Di Capua: la scelta del sacchetto di carta per l’umido

2' di lettura 20/06/2010 -

Molti cittadini, che stanno ritirando i nuovi sacchetti di carta SUMUS per l’umido domestico, rimangono un po' perplessi sulla scelta della carta riciclata al posto di quella bioplastica (mater-bi).



Al di là dell’apprezzabile funzionalità del sacchetto, del quale abbiamo parlato in un articolo precedente, in effetti, uno degli aspetti poco rappresentati, nella filiera di gestione del rifiuto umido, è la percentuale di impurezze che giungono con la massa organica all'ingresso dell'impianto di trattamento finale (sia esso di compostaggio o di biodigestione anaerobica e compostaggio).

Tra gli elementi che maggiormente contribuiscono ad aumentare la percentuale di Materiale Non Compostabile (MNC), la plastica (shopper, buste varie) è tra i più rilevanti. Infatti, pur a fronte di un peso specifico ridotto, l'obbligo dell'intervento del gestore d'impianto, per separare tale prodotto non compostabile dalla massa organica, comporta il trascinamento con esso di importanti quantità di frazioni compostabili. L'impiego di bio-plastiche nelle raccolte differenziate non modifica, se non in modo marginale, il quadro. L'utente, infatti, rimasto privo di sacchetti in bioplastica (e questo è un fatto frequente per la debolezza degli stessi, per cui spesso l'utente ne usa due, uno dentro l'altro, per garantirsi sulla resistenza e la tenuta), tende a sostituirli preferibilmente con sacchetti in plastica. Da ciò deriva l’ulteriore confusione.

A bocca d'impianto il gestore, non potendo essere garantito sull'omogeneità della massa di involucri plastici (bio o meno) scarta e smaltisce separatamente tutti gli involucri. In tale operazione viene scartato molto organico perfettamente compostabile. In Piemonte, per tale problema, ci sono impianti che hanno percentuali di scarto del 25-35%. In Toscana siamo su una media del 30%. Adottando un sistema come SUMUS la percentuale di materiale non compostabile risulterebbe solo del 5%.

Il risparmio non è legato solo a questo mancato smaltimento in discarica di materiale processabile, ma anche dall'effettività dell'efficacia della raccolta. Non è infatti giustificabile a livello gestionale che un sistema che spende e fa spendere per attivare la raccolta differenziata dell'umido a monte, deve poi rispendere per conferire in discarica alte percentuali di quanto faticosamente raccolto separatamente.

Può essere interessante sapere che la Regione Piemonte (patria della Azienda leader nel settore delle bioplastiche-mater-bi) ha emanato recentemente una Delibera di Giunta concernente "Criteri tecnici regionali in materia di gestione dei rifiuti urbani”, in cui, per la raccolta differenziata del rifiuto organico umido, invita a preferire involucri in carta rispetto a ogni altro materiale per quanto definito biodegradabile. Ciò non deve stupire in quanto le bioplastiche, indipendentemente dalla loro compostabilità, non possono eludere il fatto di essere confondibili con le plastiche comuni.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-06-2010 alle 17:18 sul giornale del 21 giugno 2010 - 6039 letture

In questo articolo si parla di attualità, alberto di capua

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Sono molto ignorante in tema di raccolta differenziata. <br />
Non so mai dove buttare la roba e alla fine faccio un unico sacco che butto nel grigio.<br />
Un barattolo di pelati o di cibo per gatti con gli inevitabili residui dentro dove devo buttarlo?<br />
E la carta unta? E i brick? Insomma...a mettermi in difficoltà sono i contenitori di carta, plastica o latta che teoricamente sarebbero differenziabili, ma che poi, essendo sporchi dei residui di cibo o bevanda che contenevano, non lo sono più (almeno secondo me...o forse no...). Insomma...io nel dubbio butto tutto nel grigio...o sbaglio?<br />
<br />
C'è qualche giovane maestrina ambientalista e progressista che voglia darmi qualche lezione di differenziata?

Prima di gettare le lattine di pomodoro o altro nel contenitore basta dargli prima una sciacquatina...<br />
ovvio che non ci si possono gettare sporchi.....

