbliche avviate e non ultimate, la partecipazione e la trasparenza amministrativa, la riduzione della spesa corrente, la casa di riposo, l’ospedale ‘modello’, la mortificazione della politica, l’inaffidabilità dell’interlocutore e di parte dei componenti del gruppo di maggioranza del Pd. Tutte questioni che hanno lacerato una città intera. Jesi si merita una amministrazione solida, capace, trasparente, diversa, libera da condizionamenti che miri ad una politica seria, costruttiva, di ripresa e di rilancio che esca dai canoni di obbedienza ad una segreteria di partito ed ai suoi accoliti, che giungono a Jesi quasi a comando, per poter operare e soddisfare le innumerevoli esigenze di una città praticamente abbandonata a se stessa, priva di un progetto complessivo e piena di debiti.

Le maggioranze e chi le rappresenta, come le opposizioni, le determinano gli elettori con il voto democratico e quando queste vengono meno coerenza vuole che la parola ripassi agli elettori. E’ inopportuno per tutti continuare ad assistere a continue dimissioni di Consiglieri Comunali che eletti e vincolati da un programma e da una coalizione sono costretti ad abbandonare perché tali prerogative non esistono più. L’allargamento di una maggioranza con il soccorso di chi fino ad oggi è stato sempre all’opposizione, Patto Democratico in primis, sarebbe etichettata come strumentale, per nulla chiara, non capita ed appartenente ad una politica morta e sepolta. L’opportunità del Commissario per Jesi deve essere valutata come una occasione e, vista la situazione, come il minore dei danni. Ora Belcecchi, sfiduciato dalla sua maggioranza, si è dimesso e l’Udc, conseguente alla decisione del Sindaco, riafferma che è giunta l’ora di finirla davvero qui!






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-06-2010 alle 18:12 sul giornale del 04 giugno 2010 - 947 letture

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