Perini: rompere l'isolamento culturale

maurizio perini 05/06/2010 -

Il Presidente del Club della Libertà “Avanti Senigallia”, a pochi giorni dall’Assemblea riscriverà l’esecutivo dell’associazione politica, anticipa le linee guida dei prossimi 2 anni sulle quali chiederà la fiducia degli iscritti proprio nel consesso dell’11 giugno.



Dobbiamo rompere l’isolamento culturale che cinge da almeno 10 anni il centrodestra Senigalliese, ovvero da quando con Fabrizio Marcantoni, si intravide la possibilità, poi mai ripetuta, di dare un nuovo governo alla nostra città, avendo alle spalle una alternativa politica seria e credibile. Un isolamento dovuto- prosegue Perini- alla natura intrinseca della politica cittadina, laddove le scelte di maggiore rilievo vengono determinate da un intreccio di interessi determinati in gran parte da pochi gruppi di potere o famiglie note per la propria presenza in settori di rilievo quali l’edilizia, il turismo o la cultura. Questo a scapito del ricambio sociale e della crescita delle realtà emergenti che impossibilitate a fare quel salto di qualità che meriterebbero, emigrano verso territori in cui espansione e concorrenza sono maggiormente garantiti se non addirittura sollecitati dalla politica; politica qui invece spesso prona rispetto a quegli stessi interessi e quindi incapace di determinare una linea di rinnovamento per la Città.

Ecco dunque che le molteplici iniziative in campo anche turistico- si pensi al Summer Jamboree, al CaterRaduno, al recente passaggio dei provini di X-Factor, non producono , addetta degli stessi operatori del settore un tangibile beneficio in termini di ritorno economico, almeno pari a quanto investito dalla stessa Amministrazione. Da qui la crisi del settore e la volontà di lasciare da parte di molti operatori dovuta sì dalla generale situazione del paese, ma anche e soprattutto dalla mancanza di ricambio “generazionale” in un contesto che non dà spiragli di rinnovamento, perché divenuto appunto autoreferenziale e chiuso. E poi come non sottolineare la linea culturale a senso unico che pur se animata all’interno dell’importante contesto della Consulta, consente la distruzione delle radici storiche della città con l’abbattimento integrale delle colonie ex-Enel; luogo della Memoria, violato per ragioni di necessità di espansione urbanistica in un territorio in cui non pare manchino metri cubi, ma più semplicemente i danari per acquistare. E ancora la situazione occupazionale di un territorio in cui da troppo tempo le uniche forme di impiego sono divenute quelle pubbliche, con una sempre più rarefatta presenza di imprese di medie e piccole dimensioni; anch’esse emigrate o costrette a sopravvivere in zone artigianali mai davvero sviluppate e in cui viabilità, si pensi alla zona Cesanella, costituisce un ostacolo se non addirittura un pericolo per le zone residenziali circostanti.

Su un contesto chiuso e statico come questo si innesta la politica che riprende tutti le caratteristiche appena descritte traslando pregi e molti difetti nel suo ambito: le faide, i contrasti, la gestione elitaria, la poca lungimiranza politica e appunto l’isolamento culturale di posizioni che non per mancanza di donne o uomini pronti a sposarle, ma per semplice timore reverenziale nei confronti dell’establishment politico–culturale, non è più riuscito a emergere dopo l’avventura di Fabrizio Marcantoni, costretto suo malgrado nel 2010 a riproporsi dieci anni dopo a capo di una coalizione, forte a destra, assente al centro, e assolutamente non efficace sugli scontenti in attesa di rinnovamento. Da qui ripartiamo- conclude Perini- per costruire una alternativa politica di pensiero e di governo, ponendoci come obiettivo primario la distinzione rispetto al passato e la lotta a qualsiasi tipo di divisione interna, cercando dunque di far capire con progetti concreti di lungo respiro che vogliamo una Senigallia dinamica nel turismo sul modello della vicina Romagna in cui la presenza turistica serve a portare liquidità ad un settore che sceglie di rinnovarsi anno dopo anno; un settore imprenditoriale sostenuto in base al criterio della libera concorrenza e dela garanzia della occupazione; una minore incidenza dei costi della pubblica amministrazione, soprattutto a livello dirigenziale parallelamente all’aggiornamento costante del personale; ma soprattutto una maggiore apertura culturale che consenta a chi è moderato, cattolico, socialista o liberale, di essere ascoltato e preso in considerazione. Su questa obiettivo lavoreremo assieme agli amici del club della Libertà con chiunque voglia davvero il cambiamento della città.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-06-2010 alle 15:51 sul giornale del 07 giugno 2010 - 2144 letture

In questo articolo si parla di politica, senigallia, maurizio perini, pdl


Il primo passo, un minimo di autocritica, è stato fatto.<br />
Avanti con i prossimi...<br />
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Dissento su un punto dell'analisi.<br />
Le manifestazioni come Summer Jamboree, Cateraduno e X-factor "...non producono...un tangibile beneficio in termini di ritorno economico"?<br />
Bhe, quantomeno l'uno attira e fa parlare un minimo di Senigallia all'estero, l'altro invece produce notevole pubblicità gratis a livello nazionale con una delle radio in maggiore ascesa.<br />
Dio ce ne scampi se non ci fossero più!!!<br />
Quindi non la metterei così giù dura.<br />
Piuttosto direi che quelle manifestazioni sono i tramiti pubblicitari che servivano alla città, ma poi sta alle attività di soggiorno di farsi notare e apprezzare.<br />
Perchè un turista curioso magari viene una volta, un turista curioso e che si trova bene ritorna, eccome se ritorna!<br />
E sparge bene la voce con altra gente.