Monsignor Rocconi, 'Non ci si lascia sorprendere dalla morte'

Mons. Gerardo Rocconi Vescovo di Jesi 4' di lettura 06/08/2010 -

"Bisogna superare la stoltezza che era caratteristica dell’uomo". Monsignor Gerardo Rocconi commenta il vangelo di domenica.



DaL Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno. Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore . Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro! Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo». Parola del Signore.

NON TEMERE
Il brano inizia con l’esortazione “Non temere piccolo gregge, perchè al Padre vostro è piaciuto darvi il regno”. I discepoli hanno paura, sanno di essere pochi e fragili di fronte ad un mondo ostile. Ma se si vive nell’abbraccio del Signore si vince la paura. Però prima bisogna superare la stoltezza che era caratteristica dell’uomo della parabola raccontata domenica scorsa, il quale, se ricordate, non si era arricchito davanti a Dio e si era fatto cogliere di sorpresa dalla morte. E Gesù vuol rispondere a queste due domande: Come si arricchisce davanti a Dio, come non ci si lascia sorprendere dalla morte?

ARRICCHIRE DAVANTI A DIO
Risponde Gesù alla prima domanda:Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.

NON LASCIARSI SOPRPRENDERE DALLA MORTE
E alla seconda domanda, come non farsi sorprendere dalla morte, Gesù risponde con alcune immagini: “Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli.
- Il padrone: rappresenta il Signore che deve essere atteso
- L’attesa. E’ il tempo della Chiesa che appunto attende il ritorno del Signore, è quindi un tempo di operosità a servizio del Regno;
- l’attesa è nei confronti di Gesù che è lo sposo della Chiesa stessa, per cui il suo ritorno sarà una festa di nozze;
- Il Signore-sposo arriva e bussa e vuole entrare: “Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Ap 3,20); E Gesù continua: Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli.

PASSERA’ A SERVIRLI Passerà a servirli! E’ stupenda questa immagine dove sarà il padrone a servire. Questo sta ad indicare che l’immagine usata è, sì, quella di padrone-servo, ma la realtà è una profonda comunione; Infatti nel vangelo di Matteo, in un contesto simile, così è espresso questo desiderio di comunione del Signore: Il giusto giudice dirà ai servi fedeli: “Bene, servo buono, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”; e ancora: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo Non ci si lascia sorprendere dalla morte e si arricchisce davanti a Dio quando si vive la vita nella obbedienza alla parola di Dio, nell’amore, nel servizio ai fratelli. A tutti infatti è affidato un compito, tutti siamo chiamati ad evangelizzare, tutti siamo chiamati a vivere la carità, tutti siamo chiamati a fare dono della nostra vita. E non si deve aver paura se il Signore affida compiti impegnativi e grandi: se accade questo vuol dire che dietro c’è un supplemento di amore da parte del Signore, una fiducia più grande, perchè una sola cosa il Signore desidera: quella di poterci dire un giorno: “Sei stato un servo buono e fedele, prendi parte alla gioia del tuo padrone”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-08-2010 alle 11:29 sul giornale del 07 agosto 2010 - 897 letture

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