L'Adriano in Siria con gli intermezzi Livietta e Tracollo al teatro Pergolesi

piazza della repubblica 07/06/2010 -

Seconda opera in programma per il Pergolesi Festival di Primavera edizione speciale del Festival jesino che si inserisce nel programma delle Celebrazioni per il terzo centenario della nascita di Giovanni Battista Pergolesi promosse e organizzate dalla Fondazione Pergolesi Spontini - azienda di produzione e diffusione culturale nata nel 2000 a Jesi – con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che prevedono l’esecuzione dell’opera omnia del compositore.



Al Teatro Pergolesi giovedì 10 giugno alle ore 21 (replica il 12) in scena L’Adriano in Siria dramma per musica in tre atti su libretto di Metastasio. Come avveniva nella Napoli del Settecento, tra un atto e l’altro dell’Adriano in Siria il Festival propone la rappresentazione degli stessi intermezzi della prima che avvenne nel 1734, ossia Livietta e Tracollo, su libretto di Tommaso Mariani. Per L’Adriano in Siria sarà ripreso l’allestimento realizzato per il VII Festival Pergolesi Spontini del 2007 con la regia del madrileno Ignacio García, scene di Zulima Memba del Olmo, e i nuovi costumi di Patricia Toffolutti. Nuovo invece l’allestimento per gli intermezzi Livietta e Tracollo, per la prima volta in scena nell’ambito del Festival Pergolesiano. L’esecuzione sarà affidata a uno dei complessi barocchi italiani più accreditati nel panorama musicale internazionale, l’Accademia Bizantina diretta da Ottavio Dantone, già molto apprezzati nel Flaminio che ha inaugurato questa edizione del Festival, che si avvarranno di un cast di voci specializzate nel repertorio barocco: Marina Comparato (Adriano), Lucia Cirillo (Emirena), Annamaria Dell’Oste (Farnaspe), Nicole Heaston (Sabina), Stefano Ferrari (Osroa), Francesca Lombardi (Aquilio). Per gli intermezzi Monica Bacelli è Livietta e Carlo Lepore è Tracollo. Terza delle quattro opere serie composte da Pergolesi (qui presentata nella edizione critica a cura di Dale Monson per la Pendragon Press, New York – Ricordi, Milano), L’Adriano in Siria è andato in scena per la prima volta a Napoli, al Teatro San Bartolomeo, il 25 ottobre 1734 due anni prima della prematura scomparsa del compositore jesino. Scritta in onore del compleanno della regina Elisabetta Farnese, madre del nuovo sovrano del regno napoletano il diciottenne Carlo III di Borbone cui è dedicata l’opera, l’Adriano in Siria, nella sua musica e nel suo testo esalta, attraverso i personaggi dell’opera, le virtù morali e politiche riferite alla magnanimità dell’uomo di governo nella persona di Carlo III.

Ad impreziosire il debutto dell’opera fu la celebrata esibizione a Napoli di uno dei più rinomati cantanti castrati di tutta l'Europa, Gaetano Majorano (1710-1783), meglio conosciuto come Caffarelli, che nell’Adriano in Siria prese il ruolo del primo uomo Farnaspe. La vicenda dell’opera è liberamente ispirata alle leggende sulla vita dell'imperatore Adriano; Metastasio ne scrisse il libretto nel 1732, prendendo spunti e idee sui dialoghi da alcuni autori francesi che lo avevano preceduto (Racine, Quinault e Corneille), nonché dall’opera Alessandro Severo di Apostolo Zeno. Gli intermezzi Livietta e Tracollo conobbero un successo europeo grazie alla circolazione dei cantanti che lo misero nel loro repertorio: dal 1743 venne rappresentato, tra l’altro, ad Amburgo, Praga, Lipsia, Dresda, Madrid, Vienna, Braunschweig, Parigi, Barcellona e Copenaghen. Livietta e Tracollo ripropone il tema dei travestimenti, motivo di giochi linguistici, dialettismi e comiche storpiature: Tracollo, da pessimo ladro qual è, tenta invano di imbrogliare Livietta, presentandosi sempre camuffato e puntualmente smascherato dalla astuta ragazza. Tuttavia, nonostante la completa inverosimiglianza del plot, i due finiranno per giurarsi eterno amore…

Il regista madrileno Ignacio García così racconta la sua regia: “Questo Adriano in Siria è la storia di uno uomo e di un impero che credono nella guerra, nelle carceri e nella distruzione come mezzo per ottenere un mondo più giusto ed in armonia con se stesso. Ma il protagonista scopre che sul campo di battaglia non ci sono vincitori e vinti: ci sono solo vittime. In mezzo alle rovine del mondo civile, i personaggi si rifugiano nell’amore, nel desiderio, nella angoscia dei sentimenti per sentirsi vivi e dimenticare l’angoscia che tutto sommerge, attraverso le musiche meravigliose, afflitte e psicologicamente profonde di Pergolesi. Livietta e Tracollo, intermezzi di Adriano in Siria, sono un chiaro esempio di come codice teatrale, stile di recitazione, profondità filosofica delle situazioni e personaggi cambiano in modo radicale dal dramma serio all’intermezzo. I personaggi degli intermezzi guardano a quelli dell’opera seria con la distanza di chi osserva un racconto fantastico o remoto, e li prendono in giro per le loro ossessioni quali l’onore, l’amore vero o la fedeltà. Inganno ed autoironia sono tra i ‘fondamenti’ della modernità. Commedia e dramma sono due punti di vista, due modi di guardare all’essere umano: osservandolo dall’alto in basso come una pulce comica, o dal basso verso l’alto come un possente gigante. Punti di vista diversi, ma sono sempre gli stessi uomini”.

Info: tel. +39 0731 202944 fax +39 0731 226460

Biglietti: da 50 a 12 euro.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-06-2010 alle 18:23 sul giornale del 08 giugno 2010 - 1035 letture

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