Rocconi: avere umiltà e desiderio di convertirsi tutti i giorni

mons. gerardo rocconi 19/06/2010 -

Mons. Gerardo Rocconi commenta il Vangelo di domenica 21 giugno.



Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: "Le folle, chi dicono che io sia?". Essi risposero: "Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto". Allora domandò loro: "Ma voi, chi dite che io sia?". Pietro rispose: "Il Cristo di Dio". Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. "Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno" . Poi, a tutti, diceva: "Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà". Parola del Signore

I TANTI PARERI SU GESU’

Gesù ormai sta chiedendo ai suoi una fiducia incondizionata. Ma per questo ha bisogno di capire cosa pensano di lui i suoi discepoli, cosa insomma sta passando del suo insegnamento. E quindi pone una domanda: Cosa pensa la gente di me? E voi in particolare cosa pensate? E’ una domanda importante, coinvolgente: la capacità o meno di seguire Gesù dipende dalla risposta che si dà a questa domanda. Le opinioni della gente sono disparate. Certo, la gente una intuizione l’ha avuta: Gesù è un personaggio significativo, importante: è sulla linea dei più grandi profeti. E’ un predicatore forte come il Battista, fa grandi segni come Elia, predica l’assoluto di Dio come tutti i profeti. In altre parole è come se dicessero che Gesù è il profeta per il nostro tempo. Il profeta porta la Parola di Dio, invita alla conversione, scuote le coscienze: va seguito perchè indica la via per arrivare a Dio. Ma Gesù è di più. La gente ha ammirazione per Gesù ma non riesce a cogliere la sua profonda identità.

MA PER ME CHI E’ GESU’?

E i Dodici ci riescono a capire? A loro Gesù rivolge la stessa domanda: "Ma voi, chi dite che io sia?". Pietro rispose: "Il Cristo di Dio". E l’evangelista Luca riferisce che Gesù ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. Perchè? E il motivo lo dice Gesù stesso: «Il Cristo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno". Indubbiamente è una notizia strana o addirittura sconvolgente e Gesù gradualmente vuole aiutare a scoprire la sua identità al fine di evitare fraintendimenti. Infatti Pietro ha detto che Gesù è il Cristo, ma che vuol dire questa parola? Al tempo di Gesù l’attesa del Cristo-Salvatore era acuta, impaziente, febbrile. Ma il Cristo che si attendeva era un Messia politico-guerriero. E invece niente di tutto questo. E Gesù vuol far capire che Lui è il Cristo, sì, però non lo attende il trionfo e la vittoria, ma l’umiliazione e la sconfitta. E questo è difficile da capire. E allora perchè Dio ha scelto questo cammino assurdo? Perchè per salvarci c’è la croce?

GESU’, IL MESSIA CROCIFISSO E RISORTO

Sì, perché per salvarci c’è la croce? Ogni spiegazione sta nell’amore di Dio. Per amore Dio ha consegnato il suo Figlio e non si è opposto alla più grande ingiustizia: per amore il Padre ci ha fatto capire quanto era coinvolto nella nostra vicenda umana e per amore Gesù, il Figlio, ha offerto la sua vita. Una vita per amore. E chi vuole seguire Gesù deve mettersi sulla sua stessa linea. Dice Gesù: Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Credere in lui non è solo aderire ad alcune verità; credere è seguire Lui, condividere il suo destino. Andargli dietro è imitare Gesù la cui caratteristica fondamentale è stata l’amore. Ogni giorno, ogni momento. E questo richiede pazienza e impegno. Infatti si tratta di imparare ad amare come Gesù, un modello di amore irraggiungibile. Ma non si è soli: anzi da soli si fa ben poca strada. E’ il Signore stesso che offre la sua grazia, il suo aiuto per farci camminare. Si tratta, in ogni caso, di avere l’umiltà e il desiderio di convertirsi tutti i giorni, ripartire tutti i giorni, di camminare gioiosamente dietro il Signore oggi più speditamente di ieri e domani più speditamente di oggi: sì, con la gioia, perchè il perdere la vita per seguire Gesù e imitarlo in realtà è trovare la vita vera.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-06-2010 alle 17:13 sul giornale del 21 giugno 2010 - 1281 letture

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