Crisi in Comune, Brandoni (Prc): 'Centrosinistra senza progetto e subalterno ai potentati economici'

giuliano brandoni 07/06/2010 -

L'epilogo tragicomico della consigliatura jesina e le contorsioni del sindaco Belcecchi insieme a quelle del PD, al di là di quale sia l'esito contingente consegnano, pur tuttavia, i motivi di una riflessione e di una analisi che trascende i limiti di coraggio, di prospettiva di autorevolezza del sindaco stesso e debbono oltrepassare i confini della cinta daziaria jesina.



Al nocciolo della crisi mi sembra ci sia l'assenza di una prospettiva e di un progetto che riguardano non solo Jesi bensì tutta la bassa Vallesina. Da tempo oramai i sindaci e le amministrazioni di questo territorio hanno mostrato un atteggiamento vassallo nei confronti di potentati politici, poteri forti, forze imprenditoriali che stanno disegnando una nuova fisionomia della provincia di Ancona e costruendo equilibri "geopolitici" (mi si passi il termine) che periferizzano l'intera vallesina.

Anzi la crisi nuova, drammatica, strutturale, che avanza e caratterizza il nostro tempo, ha accelerato e moltiplicato i fenomeni di questo processo. Così le risorse, le infrastrutture strategiche, quelle di comando per intenderci, le innovazioni più importanti prendono la strada di Fabriano e Senigallia o restano ad Ancona lasciando in Vallesina gli insediamenti più rischiosi dal punto di vista ambientale (dall'API passando per la Sadam fino alle discariche di Maiolati e Chiaravalle) le infrastrutture più impattanti, si pensi all'aeroporto e all'interporto, mentre mancano gli interventi più necessari a sostegno dell'economia in crisi.

Basti l'atteggiamento sempre distante ed attendista di Spacca e della giunta regionale nelle crisi più acute delle aziende della Vallesina, oltre che la mancanza di progetti capaci di valorizzare la storia, la cultura, le potenzialità di questo territorio. Certo a tutto ciò ha contribuito un'imprenditoria provinciale e arruffona di cui le sgrammaticate esternazioni dell'ing. Pieralisi rappresentano il miglior esempio paradigmatico. Ma il grande assente e quindi il principale colpevole è il sistema politico incapace di cogliere questo fenomeno, impaniato in confronti insensati e progetti scoordinati che hanno abbruttito il territorio, sperperato risorse, depresso intelligenze e possibilità, determinato nuovi problemi e acuito quelli mai risolti. Occorrerebbe perciò la costruzione di una rete fitta di confronti capace di innescare il massimo di partecipazione pubblica e soprattutto intenta a costruire iniziative e piattaforme che autocentrino l'idea di sviluppo e ricentralizzino il ruolo della Vallesina nel sistema Marche, valorizzando il patrimonio più importante che, si badi bene, è quello dei lavoratori e delle lavoratrici di questo territorio. In questo contesto il ruolo delle amministrazioni pubbliche è decisivo e centrale.

Ça va sans dire perciò che le modalità e le forme con cui a Jesi si costruirà la struttura della prossima consigliatura e gli amministratori che la agiranno è di grande importanza. Il folklore di questi giorni è ben lontano da queste necessità. Qualsiasi confronto dovrebbe perciò ricominciare dalla consapevolezza di consegnare agli archivi la consigliatura in corso. Prima che, come diceva il vecchio Carlo Marx, siano i morti a seppellire i vivi.


da Giuliano Brandoni
Presidente del gruppo consiliare regionale Prc-Se




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-06-2010 alle 12:38 sul giornale del 08 giugno 2010 - 712 letture

In questo articolo si parla di attualità, politica, giuliano brandoni, Partito della Rifondazione Comunista


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