Prezzi alti sul lungomare: gli operatori non ci stanno

Caffe' 30/06/2010 -

“Sul lungomare i prezzi sono bloccati da almeno tre anni”. I gestori di bar, gelaterie e locali del lungomare, finiti nel mirino per i prezzi applicati a generi di largo consumo, più alti rispetto a quelli del centro storico non ci stanno. E fanno sentire la loro voce.



Un caffè sul litorale centrale costa in molti casi un euro mentre in centro la tazzina al bancone a 90 centesimi è ancora la più diffusa. E in un caso il caffè costa ancora 80 centesimi. Ma non basta. Sul lungomare vige il “caro-gelato”. Un cono medio da passeggio costa 2,30 euro mentre in centro e sul lungomare di ponente (meno frequentato rispetto a quello di levante) il cono medio si trova ancora a 2 euro. C'è poi il problema delle quantità. Se anche il prezzo non sale, in molti casi si riducono drasticamente le quantità. E questo vale anche per la pizza al taglio. All'appello lanciato da Federconsumatori, che invita i gestori dei pubblici esercizi a non tirare troppo la corda approfittando dell'estate e dei turisti, gli esercenti replicano.

Noi continuiamo a servire il caffè a novanta centesimi da anni ormai -replica Paola Casagrande, del bar Cesare sul lungomare Alighieri- è vero, qualcuno lo fa pagare un ero ma noi abbiamo optato per i prezzi stabili. Servirebbe una regolamentazione a livello provinciale, ma fin quando non c'è noi restiamo sui novanta centesimi”. A far infuriare gli operatori è la critica in base alla quale i prezzi in estate aumentano perchè “gli esercenti del litorale pretenderebbero di risolvere la stagione in un paio di mesi”. “Da ventuno anni siamo aperti anche per le colazioni da marzo ad ottobre e siamo in pochi a fornire questo servizio -aggiunge la Casagrande- non ci sto a sentirmi dire che lavoriamo solo due mesi all'anno. Qualcuno magari aprirà solo per l'alta stagione ma non è il mio caso. E poi, perchè non tirare in ballo anche gli albergatori che spesso a maggio sono ancora chiusi. La mia attività esiste da 50 anni e ci teniamo a soddisfare il cliente, che sia turista o residente per noi non cambia”.

Giocano alla difensiva anche gli altri colleghi del lungomare centrale. “I prezzi sono bloccati da anni -fa eco Maurizio Bacolini del Bar Tatiana- da quattro anni non tocchiamo il prezzo del caffè che costa 90 centesimi. In verità spesso è proprio in centro che i prezzi aumentano, non certo sul lungomare. E i turisti sono i primi ad accorgersene. I nostri clienti si stupiscono quando, pagando il caffè con 1 euro, ricevono anche il resto. Nelle grandi città i prezzi sono molto più alti”. “I prezzi non sono affatto aumentati -fa eco Franco Fabrizi del Baretto Rosso- E comunque non sono 10 o 20 centesimi che fanno la differenza. Il problema vero è l'assenza di turisti. Le persone sono poche e vengono solo il fine settimana”.






Questo è un articolo pubblicato il 30-06-2010 alle 23:50 sul giornale del 01 luglio 2010 - 3961 letture

In questo articolo si parla di economia, giulia mancinelli, riccardo silvi, lungomare, prezzi

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/Ih


Prezzi ancora troppo cari.<br />
Una birra piccola alla spina costa una esagerazione considerando il costo di un FUSTO di BIRRA per un locale. Gelati troppo cari rispetto i costi di produzione e pizza, piadine, panini lo stesso.<br />
<br />
Nonostante c sia qualche diversità i prezzi sembrano ancora troppo di CARTELLO e non si capisce come mai in altri paesi la concorrenza su una birra o altri prodotti si gioca sui centesimi di € (es. 2.10 o 2.30 o 1.95) mentre da noi questo discorso è TOTALMENTE ASSENTE e quando si AUMENTA si aumenta direttamente di 50 centesimi o 1 euro. <br />
<br />
Evito il lungomare centrale, troppa folla e servizi troppo cari rispetto la qualità erogata. <br />
<br />
Come sempre, il libero mercato, è una favola che ci raccontano per farci sentire più tutelati.<br />
<br />
Poi esci e vedi che il libero mercato si traduce in LIBERO CARTELLO. Cane non morte cane.

Se ne stanno già accorgendo tutti gli esercenti che ormai Senigallia non richiama più turisti da fuori provincia.<br />
<br />
Questo perchè i servizi offerti dalla riviera romagnola o dalle marche del sud sono nettamente più avanti (es. servizi per i bambini, wireless in spiaggia, feste in spiaggia...per nn parlare di conoscenza della lingua inglese o in alcuni casi di semplice cortesia)<br />
<br />
Immaginando che il 90% delle strutture sia a conduzione familiare è chiaro che nn si ha quella capacità economica di investire ne la freschezza creativa per proporre idee nuove al turista.<br />
<br />
Stando così le così le cose, ormai senigallia è solo il mare dei senigalliesi e qualcuno dell'entroterra e con questi numeri gli esercenti non possono far altro che aumentare i loro prezzi e quindi accelerando ulteriormente il ciclo di perdita di altri turisti.<br />
<br />
Purtroppo non è un problema ne di amminastrazione ne di esercizi commerciali: è un problema di mentalità.<br />
<br />
Saluti<br />
<br />
Un entroterrese...<br />

la soluzione è facilissima:alla sinistra sul lungomare venendo dalla rotonda ci sono i bar "costosi"..sulla destra o in qualche via laterale ci sono i baretti dove una moretti me la pago 3,50 euro..me la faccio mettere in un bicchiere di plastica e torno al mascalzone o tatiana o dove volete:)

sottoscrivo pure io il caro prezzi...<br />
<br />
tanto che ho cominciato ad evitare i ristoranti della riviera a favore di quelli dell'entroterra (in media -25 % di costo per persona e cibo di qualità)<br />
<br />
Vogliamo parlare dei coktail? pure qui prezzi di cartello 5 € fissi, realizzati con alcolici di pessima qualità, con ghiaccio non tritato, in bicchieri sempre più piccoli e di plastica...allora preferisco spendere 10 € per un coktail di prima qualità a terrazza Marconi...<br />
<br />
per fortuna la gente se ne sta accorgendo, vuoi per la crisi, vuoi perchè siamo stanchi di essere presi in giro..<br />
<br />
Basta!