Caro Melgaco, a questo proposito mi piace sempre riportare questa simpatica novella, letta da qualche parte un pò di tempo fa.<br />
<br />
"Se una sera decidete, con la vostra famiglia, di cenare a casa con gli hamburger del Mac Donald, vivrete un’indimenticabile esperienza in tema di differenziazione dei rifiuti.<br />
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Infatti, dopo aver divorato i famosi panini vi accorgete che tra buste, scatole, cannucce e bicchieri passerete una mezz’oretta abbondante per selezionare e riporre queste cose nel loro giusto contenitore.<br />
<br />
Si avvia prima la fase dell’analisi minuziosa che serve ad accertare qual è la carta, il cartone, il legno, la plastica, il metallo, il tetrapak e i residui organici (con il Mac Drive ce li avete tutti).<br />
<br />
Successivamente, e già cominciate a mostrare i primi segni di ansia, andate sul balcone per verificare che non vi manchi qualche bidoncino e che sia abbastanza vuoto per metterci ogni cosa.<br />
<br />
Andate avanti finchè non incontrate il primo ostacolo: la vaschetta sporca del ketchup. Come è noto essa è fatta di plastica e metallo e fin qui tutto bene. Ma la buttate via sporca? Sicuramente no, che figura ci fate, e quindi cominciate a lavare tutte le vaschette sprecando un sacco d’acqua a dispetto dell’ordinanza del Sindaco.<br />
<br />
Secondo ostacolo: il formaggio fuso del cheeseburger, tracimato nel vassoio di cartone, raffreddandosi, si è pietrificato. Prendete allora l’accendino e cominciate a sciogliere il formaggio in modo da separarlo dal cartone.<br />
<br />
Terzo ostacolo: il bicchiere di coca. Rivoltate il bicchiere decine di volte ma non vi trovate la scritta tetrapak e cominciate a tastarlo nervosamente. Alla fine decidete di tenerli a bagno tutta la notte per verificarne la reale composizione.<br />
<br />
E arrivate alla patatine avanzate. In questo caso però ci sono pochi dubbi perché le scaricate direttamente nel bidone della plastica.<br />
<br />
Alla fine, vi sentirete stremati ma soddisfatti per aver dato un contributo concreto al problema dello smaltimento e di aver alzato il livello di attenzione verso la questione ambientale.<br />
<br />
Durerà? Chissà. In compenso, la sera vi trovate in compagnia di altre persone che, assiepate intorno ai bidoni e ricordando i vecchi bustoni neri della vecchia spazzatura, vi raccontano un pò della loro giornata passata". <br />
<br />
Alberto Di Capua<br />

Ovvio che al Mac Donald's tutti questi dubbi non li hanno ... visto che buttano tutto nel bidone grigio ...<br />
Domanda, perchè loro possono farlo e noi no ?

Giacomo

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Io ci rinuncio e butto nel grigio.<br />
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Con tutti i cazzi che c'ho figuriamoci se vado a spaccarmi la testa anche per la monnezza. E figuriamoci se mi metto a sciacquare i barattoli.<br />

è un anno e mezzo che è cominciata la raccolta differenziata porta a porta e c'è chi ancora non sa cosa fare e quindi non differenzia un bel niente.<br />
Molti di questi chiaramente inveiscono contro l'amm. com.le che ci obbliga senza lasciarci la libertà di sporcare. E vogliono pure ragione!!!<br />
Roba da matti!<br />
breve ripassino x i "cittadini" che ancora non sanno che:<br />
i barattoli di latta vanno nel giallo (plastica e metalli), se sporchi una sciacquata e via;<br />
la carta unta va buttata via;<br />
il tetrapack va nel bianco (carta), se sporco una sciacquata e via;<br />
Tutto ciò che è sporco va nel grigio.<br />
Per tutto il resto andatevi a leggere il manualetto che ognuno ha a casa.<br />
<br />
Se al mc donald vi accorgete che non differenziano, segnalatelo invece di chiedere di poter fare la stessa cosa.<br />
<br />
at salut<br />

Melgaco, normalmente mi sei simpatico, stavolta mi sembri un po' acido: perchè cerchi una maestrina ambientalista e progressista, pensi che la raccolta differenziata sia un fatto che attiene solo alla sinistra? Non deludermi

Io non inveisco contro l'amministrazione per una mia ignoranza.<br />
Semmai inveisco per altri motivi che con la differenziata non c'entrano.<br />
So distinguere tra i miei peccati e quelli altrui.<br />
Tant'è vero che ho umilmente chiesto spiegazioni e ti ringrazio per avermele date.

Tutto ciò ha di mezzo il business e fa squagliare il cervello.<br />
Se riciclassimo veramente tuta la plastica che buttiamo via ,ne verrebbe fuori solo un 15% di plastica nuova.Il resto viene smaltitto attraverso la combustione della plastica che è come dire combustione del petrolio.Credo che la terra sia più inquinata dalla plastica bruciata ,piuttosto che dai gas di scarico delle autovetture e delle industrie.Io facevo dal 1999 la raccolta differenziata di tutto.Sono informato su brick e cose varire,anche se ogni giurno cambiano le normative.Sotto il mio palazzo hanno lasciato una saituazione pari a quella che si ritrovavano i cittadini napoletani sotto cas,con l'organico che non venicva raccolto perché noi condomini,fra i quali molti sono anziani in pensione,avevamo la colpa di non sapere che ci tocca comprare i sacchetti organici biodegradabili per smaltire rifiuti "organiCi",che non si capisce quali siano e non si capisce perchè sia nostro onere lacare la bottiglia e fatti vari,quando,e non voglio fare dietrologia,con le tasse paghiamo anche le aziende di smaltimento che poi dovrebbero aprirci le loro porte ogni giorno così cpome le cucine dei ristoranti,per essere coscienti sdi ciò che faciamo.L'unico materiale facilmente riciclabile è il vetro,i processi non sono complicati ed infatti è il primo materiale che è stato riciclato.Allora,una volta i brick non sono riciclabili,pèerché poliacoppiati di carta e allumibnio alo stesso tempo,i cartoni del altte non so,la carta unta o umida non è riciclabile,poi vorri vedre se ciò che è riciclabile si ricicla,almeno in parte.

