Monsignor Rocconi, il commento del vangelo di Luca di domenica

mons. gerardo rocconi 5' di lettura 31/07/2010 -

Il litigio di due fratelli, l'occasione per Gesù per parlare del senso della vita. Il commento di Monsignor Rocconi al vangelo di domenica.



Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede». Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio». Parola del Signore.


DAL LITIGIO PER L’EREDITA’…. Il vangelo di oggi ci racconta di due fratelli che litigano per l’eredità. E uno va da Gesù a chiedergli che faccia da giudice. Ma Gesù si rifiuta di svolgere questo ruolo. Non è il suo. Ci tiene a chiarire il motivo per cui è venuto: Gesù è venuto nel mondo per portare la parola di Dio e pertanto sposta il discorso invitando ad accogliere un messaggio più profondo.

…. AL DISCORSO SU CIO’ CHE VALE In altre parole Gesù coglie l’occasione del litigio dei due fratelli per parlare del senso della vita, delle cose che contano veramente, e di quelle che non possono essere messe al primo posto. E Gesù esordisce con una affermazione chiara: “Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede”. Quante volte si pensa che la gioia venga dalle cose. Si rincorrono cose da possedere, posizioni da costruire, prestigio da raggiungere... nella speranza di trovare appagamento. E pertanto ci si propongono mete di vita che escludono Dio, pensando che la gioia sia nelle cose della terra. Ma Gesù vuol far capire quanto sia sbagliata una vita che pensa di trovar gioia senza Dio. E tutto questo lo esprime con il racconto della parabola che il Vangelo di oggi ci propone. Quell’uomo dice tra sé e sé: : “Che farò ora? Farò così: Costruirò magazzini più grandi e vi metterò tutti i miei beni. E poi starò tranquillo. Mangerò, mi divertirò e vivrò senza preoccupazioni. E Gesù conclude così la parabola: Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà? Sia chiaro che in Gesù non c’è un disprezzo del mondo; ma tanto ordine sì! Certo che c’è bisogno di mangiare, vestire.... ma tutto nella moderazione. Perchè lo scopo di tutto è un altro: cercare il Regno di Dio. Ma quando le cose diventano un dio e vengono viste come fonte di sicurezza e di gioia, allora perdono il loro vero significato e sono definite “vanità, vuoto, inganno”; San Paolo direbbe spazzatura. Gesù non ci sta insegnando a non procurarci il cibo o il vestito, non ci sta insegnando a non provvederci di un tetto o a non pensare ad una sistemazione dei figli; il Signore ci sta insegnando che la sicurezza non ci viene dalle cose, e la vita di un uomo, la gioia e soprattutto la sua salvezza eterna non dipende proprio da quello che ha accumulato, anzi….

ARRICCHIRE DAVANTI A DIO Per questo il brano del vangelo di oggi conclude con questa affermazione di Gesù, mentre invita a guardare la sorte di quel ricco stolto: Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio. Ai due fratelli che litigavano per l’eredità, a tutti quelli che rincorrono i beni di questo mondo, Gesù raccomanda: Arricchite davanti a Dio. Solo se si arricchisce davanti a Dio, infatti, non si rimane delusi, la vita può avere pace anche su questa terra e soprattutto la si salva veramente, per l’eternità. Ora nasce in noi una domanda. Come si fa arricchire davanti a Dio? San Paolo dona una sua prima risposta che meriterebbe un lungo approfondimento. Dice: Voi siete risorti con Cristo. In voi c’è la vita dei figli di Dio. Siete in questo mondo ma non siete di questo mondo. E allora cercate le cose di lassù, cercate le cose del cielo”. In altre parole la nostra gioia è nell’amore eterno e sconfinato di Dio; la nostra casa è il cuore di Dio; il nostro riposo è nell’abbraccio amorevole di Dio. E la via perché tutto questo si realizzi è riempire la nostra vita di opere buone, obbedendo al comandamento dell’amore che Gesù ci ha dato. Certo, è un cammino impegnativo, ma un cammino che ci porta la ricchezza, quella vera.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-07-2010 alle 15:33 sul giornale del 02 agosto 2010 - 2334 letture

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