Fini: non esiteremo a contrastare le scelte del Governo ritenute ingiuste

Gianfranco Fini 30/07/2010 -

Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha manifestato, il 30 luglio, l'intenzione dei parlamentari che lo sostengono di appoggiare o contrastare le scelte del governo a seconda dei casi. Decisione scaturita come reazione alla riunione del direttivo del PdL di giovedì sera, quando Berlusconi lo ha espulso ufficialmente.



L’accusa di Berlusconi verso Fini e i finiani è stata quella di aver designato “proposte di legge – dice Fini - che confliggono con il programma elettorale e non conciliano con le posizioni della Camera e della Maggioranza che lo hanno eletto”.

Fini ha annunciato che non darà le dimissioni “in difesa – afferma - dell’amore per la patria, per la sete di giustizia sociale e nella ricerca della legalità intesa non solo come difesa dalla criminalità, ma una legalità costruita su precetti di etica pubblica”.

Questo governo, dal quale lui è appena stato espulso, è caratterizzato dal “garantismo che coincide spesso con una pretesa di impunità”.

Infine – continua – Fini: “Ieri (riferendosi al 29 luglio) è stata una brutta pagina nella storia del centro-destra, ma bisogna oltrepassarla per continuare a garantire un futuro libero eticamente e politicamente per la nostra Italia”.

Con il formarsi di un gruppo di oltre 30 parlamentari finiani alla Camera la maggiornaza di governo potrebbe non essere più tale. Si aprono quindi scenari inediti, che potrebbero da un lato vedere la caduta del Governo Berlusconi o, dall'altro, il gruppo dei finiani che detta l'agenda politica del Governo. A meno che Berlusconi non riesca ad attirare altre forze politiche nella maggioranza.

Riguarda alla collocazione politica del nuovo soggetto c'è ancora molta incertezza. Italo Bocchino, a chi gli chiedeva se il nuovo gruppo si sarebbe seduto più a destra o più a sinistra del PdL ha risposto laconicamente "Ci siederemo in cortile".


di Laura Rotoloni e Michele Pinto
redazione@viveremarche.it






Questo è un articolo pubblicato il 30-07-2010 alle 17:20 sul giornale del 31 luglio 2010 - 4335 letture

In questo articolo si parla di michele pinto, politica, Gianfranco Fini, Italo Bocchino, laura rotoloni

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aM6


Ingiudicabile<br />
L'unico aggetivo che darei al comportamento di berlusconi.<br />
Anzi, aggiuingerei pure un "ignobile", perchè non è tollerabile espellere da un partito delle persone solo perchè hanno espresso le loro libere opinioni, seppur non in linea con i dettami del "vate".<br />
Ricordo bene che questa escalation non ha avuto origine da Fini, come tutti dicono, ma dai pasdaran berlusconiani che non ammettevano idee diverse.<br />
E in un movimento/partito che si professa liberale, una simile cosa non è accettabile.<br />
Dal mio punto di vista Fini ha tutta la mia stima, perchè ha tentato di portare il PdL ad una "buona" politica, quella del fare "ragionato" e non del fare subito spinto dall'impulso dei sondaggi, come faceva "l'altro".<br />
Si sono visti gli effetti: non fosse stato per Tremonti, oggi l'Italia sarebbe in balia di continue campagne promozionali per leggi e leggine di portata istantanea ma di scarsa se non nulla valenza a lungo termine: la legge sulle intercettazioni ne è solo l'ultimo "fulgido" esempio di come il berlusconismo ormai sia solo un inguardabile fardello per la politica nazionale.

Mi unisco al commento di Daniele. Una delle pagine più spudoratamente ignobili della politica italiana mai scritte finora. Mi permetto a questo proposito di citare Marco Travaglio (articolo del fatto quotidiano di oggi): "Un unicum nella storia, dall'età della pietra a oggi: mai nessun politico, nemmeno in certi stati africani dove gli avversari venivano eliminati per via non giudiziaria, ma gastroenterica, era stato cacciato dal partito per eccessi di legalità".

Elena, Daniele, capisco la vostra indignazione, ma stiamo parlando di una persona che è stata alleata con Berlusconi per 16 anni. Non si fanno patti con il diavolo se non gli si somiglia.

Anche questo è vero, Dragodargento, non ti si può dar assolutamente torto! L'unica cosa che potrebbe esser detta a difesa di Fini è che ha sempre saputo interpretare in maniera eccellente un modo particolare di fare politica, oserei dire una linea di condotta di stampo Machiavelliano, che rinuncia alla coerenza ad un insieme prestabilito di principi etici e che spinge chi lo persegue a scendere a compromessi perfino con i politici più viscidi e corrotti, qualora un'alleanza con tali individui possa apportargli vantaggi. Questo, per alcuni, è già di per sé un requisito indispensabile per essere ritenuto un buon politico. <br />
<br />
Tengo a precisare che non sono mai stata una fan di Fini, l'ho sempre ritenuto poco onesto, però gli riconosco grandi capacità politiche e dialettiche, e credo che, tutto sommato, meriti un po' di solidarietà dopo il modo in cui è stato trattato questi giorni !

Beh si! Un po' di solidarietà se la merita. :-)