Comunque,ci hanno lasciato invaso il condominio di rifiuti organici,in piena estate l'anno scorso,in pieno periodo turostico!!Imaginate un inglese,un tedesco,un francese o uno spagnolo che vengono aSenigallia e vedono robe del genere.Dimenticavo,agli stranieriche che vengono sulle nostre coste per la spiaggia e per evitare la confusione romagnola e non inoltrasrsi lontano a sud piace più Marotta,che Senigallia.é più rilasante,naturale.Anche io preferisco Marotta,in tutto,per tutto,Marotta per molti è un modello;chissà perché una frazione è un'importante stazione balneare e abbiamo pure un diretttore sgenerale che di cognome fa Marotta!sarà fatisciente,un po' squallida,ma mi piace l'autenticità simil romagnola.

là ci sono isole di raccolta differenziata,da tutte le parti,con contenitori ergonomici e moderni,e di metallo.

Un po' di camomilla le farebbe bene, sandros. Perché non tutti i cittadini "godono" della raccolta differenziata e in periferia i cassonetti tracimano, mettendo a rischio la sicurezza delle strade. Chi nonostante tutto differenzia, deve far conto solo sul suo senso civico e su molta pazienza, accollandosi i vari sacchi "differenziati" per portarli alla discarica. Salvo poi scoprire, contrariamente alle regole che lei qui ripete ad uso degli imbecilli che non vogliono capire:<br />
1) che i barattoli (lavati) differenziati assieme alla plastica NON li ritirano. Li vogliono separati: ergo, li ho buttati nell'indifferenziata (tre sacchi), l'unica raccolta di cui godo a domicilio. Ora ho preso a prestito la differenziata di un mio parente e ogni mercoledì sera mi poccio un bel viaggetto in città per onorare la mia natura ecologista;<br />
2) che la carta la ritirano: "Solo se è strettamente domestica", come mi ha detto un incazzatissimo operatore ecologico della discarica di fronte a un pacco di "miei" santini elettorali (che non ha voluto ritirare), debitamente privati della plastica che li avvolgeva. E sì che nella foto ero pure venuta benino e, oltretutto, la campagna elettorale non era senigalliese. Insomma, sembra quasi che differenziare sia un difetto, non un pregio.<br />
<br />
In sintesi, sandros, prima di schifirsi per questi bastardi di cittadini che si lamentano, provi a fare l'ambientalista "a ogni costo", nonostante i 399euro di Tarsu da pagare, senza la comodità dei bidoni colorati sotto casa, e vedrà che avrà di che divertirsi... <br />
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P.S. Esiste anche solubile. Si fa prima...

bo!!!!!tutta questa difficoltà nel differenziare io sinceramente non l'ho mai avuta... sia a casa che nella mia attività, e se devo aggiungere tutte le sere devo combattere con gli ignoranti dei miei colleghi e anche dei privati, che buttano dove capita rovinando il lavoro di chi la differenziata la fà seriamente, e se ci riesce un ristorante a farla a casa è la cosa più stupida del mondo basta avere semplicemete la voglia.

Allora faccio bene a buttare i barattoli nell'indifferenziata?<br />
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E poi che significa "carta strettamente domestica"?<br />
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Io che mi compro 4-5 quotidiani al giorno che devo fa?<br />
Li ho sempre buttati (ovviamente senza neanche leggerli) nel bidone bianco vicino a casa mia. Rischio di essere multato se mi beccano?<br />
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Insomma...la cosa mi sembra più complicata di quanto sembri.<br />
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Le regole del cricket a confronto sono roba da prima elementare.

In città, dove la differenziata si fa, barattoli e plastica vanno nel medesimo bidone. E' alla discarica di S. Angelo che li vogliono separati, magari per poi consegnarli a loro volta tutti assieme, chissà. Insomma, regole su regole a ciccio di sellero fatte solo per far scoglionare i cittadini "operosi" e (anche troppo) pazienti, e/o per far vedere chi comanda. Ohibò!<br />

Bisognerà fare due bidoni separati per plastica e barattoli. Famolo.




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