Rocconi: spendere la vita per amore e con amore

mons. gerardo rocconi 05/06/2010 -

Mons. Gerardo Rocconi commenta il Vangelo di domenica 6 giugno.



Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure. Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: "Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta". Gesù disse loro: "Voi stessi date loro da mangiare". Ma essi risposero: "Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente". C’erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: "Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti. Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste. Parola del Signore


IL PANE DI VITA

Oggi la Chiesa celebra la festa della SS Eucaristia, cioè del Corpo e del Sangue del Signore. Nasce subito una domanda: noi possiamo vivere senza Eucaristia, senza quel pane di vita che Gesù ci offre? Parola di Dio ed Eucaristia sono i due doni fondamentali, che ci permettono di crescere come cristiani, cioè come figli di Dio. E’ possibile fare a meno di essi? Se in noi c’è fede, sentiamo quasi naturalmente che non è possibile fare a meno del pane di Vita, cioè della Parola di Dio e dell’Eucaristia.

LA SANTA MESSA

Quando partecipiamo alla Messa, accade un fatto meraviglioso: Gesù si rende realmente presente. Gesù nella Messa diventa nostro contemporaneo e quello che ha compiuto con gli apostoli 2000 anni fa, lo fa oggi per noi. Ci nutre con il suo cibo, ci purifica con il suo sangue, ci lava con l’acqua che esce dal costato, ci dà vita con la sua resurrezione, ci rende santi con il suo Spirito.

PANE DI VITA PER IL NOSTRO PELLEGRINAGGIO

Il brano evangelico di oggi racconta la moltiplicazione dei pani e dei pesci per farci soprattutto capire cos’è l’Eucaristia. Dice il racconto che Gesù e i cinquemila uomini che lo seguono si trovano in un luogo deserto. Quel luogo rappresenta il deserto in cui versa la vita degli uomini se non ci fosse Gesù. Rappresenta l’aridità della vita che non può essere appagata da nulla di questo mondo: nulla che possa far felici in pienezza! E quel cibo che Gesù dà in abbondanza significa la sua Parola prima e poi il dono dell’Eucaristia: cibo che dà vigore, forza, gioia all’uomo. Dice il Vangelo che Gesù sente compassione. Gesù sente il peso di quella gente, sente che quella gente ha bisogno di salvezza e allora Gesù vuole dare un segno. Compie il miracolo della moltiplicazione dei pani seguendo un rituale preciso: quello con il quale nell’Ultima Cena avrebbe donato l’Eucaristia. Gesù fa il miracolo per insegnare che ha pronto un altro cibo, riconoscibile solo con la fede. E l’altro cibo è l’Eucaristia. Per quella gente stanca, bisognosa di aiuto, Gesù vuol preparare un altro pane. Non basta la sazietà dello stomaco per vivere bene. Nell’Eucaristia Gesù dona la sua morte e risurrezione. E’ Gesù che offre la sua vita per farci figli di Dio. Sì, l’Eucaristia è Gesù stesso, Gesù che si fa cibo per il nostro pellegrinaggio. Infatti l’Eucaristia è il pane dei deboli, è il pane dei pellegrini che devono camminare con fatica in questo mondo così difficile, è il pane di coloro che si sentono peccatori e vorrebbero essere più santi. “Senza di me non potete far nulla”, continua a gridarci il Signore. “Mangiate di me perchè io possa darvi la mia forza”.

L’EUCARISTIA, PRESENZA DI GESU’

L’Eucaristia è il dono della presenza di Gesù, presenza vera, presenza che chiama, presenza che grida, che chiede di accorgerci di lui: il Signore vorrebbe riempirci dei suoi doni, vorrebbe riempirci delle sue grazie e delle sue benedizioni, ma quanti pochi stanno davanti al tabernacolo ad implorare, supplicare, intercedere. Viviamo in mezzo a mille problemi, ma preferiamo ugualmente fare da soli, non cercare aiuto: il Signore è lì che ci aspetta. Detto tutto questo comprendiamo quanto è importante partecipare al banchetto eucaristico. Ovviamente nella maniera più degna possibile. Sicuramente in grazia di Dio. Sicuramente nella piena consapevolezza del dono che si riceve. Ma anche con il desiderio di diventare sempre più simili a Gesù, di diventare cioè, persone che si donano, che servono, che amano, che si spendono, che accettano di vivere per i fratelli: “Io vi ho lavato i piedi, dice Gesù, ora anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri”, dovete cioè spendere la vita per amore e con amore.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-06-2010 alle 15:43 sul giornale del 07 giugno 2010 - 894 letture

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